Le recenti trimestrali dei giganti della tecnologia americana hanno generato un quadro di mercato profondamente polarizzato, in cui le valutazioni di alcuni colossi si sono gonfiate a dismisura mentre altre hanno subito correzioni nette, amplificate da un contesto macroeconomico reso più incerto dalla conferenza stampa del nuovo presidente della Federal Reserve.
I risultati pubblicati tra la fine di luglio e i primi di agosto del 2026 hanno dimostrato che il tema dell’intelligenza artificiale continua a dominare le aspettative degli investitori, ma non più in modo uniforme: chi riesce a tradurre gli investimenti in crescita accelerata del cloud e in flussi di cassa sostenibili viene premiato, mentre chi mostra costi in ascesa o guidance deludenti viene punito senza pietà.
leggi anche
Il rally dell’azionario non dipende dagli utili. Alert (e piano B) di BlackRock per il 2026
Chi cresce con l’AI
Microsoft ha offerto la dimostrazione più evidente del premio assegnato alla monetizzazione dell’intelligenza artificiale. Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 i ricavi hanno raggiunto i 90 miliardi di dollari, in aumento del 18 percento, mentre l’utile netto è balzato del 31 percento. La divisione Azure e gli altri servizi cloud hanno registrato una crescita del 43 percento, spingendo i ricavi annuali di Azure oltre la soglia dei 100 miliardi di dollari per la prima volta. L’aumento degli utenti a pagamento di Copilot ha ulteriormente rafforzato la narrativa di un ritorno concreto sugli investimenti in infrastrutture. La reazione di mercato è stata storica: le azioni sono salite di oltre il 15 percento, il rialzo giornaliero più consistente dal 2008, aggiungendo circa 450 miliardi di dollari alla capitalizzazione e stabilendo il record assoluto di guadagno di valore di mercato in una sola seduta per una società americana. Questo movimento ha elevato le multiple di valutazione di Microsoft, riflettendo la convinzione che la società stia convertendo la spesa in capex in ricavi ricorrenti di alta qualità.
Anche Amazon ha ricevuto un verdetto decisamente positivo. I ricavi netti del secondo trimestre sono cresciuti del 20 percento, mentre l’utile operativo ha toccato i 27,5 miliardi di dollari, in aumento del 43 percento. Il segmento AWS ha generato 42,2 miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del 37 percento, la più rapida degli ultimi 18 trimestri, portando il run-rate annualizzato a 169 miliardi di dollari. I business legati all’intelligenza artificiale e ai chip proprietari hanno ciascuno superato i 25 miliardi di dollari di run-rate annuale. Gli investitori hanno interpretato questi numeri come prova che la spesa massiccia in infrastrutture sta già generando un’accelerazione della domanda cloud, spingendo le azioni al rialzo di una percentuale a due cifre e comprimendo i multipli di valutazione in senso favorevole. La capacità di Amazon di combinare crescita accelerata con margini operativi solidi ha rafforzato la tesi che i leader del cloud stiano trasformando l’ondata di intelligenza artificiale in un vantaggio competitivo duraturo.
I due titoli puniti dall’AI
All’opposto, Meta ha subìto una delle correzioni più severe. I ricavi del secondo trimestre sono saliti del 28 percento a 60,8 miliardi di dollari, un risultato record, ma l’utile per azione di 6,18 dollari è risultato inferiore alle attese a causa di un aumento dei costi e delle spese del 55 percento, che includeva oneri legali per 2,4 miliardi e costi di ristrutturazione. Il flusso di cassa libero è crollato a meno di un miliardo di dollari. La guidance sui ricavi del terzo trimestre, compresa tra 61 e 64 miliardi di dollari, è apparsa deludente, mentre il range di spesa in conto capitale per l’intero 2026 è stato alzato nel limite inferiore a 130-145 miliardi di dollari. Gli investitori hanno letto questi dati come segnale di un ritorno sull’investimento ancora lontano e di un rischio di diluizione dei margini, provocando un calo delle azioni compreso tra l’8 e il 10 percento e una compressione delle valutazioni. La domanda centrale rimane se l’enorme impegno in infrastrutture di intelligenza artificiale genererà monetizzazione sufficiente prima che i costi erodano ulteriormente la generazione di cassa.
Apple ha chiuso il mese con un esito altrettanto contrastato. I ricavi del terzo trimestre fiscale hanno raggiunto il record di 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16 percento, con utili per azione in aumento del 29 percento, trainati da performance record di iPhone, Mac e servizi. Tuttavia la guidance per il trimestre successivo, che prevede una crescita dei ricavi tra il 9 e l’11 percento, è risultata inferiore alle stime di consenso, a causa di vincoli di fornitura di componenti, in particolare memorie, e di costi più elevati legati all’intelligenza artificiale. Le azioni sono scese di circa il 7 percento, segnando una delle sessioni peggiori dal periodo delle tensioni tariffarie, e hanno determinato una riduzione delle multiple di valutazione. Il mercato ha interpretato la guida cauta come prova che anche un’azienda storicamente capace di gestire i cicli di prodotto può trovarsi sotto pressione quando i costi di input salgono e la crescita futura appare meno brillante.
Un mercato sempre più polarizzato
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la Federal Reserve guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh. Dopo aver lasciato i tassi invariati, la conferenza stampa ha generato note degli analisti intitolate “Doved and Confused” e “Erm… What?”, riflettendo l’ambiguità sul percorso futuro della politica monetaria. Il conseguente sell-off dei titoli di Stato ha fatto salire i rendimenti, aumentando il costo del capitale e aggiungendo pressione sulle valutazioni dei titoli growth. In un mercato già top-heavy, dove le grandi aziende tecnologiche rappresentano una quota record degli indici, i movimenti divergenti delle capitalizzazioni amplificano la volatilità complessiva.
Le trimestrali di fine luglio 2026 hanno messo in evidenza una divergenza strutturale all’interno del settore tecnologico. Le società che dimostrano di poter convertire la spesa in intelligenza artificiale in crescita accelerata del cloud e in flussi di cassa sostenibili vedono le proprie valutazioni espandersi, mentre quelle che mostrano ancora un disallineamento tra investimenti e ritorni subiscono una contrazione dei multipli. Questa polarizzazione, combinata con l’incertezza monetaria, suggerisce che i prossimi trimestri saranno decisivi per stabilire quali modelli di business riusciranno a trasformare l’attuale ciclo di investimenti in una nuova fase di espansione duratura dei margini e dei ricavi.