Bitcoin verso 40.000? Colpa dei perpetual futures e delle liquidazioni a catena.
Sulla natura “fumosa” e aleatoria delle criptovalute - e del Bitcoin - si è discusso molto, soprattutto nelle settimane recenti, ma pochi sanno che ad amplificare la volatilità della correzione è stato anche l’enorme volume delle strategie rialziste costruite con i perpetual futures su crypto, posizioni “long” aperte nelle settimane precedenti il crollo, iniziato nella metà di ottobre 2025, e che però avevano portato al raggiungimento del massimo a oltre 125.000 dollari del 6 ottobre 2025.
Graficamente siamo messi molto male. Se osservate il grafico di seguito, dopo aver bucato tutte e 3 le MM a 200 gg, a 100 gg e a 50 gg, se non reggerà quota 60.000 il Bitcoin è destinato a raggiungere il fatidico livello di 40.000 (linea retta bianca orizzontale), con un altro crollo potenziale del -40% rispetto ai valori attuali.
Per capire come mai il crollo sia da attribuire ai perpetual futures (ma non solo ad essi) bisogna definire lo strumento.
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