Quanto potrà durare il rally delle azioni USA?

Tommaso Scarpellini

14 Novembre 2022 - 16:00

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Dopo una lunga serie di ribassi gli operatori di borsa si domandando se finalmente sia iniziato il tanto atteso «rally natalizio».

Quanto potrà durare il rally delle azioni USA?

Novembre si conferma un mese positivo per i mercati azionari, specie per quelli statunitensi. Dai minimi del 4 novembre, l’S&P500 ha segnato una rimonta superiore al 6% sconvolgendo nuovamente gli operatori di borsa che sembravano ormai essersi completamente rassegnati a un ulteriore crollo del mercato. Per tale motivo i fatti di cronaca parlano già di “rally natalizio”: il periodo di novembre e dicembre storicamente si caratterizza per essere un particolare momento rialzista per i mercati, come se quest’ultimi volessero dare un’altra occasione ai fondi d’investimento di sistemare le proprie performance per il resoconto di fine anno.

Il CPI fa ben sperare sulla politica monetaria della Fed

La notizia relativa al rallentamento dell’indice dei prezzi al consumo del mese di ottobre è stata il combustibile per la risalita dei prezzi azionari. Dopo le pessime comunicazioni che hanno caratterizzato il mese di ottobre, il mercato stava aspettando con ansia qualche appiglio a cui aggrapparsi per evitare la disfatta dei prezzi e i dati sull’inflazione statunitense sono risultati un pretesto perfetto per dare inizio al “rally natalizio”. In seguito alla comunicazione di giovedì gli operatori di borsa hanno modificato completamente il loro sentiment ed il prezzo dei listini azionari pare già scontare nei propri valori questo cambiamento. La prospettiva è infatti quella dell’inizio di una riduzione dei tassi già a settembre 2023.

Cosa si aspettano gli operatori di borsa dalla Fed?

Gli analisti hanno speculato molto sull’argomento. I dubbi sono tanti e le variabili in gioco non sono poche: si tratta di una correzione transitoria dell’inflazione? La banca centrale sceglierà veramente di attenuare la propria politica monetaria? I mercati stanno sottostimando il rischio derivante da una recessione? Il rialzo dei prezzi delle azioni è solo una correzione?

Vi è da evidenziare il fatto che l’inflazione si attesta comunque a un livello pari al 7,7%. Dire che il peggio sia passato non è possibile, considerato che l’obiettivo della banca centrale è il raggiungimento di livelli decisamente più bassi. Molti analisti infatti temono che la strategia adottata dalla Fed possa essere similare a quella attuata nel 2018: ridimensionare le aspettative comunicando un inasprimento della politica monetaria, alzare ulteriormente i tassi d’interesse per dare veridicità a quanto affermato e poi iniziare a stabilizzare nuovamente le variabili economiche tornado a una situazione di normalità e giocando così con le aspettative del mercato.

S&P500: analisi tecnica e spunti operativi

L’S&P500 rispetto ai minimi di ottobre è cresciuto di più del 10% segnando una delle inversioni più importanti degli ultimi due anni. Il 2022 è stato però decisamente negativo: l’andamento grafico può essere definito disegnando una trendline che unisce i massimi relativi decrescenti successivi nel tempo. Sebbene si parli già di “rally natalizio” il prezzo non ha ancora raggiunto livelli importanti di lungo periodo che possano decretare tecnicamente una vera e propria inversione di tendenza.

Il prossimo numerario è rappresentato dal livello dei 4.000 che, sebbene rappresenti una cifra tonda, in passato non è mai stato utilizzato dal prezzo come supporto o resistenza. La prossima zona d’interesse è quella relativa alla resistenza dinamica della trendline. In prossimità di questo livello il prezzo potrebbe correggere rispetto al microtrend attuale dando entry point interessanti per chi è fiducioso e in attesa di un’importante ripartenza del mercato.

S&P500 - 1D S&P500 - 1D Grafico a candele del prezzo dell'indice S&P500

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