Quanto guadagnano scrutatori e presidenti di seggio alle elezioni

Europee 2019: quanto spetta a chi fa lo scrutatore? Lo stipendio varia a seconda del Comune d’impiego, poiché è più alto dove nello stesso giorno si vota anche per le amministrative.

Quanto guadagnano scrutatori e presidenti di seggio alle elezioni

Quanto guadagna uno scrutatore? E un presidente di seggio?

Immaginiamo che molti di voi recandosi al seggio per votare si saranno fatti questa domanda, curiosi di sapere quanto spetta a queste persone impiegate per tutta la durata delle elezioni.

Sapere quanto guadagnano scrutatori e presidenti di seggio è un’informazione utile anche per coloro che aspirano a ricoprire questo ruolo in futuro: prima di provare a diventare scrutatore, infatti, si vuole sapere qual è il compenso a cui si ha diritto così da capire se questo è adeguato a tempo di lavoro e alle responsabilità previste dal ruolo.

Ebbene, come prima cosa è bene specificare che il compenso di scrutatori e presidenti di seggio varia a seconda della competizione elettorale; è previsto, infatti, un guadagno differente per referendum, elezioni europee (come quelle che avranno luogo questa domenica) e altre tipologie di elezioni (politiche e amministrative).

Del compenso economico riconosciuto al personale impiegato nelle operazioni di voto ne parleremo nel dettaglio in questo articolo dedicato, nel quale faremo anche chiarezza su cosa spetta ai lavoratori dipendenti che per qualche giorno ricoprono il ruolo di scrutatori e presidenti del seggio.

Compensi scrutatori e presidenti di seggio

Come anticipato le competenze dovute ai componenti dei seggi (per il momento ci limiteremo a quelli ordinari) dipendono da molti fattori, in particolare dalla tipologia e dalla combinazione delle elezioni.

Potrebbe succedere - come tra l’altro avverrà il 26 maggio in molti Comuni - che nello stesso giorno si tenga più di una competizione elettorale, come europee e amministrative nel caso del prossimo weekend.

Nel dettaglio, ecco una tabella in cui sono indicati i compensi base previsti per scrutatori e presidenti di seggio.

COMPETIZIONE ELETTORALE GUADAGNO SCRUTATORE GUADAGNO PRESIDENTE
Parlamento europeo 96,00€ 120,00€
Parlamento europeo + amministrative 121,00€ 156,00€
Parlamento europeo + amministrative comunali + amministrative regionali 146,00€ 194,00€
Referendum 104,00€ 130,00€
Altre elezioni (amministrative e politiche) 120,00€ 150,00€

Qualora insieme ad una delle suddette elezioni si tenga anche un referendum, il guadagno viene aumentato invece di 33,00€ per i presidenti e di 22,00€ per gli scrutatori (per un massimo di 4 maggiorazioni).

Per quanto riguarda i seggi speciali, qualunque sia il numero delle consultazioni, invece, spetta un compenso di 72,00€ per i presidente e di 49,00€ per i segretari.

Chi paga il compenso a scrutatori e presidenti di seggio?

Dopo aver fatto chiarezza su quanto guadagnano scrutatori (ma anche segretari) e presidenti del seggio, bisogna capire chi si fa carico del loro onorario. A tal proposito la normativa stabilisce che questa spesa grava:

  • interamente sullo Stato: nel caso di elezione del Parlamento Europeo;
  • 50% sullo Stato e 50% sul Comune: in caso di Europee e amministrative comunali;
  • 50% sullo Stato e 50% sulla Regione: in caso di Europee e amministrative regionali;
  • un terzo sullo Stato, un terzo sulla Regione e un terzo sul Comune: in caso di Europee, amministrative regionali e comunali.

Si tratta quindi di una ripartizione in parti uguali a seconda della competizione elettorale; per lo stesso motivo, il guadagno di scrutatori e presidenti di seggio grava interamente sullo Stato nel caso di elezioni politiche e referendum nazionali.

Scrutatori e presidenti di seggio lavoratori dipendenti: cosa spetta?

Possono diventare scrutatori e presidenti di seggio coloro che non hanno un lavoro, ma anche chi svolge un’attività come lavoratore autonomo o dipendente.

Per quest’ultimi spettano anche dei permessi elettorali sul lavoro, che consentono di sospendere l’attività lavorativa nei giorni delle elezioni senza perdere la retribuzione prevista.

Prima di vedere cosa spetta è bene ricordare in quali giorni e per quante ore devono dare disponibilità queste figure. Prendiamo il caso di elezioni in un solo giorno, come nel caso delle Europee 2019; questi devono dare la loro disponibilità per circa due ore il sabato (per la vidimazione delle schede), per tutta la giornata di domenica e per il lunedì successivo, ossia per il tempo necessario per completare lo spoglio.

Nel caso di più competizioni elettorali gli spogli avverranno con uno stacco di tempo; ad esempio, per le Europee si comincerà subito dopo la chiusura del seggio alle 23:00 (e ci vorrà in media dalle due alle tre ore di tempo), mentre per le amministrative comunali e regionali (ricordiamo che domenica si vota per la Regione Piemonte) si darà appuntamento alla giornata di lunedì così da consentire a scrutatori e presidenti di riposarsi.

Ebbene, indipendentemente dalle ore di disponibilità, per ogni giornata in cui scrutatori e presidenti di seggio sono impiegati hanno diritto ad un permesso sul lavoro. Come specificato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 11830/2001, infatti, anche quando la partecipazione interessa solamente una parte della giornata, l’assenza viene legittimata per l’intero giorno lavorativo.

Per questo motivo spetta un permesso retribuito per tutti quei giorni in cui il lavoratore è costretto ad assentarsi dal lavoro per prendere parte alle operazioni di voto; qualora invece non si tratti di un giorno lavorativo (come potrebbe accadere nei sabati e nelle domeniche), scrutatori e presidenti di seggio avrebbero diritto ad un riposo compensativo da fruire subito dopo le elezioni. In alternativa questi possono rinunciare al riposo godendo una quota di retribuzione aggiuntiva allo stipendio mensile.

Le stesse regole valgono per i rappresentanti di lista, per i quali però non è previsto alcun guadagno per il ruolo ricoperto durante le elezioni.

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