Il rally sui mercati azionari grazie alle news sul vaccino può davvero durare?

Dopo le elezioni USA e la notizia sull’efficacia del vaccino di Pfizer siamo usciti davvero dal tunnel? È presto per dirlo.

Il rally sui mercati azionari grazie alle news sul vaccino può davvero durare?

Con le elezioni americane appena concluse - evento salutato la scorsa settimana da un fortissimo rally di asset rischiosi (+7,7% per il MSCI World, -70bp per gli spread aziendali $ High Yield, -14 punti per il VIX) - la mia opinione era che il mercato si sarebbe rapidamente riorientato verso il rischio della seconda ondata COVID-19, in particolare negli Stati Uniti, dove i casi giornalieri sono ora in cima alle 100.000 unità. Guardando i mercati del 9 novembre direi di aver preso una cantonata. Ma ieri, come sapete, è successa una cosa inaspettata.

La notizia che il «candidato vaccino» di Pfizer e BioNTech ha dimostrato un’efficacia del 90% nella prevenzione di COVID-19, dopo essere stato testato su una vasta popolazione di volontari, ha generato un cambio di prospettiva per il mercato azionario, aprendo la possibilità di un ritorno alla normalità. Ma questa sarà una strada lunga e tortuosa, non illudiamoci.

Vaccino Pfizer, non illudiamoci...

I risultati annunciati corrispondono a una prima analisi intermedia delle prove della Fase 3. Un tasso di efficacia del vaccino superiore al 90% è stato raggiunto a 7 giorni dalla seconda dose, il che significa che la protezione è raggiunta ben 28 giorni dopo l’inizio della vaccinazione.

Pfizer e BioNTech prevedono di produrre globalmente 1,3 miliardi di dosi nel 2021 (sufficienti quindi per vaccinare 650 milioni di persone, essendo questo un programma a due dosi) ma solo 50 milioni entro la fine di quest’anno, il che significa copertura per «soli» 25 milioni di persone, presumibilmente solo negli USA.

Ma la domanda più importante è questa: quanto dura l’immunità? Non lo sappiamo.
Abbiamo bisogno ancora di maggiori informazioni sulla sua efficacia contro i casi gravi (persone anziane e persone immunodepresse) e sulla sua sicurezza.

Seconda domanda: se il virus subisce mutazioni, i vaccini saranno efficaci anche contro queste? È prematuro affermarlo.

Ciononostante, la notizia di ieri ha infiammato i mercati perché ha alimentato le speranze per altri vaccini candidati nella Fase 3 in arrivo a breve.

Gli investitori tornano su asset rischiosi

L’annuncio di Pfizer ha innescato una migrazione verso gli asset rischiosi durante la sessione di ieri su una scala raramente vista.
Il CAC 40 per esempio è salito del 7,6% (i maggiori guadagni dei mercati europei dal 24 marzo e tra i 10 migliori risultati giornalieri dal 2000), mentre i rendimenti per l’OAT a 10 anni (titolo di stato francese) hanno messo su 10bp, e il rendimento per il TNote USA sale di ben 13bp a 10 anni durante la sessione (fino a 0,97% intraday) con un fortissimo rialzo delle curve dei rendimenti.

Sembra quindi che il mercato abbia abbandonato gli asset usati solitamente per «protezione» del portafoglio e al tempo stesso abbia giocato la carta della reflazione. In realtà prima di rivedere l’inflazione in Europa ci vorranno 12 mesi o addirittura 18 mesi. Il problema della disoccupazione frenerà di molto il ritorno dei consumi ai livelli pre-COVID e quindi anche il rialzo dell’inflazione al dettaglio è per ora solo una chimera.

In ogni caso il MSCI World è ora tornato vicino ai suoi massimi storici, mentre gli spread creditizi sopra i titoli governativi sono tornati ai livelli pre-crisi di febbraio.

Siamo entrati in una nuova fase rialzista del mercato?

Siamo all’inizio di una nuova fase di mercato rialzista generalizzato? Non direi. È certa per ora la propensione del mercato a concentrarsi sulle buone notizie in futuro piuttosto che sulle cattive notizie in questo momento. Ma non posso escludere che i prossimi dati economici (sia reali che indicatori anticipatori) facciano ritornare gli investitori alla realtà.

C’era molta vendita allo scoperto sul mercato venerdì sera, dopo la vittoria di Biden. Ieri sera forse ci sono state ricoperture frettolose che hanno amplificato gli acquisti. C’è anche la ben nota capacità di alcuni tipi di stili di gestione (quella dei fondi a volatilità mirata, che speculano sul VIX) di tracciare e accentuare le tendenze del mercato, che dovrebbe dare più peso nel breve periodo alla direzionalità degli asset a rischio.

Con una valutazione degli attivi a rischio già alta e in crescita, la vulnerabilità alle cattive notizie o alle delusioni aumenterà, i rischi non mancano: il complicato passaggio di poteri negli Stati Uniti, i ritardi nell’approvazione dei piani di stimolo fiscale negli Stati Uniti e in Europa, il rischio Brexit e soprattutto i blocchi prolungati alla circolazione e l’alta disoccupazione sono tutti problemi che non svaniscono in un attimo.

Mi sembra che i mercati azionari abbiano completamente gettato al vento la prudenza. Aspettiamoci ritracciamenti. Il vero rally sarà a gennaio con il programma di vaccinazione effettivo alla portata della popolazione, sia europea che americana.

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