Il debito italiano sembra più solido, ma poggia sempre più su capitali esteri mobili. La stabilità attuale nasconde una fragilità che pochi stanno osservando davvero.
Per anni il racconto è stato semplice. L’Italia viveva sotto il ricatto dello spread, poi sotto l’ombrello della BCE e infine, sostenuta dal risparmio delle famiglie.
Oggi quella narrazione non regge più? In realtà no, perché lo spread non fa più paura e la BCE è sullo sfondo, ma il risparmio domestico non basta più. Eppure il debito pubblico italiano non è mai stato così esposto. Solo che la nuova dipendenza non ha un nome comodo da usare nei titoli. Ed è proprio per questo che quasi nessuno la chiama per quello che è.
La trasformazione silenziosa del mercato dei BTP
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