L’ideatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, è solo uno pseudonimo che nasconde un programmatore dall’identità sconosciuta.
La criptovaluta Bitcoin, ideata nel 2008, ha un’origine poco chiara. Il suo ideatore si fa chiamare Satoshi Nakamoto, ma in realtà è uno pseudonimo che nasconde un programmatore, o addirittura un collettivo di programmatori alla base dello sviluppo del progetto.
Le teorie sulla sua identità si sono rincorse per anni. Una delle più celebri riguardava Craig Steven Wright, un imprenditore australiano, che il 2 maggio 2016 rivendicò pubblicamente la paternità del Bitcoin. Fin qui tutto lineare, se non fosse che otto anni dopo, il 20 maggio 2024, è emerso che l’imprenditore aveva mentito in ogni sua dichiarazione.
Quindi il dubbio resta: chi è davvero Satoshi Nakamoto? Chi ha ideato il Bitcoin?
In questi giorni, una teoria ben più oscura sta scalando l’interesse dell’opinione pubblica. Dietro la creazione della moneta digitale più famosa al mondo, potrebbe esserci l’ombra di Jeffrey Epstein.
Jeffrey Epstein è il creatore del Bitcoin?
Da quando sono stati pubblicati, gli Epstein Files hanno gettato il mondo nello scompiglio per la quantità di foto, email e informazioni inquietanti che contenevano. Ed è proprio in una delle email, pubblicata da diversi account social, e datata 31 ottobre 2008, che Epstein scriverebbe che “lo pseudonimo Satoshi sta funzionando alla perfezione. La nostra piccola miniera d’oro digitale è pronta per il mondo”.
Un’email che si trova al cuore del dibattito, una fuga di notizie controversa che però, secondo analisi più recenti, sembrerebbe falsa o manipolata.
Ad ogni modo, questo non elimina la sua connessione alla criptovaluta. I documenti mostrano infatti un legame di natura finanziaria: nel 2014 Epstein investì circa 3 milioni di dollari in Coinbase, il più grande scambio di criptovalute degli Stati Uniti, e, attraverso il finanziamento del MIT Media Lab, ha indirettamente sostenuto lo sviluppo di strumenti legati all’ecosistema di Bitcoin.
Joichi Ito, l’allora presidente del MIT, ha affermato che i fondi donati dall’imprenditore sono stati utilizzati per finanziare il lancio della Digital Currency Initiative, incaricata della ricerca e dello sviluppo di tecnologie crittografiche open source, il cui ruolo era quello di fungere da sede principale e fonte di finanziamento per il bitcoin.
In questo scenario, si inseriscono le parole dell’imprenditore statunitense Dan Peña, che in un’intervista ha dichiarato:
“Se sapessi chi c’è davvero dietro al Bitcoin, correresti a venderlo il più velocemente possibile. Io lo so. E se sapessi chi ha creato il Bitcoin, e tu avessi dei bitcoin, non riusciresti a dormire la notte. Il Bitcoin arriverebbe a zero in un microsecondo”.
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Ma cosa sta succedendo al prezzo del Bitcoin?
Una teoria troppo azzardata? Difficile stabilirlo con certezza. Al momento non esistono prove evidenti che Epstein abbia fondato Bitcoin, o che fosse la mente dietro la programmazione di Satoshi Nakamoto; il suo ruolo, per ora, sembrerebbe limitato alla sfera dei finanziamenti.
Eppure, il dubbio persiste: è solo una coincidenza che, in concomitanza con il rilascio degli Epstein Files, il Bitcoin abbia subito un crollo improvviso?
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