Rialzo dei tassi a giugno, possibile anche a settembre. Dove mettere 100 euro al mese? PAC, conti deposito al 4% e BFP a confronto.
Iniziare a investire 100 euro al mese ad agosto 2026 può rendere, in dieci anni, tra i 13.400 e i 15.700 euro netti a fronte di 12.000 euro effettivamente versati. La forbice, tuttavia, dipende quasi interamente dallo strumento scelto.
Su un conto deposito al 3% lordo si arriva a circa 13.422 euro, mentre con un piano di accumulo obbligazionario si può arrivare a circa 14.019 euro. Con un PAC azionario, ipotizzando un generoso rendimento medio del 7% lordo, si punta a circa 15.677 euro. Decidere di tenere gli stessi soldi fermi sul conto corrente significa, invece, ritrovarsi con 12.000 euro esatti, ma che tra dieci anni varranno molto meno di oggi a causa dell’erosione dell’inflazione.
Su vent’anni la distanza diventa assai più marcata - con 24.000 euro versati si può passare a 30.178 euro con il conto deposito e a 41.963 euro con il PAC azionario al 7%, con una differenza (quasi 12.000 euro) che è più della metà di quanto si è versato.
Quanto rende 100 euro al mese: la tabella di confronto
Calcoliamo il capitale finale al netto della tassazione, ipotizzando versamenti costanti di 100 euro a fine mese e capitalizzazione mensile:
| Strumento | 5 anni | 10 anni | 15 anni | 20 anni |
|---|---|---|---|---|
| Capitale versato | €6.000 | €12.000 | €18.000 | €24.000 |
| Conto corrente (0%) | €6.000 | €12.000 | €18.000 | €24.000 |
| Conto deposito 3% lordo | €6.339 | €13.422 | €21.333 | €30.178 |
| Conto deposito 4% promozionale | €6.458 | €13.945 | €22.624 | €32.688 |
| PAC obbligazionario 3,5% lordo | €6.475 | €14.019 | €22.812 | €33.056 |
| PAC azionario 5% lordo | €6.580 | €14.495 | €24.013 | €35.465 |
| PAC azionario 7% lordo | €6.832 | €15.677 | €27.132 | €41.963 |
In questi calcoli di esempio ipotizziamo un versamento a fine mese, un rendimento costante per tutto il periodo, ritenuta del 26% sugli interessi per conti deposito ed ETF azionari, 12,50% per gli strumenti obbligazionari governativi. Non è considerata l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, che riduce ulteriormente il guadagno netto. I rendimenti azionari e obbligazionari sono ipotesi di scenario, non costituiscono risultati garantiti.
Sui cinque anni la scelta dello strumento sposta poco, tra il conto deposito più prudente e il PAC azionario più ottimistico ballano meno di 500 euro, a fronte di un rischio incomparabile. Sui vent’anni le diverse scelte hanno risultati ben diversi, merito della capitalizzazione composta, che ha bisogno di tempo per dare il suo meglio.
Quanto rendono 100 euro al mese su un conto deposito
Ad agosto 2026 i conti deposito vincolati offrono rendimenti lordi annui compresi grosso modo tra il 2% e il 3,75%, a seconda della durata del vincolo. Sui conti liberi, senza penali di prelievo, le proposte si collocano intorno al 2,5-3%.
Prendendo il 3% lordo come riferimento realistico, la ritenuta del 26% lo riduce al 2,22% netto.
| Orizzonte | Versato | Capitale netto | Interessi netti |
|---|---|---|---|
| 5 anni | €6.000 | €6.339 | €339 |
| 10 anni | €12.000 | €13.422 | €1.422 |
| 15 anni | €18.000 | €21.333 | €3.333 |
| 20 anni | €24.000 | €30.178 | €6.178 |
Esistono anche offerte al 4% lordo, ma sono promozionali e condizionate. La più visibile richiede la sottoscrizione entro il 31 agosto 2026, l’accredito di stipendio, pensione o in alternativa di un bonifico mensile da almeno 1.000 euro (condizione da mantenere per tutti i dodici mesi) e opera entro un tetto di 50.000 euro. Se l’accredito salta anche un solo mese, si torna al tasso base contrattuale.
Al 4% lordo (2,96% netto) i dieci anni valgono 13.945 euro invece di 13.422. Sono 523 euro in più, significativi, è vero, ma legati a una promozione che dura dodici mesi, non venti anni.
Attenzione però all’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul saldo, che sui quindici anni erode qualche centinaio di euro rispetto alle cifre in tabella. Occhio anche alla scadenza della promozione: il conto va rinegoziato o spostato, altrimenti il rendimento crolla senza che nessuno lo comunichi.
100 euro al mese in Buoni Fruttiferi Postali
Il prodotto di riferimento del risparmio postale è oggi il Buono 3x4 con premio, emesso da Cassa Depositi e Prestiti, collocato da Poste Italiane e garantito dallo Stato italiano. Le condizioni attualmente in vigore prevedono dodici anni di durata suddivisi in quattro trienni, con tassi crescenti riconosciuti alla fine di ciascuno:
| Periodo di possesso | Rendimento effettivo annuo lordo |
|---|---|
| alla fine del 3° anno | 1,00% |
| alla fine del 6° anno | 1,50% |
| alla fine del 9° anno | 2,00% |
| alla fine del 12° anno | 2,50% + premio dell’8% |
Portato a scadenza con il premio, il rendimento effettivo annuo lordo è del 2,99%, che grazie alla tassazione agevolata al 12,50% corrisponde a circa il 2,67% netto. In pratica, ogni 100 euro sottoscritti oggi diventano circa 137 euro netti nel 2038.
Qui però il calcolo cambia natura, perché questo strumento non funziona come un piano di accumulo. Ogni buono ha un proprio orologio di dodici anni che parte dalla data di sottoscrizione, e il premio dell’8% spetta soltanto sul valore nominale effettivamente portato a scadenza. I 100 euro sottoscritti questo mese maturano il premio nel 2038, quelli di settembre nel 2038 con un mese di ritardo, quelli del prossimo anno nel 2039. Non esiste una data unica in cui l’intero accumulo arriva al traguardo.
C’è un secondo vincolo, ancora più rilevante per chi versa piccole somme: prima del compimento del terzo anno non viene corrisposto alcun interesse. Chi riscatta prima recupera esattamente il capitale versato, senza nulla in più.
Il 3x4 rimane un buon strumento per una somma singola destinata a restare ferma dodici anni. Per l’accantonamento mensile, i piani di risparmio postali sono costruiti per quello scopo.
100 euro al mese in un PAC obbligazionario
Il BTP decennale rende oggi circa il 3,91% lordo, contro il 3,16% del Bund tedesco, con uno spread di 78 punti base. Il decennale francese rende il 3,98%, quello spagnolo il 3,59% - l’Italia si finanzia a costi inferiori alla Francia.
Ipotizzando un rendimento medio del 3,5% lordo su un paniere di titoli governativi area euro, la tassazione agevolata al 12,50% lascia un 3,06% netto:
| Orizzonte | Versato | Capitale netto | Interessi netti |
|---|---|---|---|
| 5 anni | €6.000 | €6.475 | €475 |
| 10 anni | €12.000 | €14.019 | €2.019 |
| 15 anni | €18.000 | €22.812 | €4.812 |
| 20 anni | €24.000 | €33.056 | €9.056 |
La BCE ha portato il tasso sui depositi al 2,25% e si riunisce di nuovo il 9-10 settembre. Dopo l’ultima rilevazione sull’inflazione, gli operatori assegnano circa il 66% di probabilità a un nuovo rialzo e prezzano complessivamente 38 punti base entro fine anno.
Quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni già in portafoglio scende e il valore della quota del fondo scende con esso. Chi versa ogni mese compra quindi a prezzi progressivamente più bassi, mentre il gestore sostituisce i titoli in scadenza con emissioni nuove che pagano cedole più alte. Il rendimento medio del portafoglio migliora versamento dopo versamento.
Questo, tuttavia, vale solo per chi accumula. Chi ha già investito un capitale in obbligazioni lunghe vede il controvalore scendere quando i tassi salgono, e non ha versamenti futuri con cui mediare il prezzo di carico.
100 euro al mese in un PAC azionario
Sull’azionario nessuno può indicare un rendimento certo, quindi qui i numeri vanno letti come scenari e non come promesse. I due riferimenti più usati sono un 5% lordo annuo, prudente, e un 7% lordo, in linea con la media storica di lungo periodo di un indice azionario globale. Su entrambi, ricordiamo, grava la ritenuta del 26%.
| Orizzonte | Versato | Scenario 5% lordo | Scenario 7% lordo |
|---|---|---|---|
| 5 anni | €6.000 | €6.580 | €6.832 |
| 10 anni | €12.000 | €14.495 | €15.677 |
| 15 anni | €18.000 | €24.013 | €27.132 |
| 20 anni | €24.000 | €35.465 | €41.963 |
Anche in questo caso, per comprendere il senso dei numeri occorre un po’ di contesto. I listini americani hanno segnato nuovi massimi storici nelle ultime sedute e Piazza Affari si muove poco distante dai propri, con il FTSE Mib intorno ai 53.500 punti. Chi avvia un PAC azionario oggi lo fa con prezzi elevati e le banche centrali che non hanno margine per allentare. Una combinazione che storicamente comprime i rendimenti dei due-tre anni successivi rispetto alla media.
Il piano di accumulo attenua il problema ma non lo elimina, con ogni versamento cattura il prezzo del giorno in cui viene eseguito. I 100 euro di agosto entrano ai valori di agosto. Il vantaggio è che le rate successive comprano più quote a meno, non che il rischio di prezzo scompaia. Vale però anche il contrario. Restare liquidi in attesa della correzione ha un costo certo, a fronte di un beneficio che potrebbe non arrivare mai. Su orizzonti oltre i dieci anni il mese di partenza incide poco; su orizzonti di tre o quattro anni incide moltissimo, e allora il problema non è il timing - è che l’azionario non è lo strumento giusto per quella scadenza.
Quanto pesano davvero tasse e inflazione
I numeri delle tabelle già esposte sono al netto delle imposte, ma la vera convenienza emerge solo confrontandoli con l’inflazione.
L’inflazione dell’area euro è risalita al 2,9%, trainata dall’energia che corre al 10% su base annua, mentre in Italia l’indice NIC si attesta al 2,8%. Dietro c’è lo stretto di Hormuz, che non ha riaperto: il Brent viaggia intorno agli 87 dollari al barile dopo essere risalito fino a quota 90.
Questo significa che un conto deposito al 3% lordo, che rende il 2,22% netto, ha oggi un rendimento reale negativo. Il Buono 3x4 al 2,67% netto si avvicina al pareggio, restando comunque sotto l’inflazione corrente ma sopra le proiezioni ufficiali per gli anni successivi, che indicano una discesa verso il 2,3% nel 2027 e il 2% nel 2028.
Gli strumenti a capitale garantito, in questa fase, proteggono il valore nominale del risparmio ma non il potere d’acquisto. Chi versa 100 euro al mese su un conto deposito non guadagna, perde solo più lentamente rispetto chi lascia la liquidità sul conto corrente.
Conviene investire 100 euro al mese ad agosto 2026?
100 euro al mese non cambiano la situazione finanziaria di nessuno nel giro di cinque anni - la differenza tra lo strumento migliore e quello peggiore, su questo orizzonte, è inferiore agli 850 euro. Diventano invece un capitale rilevante su quindici o venti anni, dove la stessa scelta vale tra i 12.000 e i 18.000 euro di differenza.
Serve quindi chiedersi quanta volatilità si è disposti a sopportare per arrivare in fondo. Dopo anni in cui i mercati hanno abituato bene, la risposta che ci si dà a bocce ferme quasi mai coincide con quella che si dà quando il portafoglio perde il 20%. E chi vende nel momento sbagliato azzera qualsiasi rendimento teorico dello strumento che aveva scelto.
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