Il rame ha rotto ogni schema: la Cina non guarda più al prezzo. Scorte di rame crollate del 5,6% in una settimana: allarme rosso sul mercato.
Il mercato del rame entra nel secondo trimestre con il vento in poppa. Le importazioni cinesi di rame raffinato sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi, spinte da una domanda che ha acquisito uno slancio inatteso e da una produzione interna che rischia di contrarsi per via della manutenzione programmata degli impianti di fusione.
La combinazione tra questi due fattori crea le condizioni per una pressione sui prezzi, che venerdì sono saliti al livello più alto dal 29 gennaio, data in cui avevano stabilito il record storico di 14.527,50 dollari alla tonnellata. Un segnale che il mercato non ha dimenticato quel massimo e che le forze rialziste stanno rapidamente prendendo corpo.
La domanda cinese è tornata con una forza che ha sorpreso anche gli operatori più esperti. La Cina, in altri termini, è meno sensibile ai prezzi rispetto al passato, con le scorte onshore che hanno subito il calo più ampio e rapido mai registrato. È un cambiamento di comportamento significativo, considerato che nei trimestri precedenti i compratori cinesi tendevano a rallentare gli acquisti quando i prezzi salivano oltre certe soglie, contribuendo a smorzare i picchi di prezzo. Oggi quella sensibilità sembra essersi affievolita, segno che la domanda sottostante è abbastanza robusta da giustificare acquisti anche a livelli elevati. [...]
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