Azioni UniCredit sotto i riflettori. La Germania venderà quota 12,7% in Commerzbank a Orcel?

Laura Naka Antonelli

17 Agosto 2026 - 14:40

Le ultime indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa Bloomberg indicano l’apertura di alcuni funzionari a vendere la quota in Commerz a UniCredit.

Azioni UniCredit sotto i riflettori. La Germania venderà quota 12,7% in Commerzbank a Orcel?

E dopo tanto rumore, la Germania di Friedrich Merz deciderà di uscire del tutto dal capitale di Commerzbank, smobilizzando la quota in suo possesso del 12,7% a UniCredit? Così sembra, stando ad alcune indiscrezioni che sono state riportate da un articolo di Bloomberg.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa, alcuni alti funzionari tedeschi avrebbero mostrato la loro disponibilità a parlare della possibilità di cedere la partecipazione che il governo di Merz detiene ancora nel secondo istituto di credito teutonico alla banca italiana guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel, a patto che i due istituti di credito raggiungano un accordo sia su una strategia comune che sul futuro di Commerzbank.

Con acquisizione quota governo Merz UniCredit salirebbe a oltre il 60% di Commerz

Bloomberg cita tuttavia la disponibilità soltanto di alcuni funzionari del governo, rimarcando che la posizione del governo Merz non è cambiata.

Tuttavia, sebbene il governo tedesco sia stato compatto nel ribadire di voler continuare ad appoggiare l’indipendenza dell’istituto, di recente il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha chiarito che Berlino non intende muoversi per bloccare l’acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit, a seguito del successo dell’OPAS.

Se i rumor si confermassero veri, la possibile vendita della partecipazione in Commerzbank in mano alla Germania a UniCredit, consentirebbe a Piazza Gae Aulenti di incrementare la quota in suo possesso da una quota attuale appena inferiore al 50% fino a oltre il 60%.

Un portavoce del governo Merz contattato da Bloomberg si è limitato a ribadire la posizione del governo, preferendo non commentare le indiscrezioni. No comment anche da parte di Commerzbank e di UniCredit.

Il commento del gestore sul dossier UniCredit-Commerzbank. “Un precedente importante”

Così ha commentato di recente Johannes Hesche, gestore di portafoglio di ACATIS Value Event Fund, il dossier UniCredit-Commerzbank:

“Considererei l’operazione UniCredit–Commerzbank un precedente importante, ma non ancora il modello di riferimento per un’ondata di acquisizioni bancarie transfrontaliere ostili. La BCE ha esplicitamente spinto per un maggiore consolidamento del settore bancario europeo e, se UniCredit dovesse avere successo nonostante la costante opposizione del governo tedesco e del management di Commerzbank, ciò dimostrerebbe che la politica nazionale da sola non può, in ultima analisi, bloccare un’operazione che rispetta gli standard normativi europei. Ma si tratta anche di una situazione insolitamente favorevole: UniCredit dispone già di una consistente presenza in Germania attraverso HVB, la sovrapposizione concorrenziale è limitata e la sua quota economica del 47,59% si traduce in quasi il 50% dei diritti di voto di Commerzbank, lasciando alla società target ben poco margine di manovra”.

Il gestore ha continuato, osservando che “la decisione di Orlopp di accettare l’offerta sembra quindi meno un cambiamento di opinione e più il riconoscimento che l’esito finale è diventato difficile da evitare”.

Ancora, Hesche ha aggiunto che, “se l’operazione si rivelerà redditizia dal punto di vista finanziario dopo l’integrazione, dovrebbe rendere più facile promuovere fusioni transfrontaliere amichevoli presso i consigli di amministrazione e gli investitori”.

Per concludere, “sarei tuttavia molto più cauto nel dare per scontato che altre banche europee siano disposte a intraprendere il percorso ostile intrapreso da Orcel nel corso degli ultimi due anni

Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni UniCredit segnano un calo dello 0,50%, scendendo a quota 84,80 euro, mentre i titoli Commerzbank, scambiati alla Borsa di Francoforte, riportano un lieve calo, a 39,68 euro.