Petrolio: quotazioni sulle montagne russe. Che succede?

Le quotazioni del petrolio Brent e WTI in balia di Donald Trump: prima c’è stato il crollo di oltre l’8% e poi ancora un tentativo di recupero. Cosa sta succedendo al mercato?

Petrolio: quotazioni sulle montagne russe. Che succede?

Le quotazioni di petrolio WTI e Brent hanno tenuto il mercato intero con il fiato sospeso nelle concitate ultime ore.

Nella serata di ieri, l’oro nero ha subito un vero e proprio tracollo: l’ultima mossa di Donald Trump ha imposto ai prezzi di bruciare più dell’8%, il tutto nell’arco di pochi minuti.

Il Presidente in realtà ha mandato ko i mercati globali: oltre alle quotazioni di petrolio anche l’azionario ha imboccato la via del ribasso complici i dazi del 10% sui restanti $300 milioni di beni provenienti dalla Cina, dazi che entreranno in vigore il prossimo 1° settembre.

Quotazioni petrolio: WTI e Brent sulle montagne russe

Le decisioni di Trump sono giunte in un momento impegnativo per le quotazioni di petrolio, già alle prese con l’ultima riunione della Federal Reserve che ha scelto di tagliare i tassi di interesse escludendo però l’inizio di un nuovo lungo ciclo di revisioni al ribasso.

Le notizie relative ai nuovi dazi contro la Cina hanno avuto un impatto dirompente sui prezzi: la quotazione del WTI è affondata dai $56,69 (rilevati intorno alle 19:25) ai $53 (rilevati qualche minuto dopo le 20:00).

Non è andata certamente meglio al Brent, scivolato da $63 a $60, il tutto sempre nell’arco di mezz’ora.

Dopo il tracollo, entrambe le quotazioni di petrolio hanno tentato di recuperare terreno con un naturale rimbalzo. Grazie a progressioni di circa 2 punti percentuali il texano ha ritrovato i $54,9, mentre il greggio del Mare del Nord si è riportato intorno ai $61,8.

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