Ripple: l’ultimo attacco hacker influenzerà la quotazione?

La quotazione di Ripple sarà influenzata dall’ultimo attacco hacker avvenuto ai danni di due banche canadesi? È il mercato che se lo chiede.

Ripple: l'ultimo attacco hacker influenzerà la quotazione?

La quotazione di Ripple non pare per il momento propensa ad abbandonare il trading range nel quale ha scambiato di recente, quello intorno a quota $60.

Eppure un attacco hacker avvenuto ai danni di due banche canadesi (Simplii Financial e Bank of Canada) ha imposto a investitori e semplici osservatori nuove considerazioni in merito al futuro della criptovaluta che, nel corso dell’ultimo mese, non ha certo brillato in quanto a performance.

In piena conformità rispetto al resto del comparto, infatti, la quotazione di Ripple ha registrato un andamento evidentemente ribassista che l’ha portata a scambiare dai 93 centesimi di inizio maggio a quota $0,60.


(La quotazione di Ripple nel corso dell’ultimo mese: la flessione, si noti, non ha riguardato soltanto XRP ma l’intero universo crioptovalutario che dopo un tentativo di rimbalzo primaverile ha fatto fatica a rafforzarsi e a proseguire la salita).

Attacco hacker in Canada: quale impatto sulla quotazione di Ripple?

Stando a quanto riportato nelle ultime ore, due banche canadesi sono finite nel mirino degli hacker che hanno compromesso oltre 90.000 conti. Tra le informazioni sottratte anche quelle personali relative alle credenziali identificative dei clienti, alle loro passworw e ai loro numeri di conto corrente.

I malfattori hanno richiesto ai due istituti di credito il pagamento di 1 milione di dollari in XRP in cambio della restituzione di tutti i dati sottratti illegalmente. Una richiesta inusuale, hanno notato gli osservatori di mercato, dato che nella maggior parte dei casi i riscatti vengono rivendicati in Bitcoin e in pochi prendono in considerazione la quotazione di Ripple.

Come prova del fatto che le violazioni hanno effettivamente ottenuto le informazioni citate, gli hacker hanno già reso noti i dati di due clienti, uno per banca. I malfattori hanno utilizzato un algoritmo per creare numeri di conto che hanno poi usato come veri titolari di account per ottenere il ripristino delle relative domande di sicurezza da parte degli istituti.

Gli hacker hanno dato alle due banche canadesi tempo fino al 28 maggio per ottemperare al pagamento, pena la pubblicazione di tutte le informazioni su conti e clienti estratte dai sistemi degli istituti. Ad oggi, molto probabilmente quei dati sono stati già resi noti dato che Bank of Montreal ha sin da subito rivendicato la sua intenzione di non piegarsi alle richieste dei malfattori.

“Non è nostra usanza effettuare pagamenti ai truffatori. Siamo concentrati sulla protezione e sull’aiuto dei nostri clienti,”

ha affermato.

L’attacco hacker ha suscitato nuove discussioni sul futuro andamento della quotazione di Ripple. La comunità sta discutendo se e come questa indesiderata popolarità della criptovaluta (famosa ormai anche tra i malfattori) influenzerà in qualche modo il prezzo di XRP, soprattutto, hanno fatto notare alcuni, se la società che sta dietro il conio digitale deciderà di intervenire e bloccare le transazioni.

Al momento della scrittura, intanto, la quotazione di Ripple sta scambiando poco sotto la parità su quota $0,607.

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