Perché l’interesse per le criptovalute è crollato (e cosa aspettarsi ora)

Alessandro Nuzzo

4 Giugno 2026 - 22:15

Crollano le ricerche su Google sul bitcoin, la criptovaluta sta perdendo interesse: ecco perché.

Perché l’interesse per le criptovalute è crollato (e cosa aspettarsi ora)

In questa prima parte del 2026 sta accadendo qualcosa di insolito nel mercato delle criptovalute. Il Bitcoin viene scambiato tra i 74.000 e gli 80.000 dollari, un valore ancora storicamente molto elevato, circa 45 volte superiore ai minimi del mercato ribassista del 2022. Tuttavia, si trova a un livello inferiore rispetto alla chiusura del 2025, quando aveva superato abbondantemente quota 100.000 dollari. Eppure sta emergendo un fenomeno curioso, soprattutto osservando Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo: il termine «Bitcoin», in termini di volume di ricerca, a metà maggio è sceso al di sotto dei livelli registrati quando la criptovaluta valeva appena 16.000 dollari.

Google Trends, che misura l’interesse di ricerca su una scala da 0 a 100, dove 100 rappresenta il picco massimo nel periodo analizzato, mostra che nell’agosto del 2025 il termine Bitcoin aveva raggiunto il valore massimo di 100, proprio nel periodo in cui i prezzi toccavano i record storici. Da febbraio 2026, però, quel valore oscilla tra 26 e 32, segnando un calo di circa il 70%. La diminuzione delle ricerche, nonostante quotazioni ancora elevate, rappresenta un segnale che molti investitori stanno perdendo interesse.

Il dato relativo agli Stati Uniti racconta una storia ancora più evidente. L’interesse degli americani verso le criptovalute aveva raggiunto quota 100 nel luglio 2025, per poi diminuire progressivamente fino a toccare il valore di 24 all’inizio del 2026. Per quanto riguarda il termine specifico «Bitcoin», le ricerche su Google risultano diminuite del 57% rispetto al massimo storico registrato pochi mesi prima.

Perché questo calo di ricerche?

Per comprendere questi numeri è necessario distinguere tra le due grandi categorie di investitori che oggi operano nel mercato delle criptovalute. Da una parte ci sono gli investitori istituzionali: fondi pensione, gestori patrimoniali e aziende quotate che hanno inserito Bitcoin nei propri bilanci. In questo segmento l’interesse rimane elevato e sono proprio questi flussi di capitale a sostenere il prezzo su livelli storicamente molto alti. Dall’altra parte ci sono invece i piccoli investitori, quelli che cercano informazioni su Google, aprono conti sulle piattaforme di trading e acquistano per paura di perdere un’opportunità qualora il Bitcoin dovesse tornare a salire rapidamente nei prossimi mesi.

Ed è proprio questa categoria che sembra aver voltato le spalle alla criptovaluta. Nonostante i prezzi restino elevati, la partecipazione degli investitori retail continua a essere relativamente bassa.

Ma perché l’entusiasmo nei confronti del Bitcoin sembra essersi ridotto? Le interpretazioni sono diverse. La spiegazione più semplice è quella della capitolazione: molti piccoli investitori, scottati dalla volatilità e delusi dai rendimenti ottenuti rispetto alle aspettative, hanno deciso di abbandonare il mercato. Un’altra lettura è quella della maturazione del settore. Il Bitcoin starebbe diventando un asset finanziario sempre più simile agli altri strumenti di investimento. Chi investe tramite fondi o intermediari istituzionali non ha più la necessità di informarsi continuamente attraverso Google.

Esiste però anche una terza spiegazione, forse la più preoccupante per il settore. L’attenzione dei piccoli investitori potrebbe essersi spostata dalle criptovalute all’intelligenza artificiale. I titoli e le società legate all’AI stanno infatti catturando l’immaginazione del pubblico e attirando capitali che fino a pochi anni fa sarebbero probabilmente confluiti nel mercato crypto. In altre parole, una parte degli investimenti retail si starebbe trasferendo dalle criptovalute al settore emergente dell’intelligenza artificiale, considerato da molti più stabile e con prospettive di crescita potenzialmente superiori nel corso dei prossimi anni.