Usando la fantasia, un capitale è un po’ come la leva che permette di amplificare le forze. In questo caso, le potenzialità finanziarie a scadenza del suo titolare. Se il capitale è fermo si deprezza e sconta il mix di tasse e spese di periodo, mentre se è in circolo può generare nuovi profitti.
Vediamo ora quanto tempo serve per guadagnare 1.000 € con un capitale di 10.000 € sul conto corrente.
Zero rischio mercato e possibilità di uscita anticipata
Per semplicità di esposizione consideriamo solo il reddito fisso. Se l’esigenza prima è di annullare il rischio di mercato bisogna optare per un prodotto il cui nominale non va sotto la parità nel periodo di maturazione. In genere è un’esigenza che si somma alla possibilità di uscita anticipata dal prodotto, a discrezione dell’investitore.
Le due principali (ma non uniche) famiglie di prodotti che potrebbero fare al caso sono il risparmio postale e i depositi bancari.
Nel primo caso l’emittente CDP garantisce in ogni momento la possibilità di uscire prima dal prodotto e alla pari, per cui rispetta le due esigenze. L’aspetto “contro” è che non ha un ampio ventaglio di scadenze, cioè di durate totali tali da poter scegliere con più plasticità operativa. Invece i depositi bancari sono più abbondanti dato che gli emittenti lo propongono su più scadenze. Inoltre azzerano il rischio di mercato mentre soffrono il rimborso anticipato se si tratta di depositi vincolati e la banca non apre allo svincolo prima della scadenza.
Risparmio postale e conto deposito bancario
Gli attuali Depositi Supersmart alle Poste non vanno oltre i 540 giorni di durata (da 6 a 18 mesi), per cui per guadagnare 1.000 € bisogna incrementare di tanto il capitale. In alternativa si possono rinnovare i Depositi ad ogni scadenza, ma non avendo la certezza che i vari Depositi verranno riproposti e a quali condizioni economiche. In tutti i casi, con 10mila € disponibili servirebbero diversi anni per cui la soluzione non sembrerebbe tanto allettante in termini di tempistiche, anzi.
Tra i buoni fruttiferi c’è il buono Soluzione Eredità che dopo 4 anni matura poco più del 10% lordo. Al netto della ritenuta fiscale si scende a 908,36 € su ipotetici mille, e senza considerare gli 80 € di spese di bollo. Inoltre, il titolo prevede rigidi perimetri di sottoscrizione, dato che non è aperto a tutti i clienti. Aldilà del Soluzione Eredità poi il tempo di attesa per guadagnare i 1.000 € netti con 10mila € di partenza si allunga ben oltre i 4 anni.
Tra i depositi bancari vincolati a 48 mesi vi sono alcune banche che riconoscono il 3,50%, il 2,59% netto annuo. In tal caso il guadagno depurato sia di trattenute che di bollo si attesta sui 955 €, per cui è sicuramente più remunerativo del Soluzione Eredità. Tuttavia, bisogna vedere quali requisiti di sottoscrizione prevede l’emittente e ricordare che molto probabilmente non sarà possibile disinvestire prima del termine.
Assumersi rischi e guadagnare 1.000 € in pochi anni
Se invece si è disposti a correre il rischio di mercato e si vuole avere le mani libere sia in entrata che in uscita dal mercato, ecco le obbligazioni.
I BTP del Tesoro offrono molte più opzioni di investimento come durate e scadenze, sia di strategie perseguibili. Se si vuol andare sul “sicuro” ecco il BTP Fx 2,7% in scadenza il 1° ottobre 2030. L’obbligazione ha identificativo ISIN IT0005654642 e gode di un discreto volume di scambi sul MOT (range: 50-100 contratti daily).
Aldilà delle cedole il titolo vanta una piccola plusvalenza dato che prezza a 97,94 per un rendimento effettivo a scadenza del 3,26% (dati: Borsa Italiana). In pratica in 4,14 anni residui il BTP Fx 2,7% Oct30 assicura complessivamente poco più di 1.000 € netti sia di tasse che di bollo e spese di gestione.
Quanto tempo serve per guadagnare 1.000 € con un capitale di 10.000 € sul conto corrente?
Questi tempi si possono ulteriormente accorciare seguendo strategie più aggressive a seconda delle proprie preferenze ed abilità. Facciamo due esempi tra i vari possibili.
Nel primo ripercorriamo l’esperienza del BTP Fx 2,7% Oct30 ma ricorrendo a un titolo di Stato dal maggiore grado di rischio. Il riferimento è al Romania Tf 1,375% Dc29 Eur con identificativo XS2262211076 e scadenza al 2 dicembre 2029. Prezza 91,70 per cui ha un effettivo del 4,02% lordo e vuol dire che frutta poco più di 1.000 € netti in appena 3,308 anni residui. Per netto si intende sia di trattenute fiscali del 12,50% su interessi e plusvalenza, sia del 2X1.000 di imposta di bollo allo Stato, sia di spese bancarie.
Per i super propensi al rischio, il 10% netto su 10mila € di partenza potrebbe arrivare in 2,35 anni o meno. Consideriamo il BTP Tf 5% 1St40 con ISIN IT0004532559. Il titolo paga il 5% annuo lordo, per cui in 28 mesi produce un flusso di entrate cedolari capaci di garantire l’obiettivo. Stavolta ci sono però almeno tre dettagli di cui tener conto. Il primo è che il bond scadrà tra 14,04 anni (1° settembre 2040), l’altro è che prezza a 108,80 per un effettivo a scadenza del 4,23%. Il terzo aspetto concerne il rischio, con la duration modificata a 9,82 per cui c’è che i prezzi si muovono tanto sul MOT.
L’abilità sta nel riuscire a comprarlo e rivenderlo a valori almeno pari per non patire perdite in conto capitale. Per i più esperti e/o più fortunati, il 10% netto potrebbe arrivare prima dei 2,35 anni se i prezzi si muovessero in proprio favore. In questi casi, però, è impossibile fare pronostici sia di tempi di attesa che di trend.
Usiamo la fantasia e facciamo un esempio. Ipotizziamo che il bond ritesterà il massimo 2026 di 115,60 tra 1 anno esatto. Bene, a quei corsi il BTP avrebbe garantito i 1.000 € di guadagno pulito cumulando sia gli interessi sia la risalita dei corsi. Il problema è che i prezzi potrebbero intraprendere il trend inverso e scendere. Sarebbe lo scenario peggiore, perché lì i tempi d’attesa inevitabilmente si allungherebbero.