Quanto vale un gettone telefonico? L’hai trovato in qualche vecchia scatola e adesso sei curioso di sapere se hai in mano un tesoro. Ecco i valori aggiornati al 2026.
Hai trovato un vecchio gettone telefonico e, pensando alle nuove tendenze del collezionismo, speri di avere tra le mani un piccolo tesoro. D’altronde, i gettoni telefonici sono ormai a tutti gli effetti oggetti d’antiquariato e, come tutto ciò che appartiene al passato, possono avere un certo valore.
Ma davvero così alto? Un gettone telefonico può renderti ricco? Va subito chiarito un punto: è molto difficile che tra le mani abbiate un oggetto da qualche migliaio di euro, come invece può accadere con alcune vecchie lire.
Certo, rarità e stato di conservazione restano elementi fondamentali, ma anche nei casi migliori il valore di un gettone telefonico difficilmente supera qualche centinaio di euro.
Questo però non significa che vadano sottovalutati, soprattutto se ne avete conservato un numero consistente. Magari, sperando che nel tempo acquisissero valore, avete iniziato ad accumularli e ora volete capire quanto possono valere oggi.
Ecco allora quali sono i valori di riferimento nel 2026 per un mercato che stenta a decollare e che, con ogni probabilità, difficilmente lo farà davvero.
Quante tipologie di gettoni telefonici esistono?
Prima di parlare dei vari modelli, potrebbe essere interessante scoprire che all’inizio esistevano solo 3 tipologie di gettoni. E come spiega il network di numismatica LaMoneta.it, esse variavano solo a seconda della distanza della telefonata:
- gettone urbano per chiamate fino a 3 km di distanza. Riconoscibile per avere due scanalature su una faccia e una scanalatura centrale sull’altra.
- gettone urbano per chiamate tra i 3 e i 10 km che presenta una scanalatura laterale per ciascuna faccia.
- gettone interurbano per chiamate oltre i 10km di distanza dalla centrale principale, che presentava ben due scanalature, una centrale e l’altra laterale, su una delle due facce.
Quanto valgono i gettoni telefonici?
Ora veniamo alla storia e al valore di queste “monete” dal particolare potere evocativo. In totale si possono contare almeno 6 modelli di gettoni telefonici che si sono succeduti negli anni, e ognuno di questi oggi ha un valore diverso. Ecco quali sono.
1) Gettone Stipel 1927
Gettone Stipel 1927
il gettone telefonico del 1927
Il primo gettone telefonico coniato in Italia è lo Stipel del 1927, oggi considerato uno dei piccoli cimeli della numismatica italiana. Trovarne uno non è semplice, soprattutto in buone condizioni, ed è proprio questo a renderlo interessante per i collezionisti.
Presenta una doppia scanalatura su un lato e una sola sull’altro. Nella parte superiore compare la scritta S.T.I.P.E.L., sigla dell’azienda produttrice, mentre al centro è raffigurata una “cornetta”. In basso si trovano l’anno di conio, 1927, e la dicitura “Anno V”, riferita all’epoca fascista. Sull’altro lato è invece riportato il nome esteso della società.
Se ben conservato, il suo valore può aggirarsi tra i 50 e i 100 euro, ma gli esemplari in condizioni eccellenti o con particolari varianti di conio possono spingersi oltre. In casi specifici, ad esempio quando manca il punto dopo la “L” in “Stipel”, la valutazione può arrivare fino a 150 euro, sempre tenendo conto che il prezzo finale dipende dalla domanda reale dei collezionisti.
2) Gettone Timo 1928
Gettone Timo 1928
Il gettone telefonico nichelato coniato dall'officina bolognese
Il secondo gettone coniato in Italia è il Timo del 1928, prodotto dall’officina Timo di Bologna. Si tratta di un esemplare nichelato, con una doppia scanalatura su un lato e una sola sull’altro. Sul lato con il doppio solco compaiono, in alto, l’anno “1928”, al centro il doppio rombo con la sigla Timo e, in basso, la dicitura “Anno VI°” dell’era fascista. Sul rovescio è invece riportato il nome esteso dell’azienda.
È un gettone piuttosto raro e per questo ricercato dai collezionisti. Nel 2026 il suo valore può aggirarsi tra i 100 e i 250 euro, a seconda dello stato di conservazione. Gli esemplari in condizioni eccezionali, o con caratteristiche particolarmente apprezzate dal mercato, possono raggiungere valutazioni superiori, anche se le cifre più alte vanno sempre considerate con prudenza.
3) Gettone Telve 1932
Gettone Telve 1932
Gettone telefonico in ottone dal valore di circa 250 euro
Il gettone Telve del 1932 è considerato tra gli esemplari più rari e ricercati. Realizzato in ottone, presenta sul dritto una scanalatura e, sulla destra, la scritta “Società telefonica delle Venezie” disposta su quattro righe. Sul retro compare invece l’immagine di un disco combinatore.
Proprio per la sua rarità, se ben conservato può raggiungere valutazioni interessanti. Nel 2026 il suo valore si aggira generalmente tra i 200 e i 300 euro, con possibili punte intorno ai 350 euro per gli esemplari in condizioni eccellenti. Anche in questo caso, però, il prezzo finale dipende dalla conservazione e dalla domanda effettiva dei collezionisti.
4) Gettone Set 1934
Gettoni Set 1934
Il gettone telefonico coniato dalle officine Set a Napoli che oggi possono valere fino a 180 euro.
Altro modello interessante è il gettone delle officine Set di Napoli, coniato nel 1934.
Entrambi i lati sono identici: al centro si trova la scritta “S.E.T.”, circondata dal nome della società per esteso, “Società servizi telefonici”. Nella parte inferiore compare una stella a cinque punte, mentre la corona esterna è formata da dodici triangoli uguali. Esistono inoltre alcune varianti, con otto o undici raggi alternati, che possono risultare più ricercate dai collezionisti.
Nel 2026 il suo valore può oscillare indicativamente tra i 70 e i 150 euro, a seconda dello stato di conservazione e della variante. Gli esemplari meglio conservati, o quelli con particolarità come il punto finale dopo la sigla “SET”, possono arrivare intorno ai 180 euro, ma anche in questo caso si tratta di valutazioni da considerare come riferimento e non come prezzo garantito.
5) Gettone Teti 1935
Gettone Teti 1935
Gettone telefonico prodotto dall'azienda romana oggi abbastanza raro
Un altro esemplare molto ricercato è il gettone telefonico coniato dalla Teti di Roma nel 1935, considerato piuttosto raro. È composto da una lega di metalli con una percentuale variabile di alluminio, caratteristica che può modificarne leggermente il colore. Sul dritto compare la scritta “Teti” su un reticolato a quadretti, mentre sul rovescio si trova un grande disco combinatore.
Nel 2026 il suo valore può variare sensibilmente in base allo stato di conservazione: gli esemplari comuni possono valere alcune decine di euro, mentre quelli ben conservati possono arrivare intorno ai 200-250 euro. Le versioni con la scritta “prova” o con particolari difetti di conio possono raggiungere valutazioni molto più alte, anche di diverse migliaia di euro, ma si tratta di casi eccezionali e non rappresentativi del mercato ordinario.
6) I gettoni dal 1959
Gettone telefonico 1959
Il gettone più comune che rimase in circolazione fino al 31 dicembre 2001
Arriviamo infine ai gettoni più comuni, quelli in ottone prodotti a partire dal 1959 e rimasti in uso fino al 31 dicembre 2001. Sul lato principale è riportata la scritta “gettone telefonico” su due righe, con un ovale in basso che contiene la data di produzione nel formato anno/mese; sul retro compare invece l’immagine del telefono.
Questi gettoni hanno generalmente un valore collezionistico modesto: nel 2026 la maggior parte degli esemplari comuni si scambia tra 1 e 3 euro, soprattutto se usurata o molto diffusa.
Alcune date, però, risultano più ricercate e possono raggiungere valutazioni superiori:
- 65/04, 71/10, 73/04, 74/12, 77/04: fino a circa 50 euro, se in ottime condizioni;
- 75/02, 77/06, 78/03, 79/01, 80/11: indicativamente tra 10 e 20 euro.
Gli esemplari perfettamente conservati, mai utilizzati o con particolari errori di conio possono superare queste cifre nelle aste tra collezionisti, arrivando in alcuni casi anche oltre i 50-60 euro. Si tratta però di eccezioni: per i gettoni più comuni il valore resta basso e dipende molto dalla domanda effettiva del mercato.
Come e dove vendere i gettoni telefonici
Quindi, se hai ritrovato un vecchio gettone telefonico in un cassetto, potresti possedere un piccolo pezzo di storia e, nei casi indicati nel paragrafo precedente, un vero e proprio oggetto di valore.
Prima di scegliere se tenerlo o venderlo è importante capire cosa si ha tra le mani: anno di conio, sigla, materiale e stato di conservazione incidono molto sul prezzo. Un gettone lucido, integro e privo di segni d’usura può valere anche il doppio rispetto a uno comune, mentre gli esemplari con errori di conio o incisioni difettose sono molto ricercati dai collezionisti.
Nel 2026 le vendite avvengono soprattutto online, su piattaforme come eBay o Catawiki, dove ogni settimana vengono battute aste dedicate ai gettoni. È sufficiente pubblicare foto nitide e indicare chiaramente data e particolarità del pezzo, osservando magari le aste già concluse per capire il valore reale di mercato.
Chi preferisce un approccio più tradizionale può rivolgersi a negozi di numismatica o a mercatini dell’antiquariato, dove esperti e appassionati valutano e acquistano direttamente. In ogni caso, serve un po’ di attenzione: diffida di chi propone cifre troppo elevate o non mostra foto autentiche.