La Bulgaria si scontra con l’opposizione anonima di uno Stato membro dell’Ue e la sua prima moneta celebrativa viene stroncata sul nascere, o forse solo rallentata.
Dopo quasi 20 anni dall’ingresso del Paese nell’Unione europea, la Bulgaria ha adottato l’euro il 1° gennaio 2026. Una scelta accolta con entusiasmo dalle autorità, nonostante quasi la metà dei cittadini fosse in disaccordo, secondo sondaggi e analisi. Tutto stava procedendo per il meglio, con l’entrata in circolazione di banconote e monete che la zecca bulgara ha iniziato a coniare nell’estate del 2025, ma quando Sofia ha cercato di compiere il passaggio successivo ecco un nuovo ostacolo.
La Bulgaria può festeggiare una novità, la prima volta in cui una sua moneta è stata bloccata dall’Ue, tutto perché uno Stato membro si è opposto in anonimo. Si tratta di una moneta da 2 euro celebrativa con cui il Paese voleva festeggiare l’adozione dell’euro e al contempo onorare l’identità nazionale, ma evidentemente non ha tenuto conto di quella degli altri membri Ue. Ecco cos’è successo.
La prima moneta da 2 euro bulgara bloccata dall’Ue
Al di là delle monete e delle banconote in euro che la Bulgaria ha emesso come nuova moneta unica nazionale, sostituendo il lev, il Paese voleva anche introdurre una moneta da 2 euro celebrativa. È una possibilità concessa a tutti gli Stati membri dell’Ue, limitata alle monete da 2 euro, a fini commemorativi o celebrativi di scelta nazionale. La decisione del motivo o del soggetto è rimessa al singolo Stato interessato, o al gruppo di Stati membri che adottano collettivamente la moneta, entro alcuni limiti.
Dal punto di vista prettamente tecnico, queste monete devono rispettare tutti i requisiti delle altre, avendo come unico elemento di distinzione il motivo celebrativo o commemorativo raffigurato sulla faccia nazionale. Bisogna a tal proposito seguire le varie direttive europee e avere in ogni caso cura di rispettare i valori e la sensibilità comune. La discrezionalità nazionale non è illimitata, dovendosi evitare simboli politici o religiosi controversi e in generale non ledere gli altri Stati membri.
Di fatto, la competenza sulle monete da 2 euro celebrative, nel rispetto dei limiti quantitativi e strutturali, è esclusivamente di tipo nazionale, ma questo non significa che possano essere imposti soggetti inappropriati per l’Ue. La Banca centrale europea non ha voce in capitolo, limitandosi ad aggiornare il proprio database una volta completato l’iter, ma gli altri Stati membri dell’Ue sì.
Prima dell’emissione di una nuova moneta celebrativa, infatti, è necessario informare la Commissione europea, affinché diffonda il progetto agli altri Paesi dell’Eurozona. Questi ultimi hanno quindi la possibilità di opporsi quando considerano il significato o il soggetto rappresentato in contrasto con le norme che regolano i rapporti nell’Ue, con i valori che la ispirano o con quelli di uno o più membri. È proprio quanto successo alla Bulgaria, che è stata frenata da Bruxelles per l’opposizione di uno Stato membro, comunicata dalla Commissione europea preservando l’anonimato.
Chi si oppone alla moneta bulgara e perché
L’anonimato del Paese che si è opposto alla moneta celebrativa bulgara è già in discussione. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva bulgara BNT, si tratterebbe della Grecia. Non ci sono conferme ufficiali in tal senso, ma sembrerebbe un’ipotesi plausibile. Bisogna infatti considerare che il protagonista della moneta da 2 euro selezionato dalla Bulgaria è l’alfabeto cirillico, che da sempre contraddistingue la scrittura nazionale. per celebrarlo sulla moneta, però, Sofia ha scelto di indicarlo direttamente come “alfabeto bulgaro”, una definizione che potrebbe in qualche modo sminuire l’adozione del medesimo alfabeto, con le specifiche nazionali, da altri Paesi. L’alfabeto cirillico è diventato il terzo alfabeto ufficiale dell’Unione europea proprio con l’ingresso della Bulgaria, ma ci sono altri Stati che lo usano e che sono vicini all’Ue.
Per esempio, la Macedonia del Nord, l’Ucraina e la Serbia sono Paesi candidati all’Ue e le loro lingue nazionali usano proprio l’alfabeto cirillico, quindi la Bulgaria non dovrebbe appropriarsene . Volendo essere precisi, però, sarebbe da considerare anche che effettivamente ci sono delle differenze tra i vari alfabeti cirillici adottati dai Paesi slavi, quindi non sarebbe neanche un errore associarli al singolo Stato che li usa. La Grecia, ovviamente, non adotta l’alfabeto cirillico, bensì quello greco e può per questo mostrare maggiore sensibilità rispetto alla componente identitaria dell’alfabeto.
Questa ricostruzione, comunque, non è in alcun modo supportata da fonti ufficiali, che si impegnano a preservare la riservatezza di tutte le parti. Per quanto convincente, quindi, nessuno può affermarne la correttezza (o meno). Sul punto, la Banca centrale bulgara si è limitata a rassicurare la cittadinanza sul futuro completamento del progetto, impegnandosi a evitare ulteriori commenti. Quando la Bulgaria emetterà effettivamente la sua prima moneta commemorativa sarà forse più semplice ottenere delle risposte.
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