Queste azioni di Piazza Affari saranno le vittime del crollo della Cina.
Il pacchetto di stimoli fiscali varato dal governo centrale cinese nel tentativo di stimolare un’economia asfittica da troppo tempo rischia infatti di non dare i risultati sperati, secondo molti investitori e analisti. Anche l’euforia vista a metà settembre sull’indice Csi300, con un rally del 40%, sembra ormai svanita.
Grafico indice CSI300
Fonte Tradingview
Con un mix di interventi volti all’allentamento della politica monetaria e al sostegno al mercato immobiliare, la Cina potrebbe sì guadagnare tempo, ma senza risolvere i problemi strutturali sottostanti. Le nuove sfide che l’amministrazione Trump esporterà in Cina, con dazi fino al 60%, potrebbero dare il colpo di grazia a un’economia già in bilico.
Il crollo del mercato azionario cinese rischia dunque di trascinare nel baratro anche molte società quotate su Piazza Affari, in particolare quelle con maggiore esposizione commerciale o operativa verso la Cina.
Vediamo di seguito quali azioni potrebbero essere colpite da un nuovo crollo della Cina.
1) Ferrari
Grafico Ferrari
Fonte Tradingview
Ferrari ha subito un calo del 2% delle consegne in Cina nel terzo trimestre, con un impatto limitato rispetto alle rivali come Porsche, Mercedes-Benz e BMW, che hanno affrontato un calo complessivo del 29% delle vendite nel mercato cinese. Nonostante il dato apparentemente positivo, gli analisti si aspettavano una maggiore resilienza alla debolezza del settore da parte della casa automobilistica di lusso.
A differenza di altri marchi del lusso che hanno investito molto in Cina, la strategia di Ferrari è molto prudente e calcolata, come sottolineato dal CEO Benedetto Vigna, con un’esposizione al mercato cinese limitata al 10%. Si tratta infatti di un mercato non maturo, in evoluzione, con modelli di domanda e di comportamento dei consumatori non ancora ben compresi.
Nel terzo trimestre, l’azienda del cavallino ha riportato risultati solidi con una crescita dei ricavi un po’ più lenta rispetto al passato. Gli utili rettificati del terzo trimestre prima di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni sono aumentati del 7% a 638 milioni di euro, mentre le vendite sono salite del 7% a 1,64 miliardi di euro.
Per il momento, il giudizio da parte degli analisti resta positivo: per Ubs e Rbc Capital il titolo Race è “buy” con target price rispettivamente di €477,20 e €470. Barclays considera Ferrari “overweight” indicando un prezzo obiettivo a €500 mentre Bernstein assegna un rating “outperform”, abbassando il target price a €535, che implica un rialzo di oltre il 30% dai livelli attuali.
La sottoesposizione al mercato cinese, potrebbe dunque salvare Ferrari da uno shock finanziario, ma il rischio di una correzione dopo la corsa del 32% da inizio 2024 resta elevato.
2) Moncler
Grafico Moncler
Fonte Tradingview
Moncler potrebbe subire un rallentamento a causa della crisi cinese. Nell’ultimo trimestre, il gruppo italiano guidato da Remo Ruffini ha registrato un calo delle vendite del 3% a causa del rallentamento della domanda globale.
La flessione della spesa dei consumatori, in particolare in Cina, ha spinto gli analisti di Deutsche Bank, RBC, Jefferies e JPMorgan ad abbassare gli obiettivi di prezzo rispettivamente a €55, €59, €46, €55.
Secondo Berenberg, in particolare, il marchio Moncler è più esposto all’Asia e alla Cina rispetto ai suoi concorrenti.
Tuttavia, Moncler può ancora puntare sul suo potenziale di crescita nel mercato degli Stati Uniti, e sulla capacità del suo team dirigenziale di cogliere nuove opportunità di crescita.
3) Pirelli
Grafico Pirelli
Fonte Tradingview
Pirelli potrebbe essere un titolo a rischio a causa del suo maggiore azionista, la cinese Sinochem, che controlla una quota del 37% della società. Il governo italiano ha messo sotto esame il socio cinese per l’ipotesi di violazione del Golden Power. Nella nota del provvedimento amministrativo trasmesso il 31 ottobre, si legge che il procedimento riguarda “ la potenziale violazione della prescrizione di garantire l’assenza di collegamenti organizzativi-funzionali tra Pirelli da una parte e Sinochem/Cnrc dall’altra”. Le conseguenze per l’applicazione del Golden Power possono minare la stabilità e la crescita di Pirelli, aumentandone la volatilità in Borsa fino all’esito del procedimento.
Nell’ultimo trimestre pubblicato a inizio novembre, Pirelli ha riportato ricavi pari a €1,7 miliardi e un EPS di €0,13, in linea con le attese. Secondo gli analisti di Equita Sim, Pirelli è da comprare con target price a €6,50, con un potenziale upside del 27%.
4) In Europa, a rischio Prada, LVMH e Volkwagen
Tra i titoli europei più esposti all’eventuale crollo del mercato cinese, segnaliamo anche Prada, quotata a Hong Kong, LVMH, quotata a Parigi, e Volkwagen, quotata a Francoforte, che hanno una fortissima esposizione verso la Cina in termini di vendite e investimenti.
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