Queste criptovalute sono giù del 70% dai massimi. Un’occasione o un campanello d’allarme?

Giulia Rinaldi

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Queste criptovalute scendono di oltre il 70% dai massimi storici. Prezzi critici o segnale che il mercato ha già voltato pagina?

Queste criptovalute sono giù del 70% dai massimi. Un'occasione o un campanello d'allarme?

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C’è una sensazione che ogni investitore conosce bene.
Quel momento silenzioso in cui si apre un grafico e lo stomaco reagisce prima ancora della testa.

Oggi quella sensazione ha nomi ben precisi: Cardano (ADA), Polkadot (DOT), Polygon (MATIC), Algorand (ALGO), Avalanche (AVAX), Decentraland (MANA) e The Sandbox (SAND).

Non si tratta di meme coin nate per gioco. Questi token erano il cuore pulsante del bull market 2020–2021: Layer-1 alternativi a Ethereum, infrastrutture per la DeFi, progetti metaverso che promettevano di ridisegnare il web.
Eppure, anche all’inizio del 2026, con Bitcoin più stabile e l’interesse istituzionale tornato a farsi sentire, molti di questi asset restano tra il 70% e il 90% sotto i massimi storici.

Ed è proprio questo scarto a fare male, perché mette in crisi una convinzione radicata: se un titolo è sceso così tanto, allora è a buon mercato.
In realtà, la memoria dei prezzi è emotiva, non razionale.

“Un drawdown profondo non crea valore automaticamente”, spiega uno strategist di asset digitali di un grande fondo multi-asset statunitense. “Spesso è il segnale che la tesi di investimento originale non regge più”.

In altre parole, l’inverno crypto non è finito per tutti. È diventato semplicemente molto più selettivo.

I protagonisti del vecchio ciclo e le difficoltà di oggi

Prendiamo Cardano (ADA). Per anni lodato per l’approccio accademico e lo sviluppo basato su peer review, oggi resta oltre l’80% sotto i massimi. Il progetto continua a evolversi, ma l’attività sulla rete e il coinvolgimento degli sviluppatori non hanno tenuto il passo dei concorrenti più dinamici.

Polkadot (DOT) vive una situazione simile. L’idea delle parachain era ambiziosa, ma l’adozione è stata più lenta del previsto e la liquidità si è frammentata su troppi ecosistemi. Chi aveva puntato sull’interoperabilità ora si chiede se il mercato fosse pronto o se l’idea sia arrivata fuori tempo massimo.

Anche Polygon (MATIC), pur restando una delle soluzioni di scaling più utilizzate su Ethereum, quota ben lontano dai massimi. La concorrenza di nuovi Layer-2 e i cambiamenti nella tokenomics hanno indebolito la narrativa rialzista originale.

Ancora più netto il caso dei token legati al metaverso. Decentraland (MANA) e The Sandbox (SAND) hanno alimentato grandi aspettative negli anni della pandemia, ma i dati sugli utenti attivi non hanno mai giustificato valutazioni costruite su hype e partnership di facciata. Con l’attenzione del mercato spostata verso AI e tokenizzazione di asset reali, questi mondi virtuali hanno perso centralità.

A differenza delle azioni, le criptovalute non generano dividendi né flussi di cassa. Per questo un -70% non indica automaticamente sottovalutazione: indica soprattutto incertezza.

Opportunità o rischio? Come approcciare il mercato crypto oggi

Il vero cambiamento del mercato crypto attuale è uno: non è più una scommessa unica.

Bitcoin e pochi asset infrastrutturali hanno recuperato credibilità presso gli investitori istituzionali. ETF spot, soluzioni di custodia e maggiore chiarezza regolatoria in Stati Uniti ed Europa hanno creato una linea di demarcazione netta tra asset sistemici e pura speculazione.

Per chi investe nel lungo periodo, la domanda non è più “la crypto tornerà a salire?”, ma “quale crypto merita di sopravvivere?”.

I progetti che continuano ad attrarre sviluppatori, generare attività on-chain e trovare applicazioni concrete nel mondo finanziario reale hanno ancora margini, anche se i prezzi restano depressi. Altri, invece, potrebbero non tornare mai sui vecchi livelli, non per un’ingiustizia del mercato, ma perché l’attenzione si è spostata altrove.

Dal punto di vista della gestione del portafoglio, questo suggerisce prudenza. L’esposizione alle criptovalute dovrebbe essere limitata, consapevole e basata su una tesi chiara.

“Essere stati in anticipo non conta nulla se si è sbagliato”, osserva un analista di mercato. “E essere sotto del 70% rende esposti”.

La prossima fase del mercato crypto non premierà chi ha comprato tutto.
Premierà chi ha scelto con attenzione, ha compreso il rischio e ha accettato che alcune storie, per quanto affascinanti, appartengono al passato.

Oggi la vera domanda non è quali token rimbalzeranno, ma quali meritano ancora fiducia.

Articolo originariamente pubblicato su Money.it International: Down 70% From the Top: Are These Cryptocurrencies a Buying Opportunity or a Warning Sign?

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