Prendiamo il risparmio postale nel perimetro del reddito fisso e vediamo quanto renderebbe un certo capitale impegnato a lungo termine. Al netto di rare eccezioni, di solito su questi timeframe non vi sono banche che offrono conti deposito.
I pochi esistenti, e quando offerti, in genere non vanno oltre la durata dei 10-12 anni.
L’alternativa più naturale sarebbe l’obbligazione, corporate o sovrana a seconda dei casi. Intanto vediamo quanto rendono € 20.000 sui buoni fruttiferi postali lunghi e a interessi fissi e crescenti.
La struttura dei rendimenti dei buoni postali di media e lunga durata
Questi prodotti di investimento sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), garantiti dallo Stato Italiano e distribuiti dall’intermediario Poste Italiane.
Non presentano costi di gestione dal principio alla fine, tranne le spese fiscali. Al riguardo godono di un regime agevolato al 12,50% rispetto all’ordinarietà del 26% di molte altre soluzioni di investimento.
Gli interessi maturano da subito ma vengono riconosciuti solo alle date previste dall’emittente. Vale a dire, a grandi linee, a naturale scadenza per i buoni di breve-media durata o alle date di cambio step per quelli di medio e lungo termine. Ancora, di solito il tasso nominale annuo è fisso e costante per i titoli della prima specie, cioè i medio-corti, e fissi e crescenti negli altri casi.
Infine c’è che in tutti i casi l’accredito degli interessi si accompagna al rimborso del titolo. In pratica per vedersi accreditato il rendimento bisogna chiedere il riscatto del buono e quindi del capitale versato, in tutto o in parte in base al tipo di titolo sottoscritto. Se cartaceo, l’intero capitale, mentre può essere parziale (a partire da 50 € e relativi multipli) se del tipo dematerializzato.
Il buono indicizzato all’inflazione, il Soluzione Futuro e il buono dedicato ai minori
Consideriamo adesso i soli buoni postali con una vita utile di almeno 10 anni dal giorno dell’acquisto fino a naturale scadenza. Al momento i prodotti disponibili per la sottoscrizione sono il buono 3x4, l’Ordinario, quello dedicato ai minori e quello agganciato all’inflazione, il Soluzione Futuro. Vediamoli brevemente partendo dagli ultimi 3 su elencati.
Il buono Dedicato ai Minori può essere intestato solo ai minori di età e solo fino ai suoi 16 anni e mezzo, mentre gli interessi maturano fino al compimento dei 18 anni. Quindi la sua durata massima di vita utile può arrivare fino a 18 anni. È il buono più ricco della famiglia in termini di rendimento a scadenza, dato che può arrivare fino al 5,00% annuo lordo. Tutto dipende da quanta vita utile riesce ad avere il prodotto dal giorno dell’acquisto fino al compimento della maggiore età del titolare.
Il Soluzione Futuro mira invece a soddisfare le esigenze di chi punta a integrare il proprio reddito futuro. CDP ne riserva la disponibilità ai titolari di c/c o libretto postale di età compresa tra i 40 e i 54 anni. Ai 65 anni di età, CDP riconosce (salvo casi particolari) una rendita mensile per 15 anni, fino al compimento degli 80. Il tasso annuo applicato dalla serie odierna al piano di ammortamento nella Fase di Rendita è del 3,50% lordo, diverso da quello di eventuale rimborso anticipato del titolo.
Il buono indicizzato al’inflazione italiana è sotto molti aspetti il parallelo del BTP Italia nell’ambito del risparmio postale. Il suo obiettivo è di proteggere il potere di acquisto del capitale versato con un rendimento legato all’andamento dell’inflazione nazionale. La durata è di 10 anni e ha un tasso di rendimento fisso annuo lordo a scadenza dello 0,60%, più un extra rendimento legato al carovita di periodo.
Quanto rendono € 20.000 sui buoni fruttiferi postali lunghi e a interessi fissi e crescenti
Il buono 3x4 è composto da 4 step, cioè 4 finestre temporali triennali per una vita utile fruttifera di 12 anni. Gli interessi sono quindi riconosciuti al termine del 3°, 6°, 9° e 12° anno dalla data di acquisto. A naturale scadenza l’emittente riconosce il 3% lordo dal 1° all’ultimo anno del titolo. Invece i coefficienti per la determinazione del montante finale sono 1,42576089 per il lordo e 1,37254078 per il netto (di sola ritenuta fiscale). Usando il simulatore presente su portale di Poste scopriamo che un ipotetico capitale di 20mila € diverrebbero a scadenza 27.450,82 €.
A seguire c’è il buono Ordinario di durata a 20 anni, anch’esso con rendimento del 3,00% annuo lordo a scadenza. Come nel caso precedente i tassi nominali sono fissi e crescenti, ma con una differenza. Nel buono 3x4 il tasso cambia da un triennio al successivo, mentre nell’Ordinario nel passaggio da un anno all’altro. In particolare, nell’Ordinario il riconoscimento degli interessi avviene a partire dal 1° anno e poi ad ogni bimestre successivo. Su un ipotetico capitale iniziale di 20mila €, in particolare, il montante riconosciuto sarebbe pari a 34.103,17 €.