Questo BTP cedola fissa al 4,30% è ancora sotto 100

Stefano Vozza

11 Maggio 2025 - 07:48

Le dinamiche dei prezzi tolgono e aggiungono tanto al rendimento dei titoli di Stato e a volte pesano anche più della cedola di periodo

Questo BTP cedola fissa al 4,30% è ancora sotto 100

I prezzi delle obbligazioni sono noti a scadenza (100, al valore nominale, salvo default emittente) mentre è un continuo divenire tutto ciò che precede.

Dall’emissione in poi è come un navigare a vista tra venti, correnti e tanti elementi fisici con cui le onde (i prezzi) si scontrano e fanno i conti. L’elemento più forte vince e comanda, al pari dei mercati finanziari dove il market mover dominante decide tra buy e sell, tra acquisti e vendite.

Un discorso semplice in apparenza che tuttavia impatta su elementi reali, vale a dire sul corso del sottostante e quindi sul suo valore di mercato al tempo dell’analisi. Ad esempio è ancora sotto 100 questo BTP cedola fissa al 4,30% e prezzo massimo annuo 104,29, almeno fino ad oggi.

Il BTP 4,30% Oct54 a tassi fissi e costanti

Il riferimento è al BTP trentennale con matricola IT0005611741, nato agli inizi dello scorso autunno. L’obbligazione ha data godimento 17/09/’24, inizio negoziazione il 13/09/’24 e data scadenza con rimborso finale all’1/10/’54. Il mercato di scambio e contrattazioni è il MOT di Borsa Italiana e lo si trada per 1.000 € (e relativi multipli) di debito nominale.

Il bond gode di elevata liquidità sia in termini di contratti che di controvalore. Nel primo caso si quasi è quasi sempre sopra il migliaio di contratti giornalieri tradati, per controvalori stimati in decine di milioni di €.

La cedola è semestrale (2,15% lordo a semestre, 1,88125% netto) e l’ultimo stacco è avvenuto lo scorso 1° aprile (l’altra data è il 1° ottobre). Invece il rateo lordo maturato finora maturato si approssima allo 0,5% (0,482% per l’esattezza).

L’andamento dei prezzi dall’emissione ad oggi

Vediamo come si sono comportati i corsi del bond sul MOT dall’emissione ai giorni nostri. Per farlo, considereremo le escursioni delle candele mensili:

  • settembre ’24: low a 100,61 e high a 103,10;
  • ottobre: low e high pari, rispettivamente, a 100,30 e 104,36;
  • novembre: è arrivata la 1° delle tre candele mensili a maggiore escursione min-max, pari a 97,73 e 106,42;
  • dicembre: min a 101,77 e max a 109,13, altra candela profonda;
  • gennaio ‘25: low e high pari a 98,12 e 102,82;
  • febbraio: minimo a 100,43 e massimo a 104,29;
  • marzo: altra candela di una certa consistenza, dato che i prezzi min-max sono stati a 93,79 e a 101,96;
  • aprile: min e max pari, rispettivamente, a 93,66 e 99,77;
  • maggio: apertura 98,85, mentre il minimo e il massimo nei primi dieci giorni del mese sono stati a 97,45 e a 99,51.

A livello annuo (2025), quindi, il minimo è stato a 93,66 e il massimo a 104,29. Al momento prezza sui 98 centesimi, per un rendimento effettivo lordo a scadenza del 4,43% circa, mentre quello netto totale sfiora quasi il 115%.

È ancora sotto 100 questo BTP cedola fissa al 4,30% e prezzo massimo annuo 104,29 (ad oggi)

Il titolo, potenzialmente parlando, si presta a più strategie operative alternative.
Per il cassettista di lungo corso l’attuale quotazione offre un ritorno maggiore al nominale. Non solo, ma ottimizzando il prezzo di carico c’è che si potenzia anche il payout netto annuo, con ulteriori benefici in termini di ritorno reale. Anzi, quanto più basso sarà il tasso di inflazione futura tanto maggiore sarà l’incasso reale.

Per il trader, lo speculatore in bond, un’attività riservata a gente esperta di mercati, tecniche di trading ed elevata propensione al rischio, il bond ha dei pro cruciali. Uno, la buona liquidità, poi l’elevata mobilità anche nel giro di poche sedute. Al riguardo la duration modificata è del 16,09.

I risparmiatori dal profilo di rischio intermedio

Forse oggi le maggiori delusioni le stanno vivendo quei risparmiatori dai timeframe intermedi, ossia né cassettisti né speculatori puri. Chi, infatti, ha comprato nel recente passato puntando sui tagli dei tassi BCE non sta ancora vedendo gli effetti sperati, ossia il rialzo dei corsi. In tal modo avrebbero capitalizzato in poche settimane un gain da apprezzamento in aggiunta al rateo di periodo, prima di passare ad altri deal.

In verità è un problema che stanno vivendo tutti i bond lunghi, nessuno escluso, per un motivo molto semplice. È vero che i tassi scendono, ma è vero anche che le attese sull’inflazione futura non sono così limpide come si vorrebbe per far salire i corsi di questi titoli. Il rischio dazi porta con sé il rischio inflazione, mentre da più parti si annunciano programmi di spesa pubblica di notevole consistenza. Quest’ultimi è vero che sosterranno l’economia e l’occupazione (di breve-medio), ma alla fine si scaricheranno sull’inflazione (sul medio-lungo).

Sarà un “gioco di pazienza” tra venti e correnti contrastanti, almeno fino a quando non ne prevarrà una su tutte le altre. A quel punto sarà lei a fare trend.