Pep Guardiola è tra gli allenatori più vincenti e pagati al mondo, nonostante sia oggi senza squadra dopo l’addio al Manchester City. Ecco quanto guadagna la suggestione di Maldini e Malagò
Quanto guadagna Pep Guardiola? La domanda torna d’attualità oggi, con ancora più interesse e forza (ovviamente), ma per la prima volta da dieci anni la risposta non passa più da Manchester. Dopo l’addio ufficiale al Manchester City - 10 stagioni e 20 trofei conquistati - il tecnico catalano è oggi un allenatore senza contratto, e il suo ingaggio non è più una voce di bilancio ma una cifra teorica su cui si stanno interrogando diverse federazioni. Tra cui l’Italia.
Pep Guardiola, cresciuto nella Masia e bandiera del Barcellona prima della parentesi italiana con Brescia e Roma, ha costruito in panchina una carriera che lo ha portato a essere per anni tra i tecnici più pagati al mondo, alle spalle soltanto di Diego Simeone e di Simone Inzaghi (per quanto riguarda l’ultima stagione appena conclusa).
Al termine dell’avventura con i Citizens lo stesso Guardiola ha chiarito le sue intenzioni: «Non allenerò per un po’, altrimenti sarei rimasto qui. Devo fare un passo indietro. Ora ho bisogno di respirare un po’ e rilassarmi». Una pausa dichiarata che non ha però fermato il mercato delle panchine, a partire da quella della Nazionale azzurra.
Ma quanto chiederebbe Guardiola per allenare l’Italia? Facciamoci un’idea tra rumors e verità, con l’analisi di quanto ha incassato nelle sue tre grandi esperienze da allenatore e a quanto ammonterebbe il suo patrimonio complessivo.
Guardiola e la Nazionale italiana: quanto chiederebbe di stipendio
La pista azzurra è concreta. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha confermato pubblicamente i contatti con il tecnico catalano, sondato per primo dal direttore tecnico Paolo Maldini, volato a Barcellona insieme all’advisor Leonardo per impostare una prima trattativa.
Il nodo, però, resta economico. L’ultimo stipendio di Guardiola al Manchester City viene indicato dalla stampa italiana in circa 25 milioni di euro lordi a stagione: secondo la Gazzetta dello Sport, grazie alle aliquote fiscali britanniche si traducevano in circa 14 milioni di euro netti più bonus. Le fonti anglosassoni collocano l’ultima base contrattuale poco sotto i 26 milioni di sterline annui, ovvero circa 385.000 sterline a settimana.
Numeri fuori scala per la FIGC. Le stime sul tetto che la Federazione sarebbe disposta a sostenere divergono: si parla di un limite tra i 6 e i 7 milioni di euro, mentre secondo Open la proposta effettivamente prospettata da Maldini si aggirerebbe intorno ai 5 milioni. In ogni caso, meno della metà di quanto Guardiola percepiva in Inghilterra al netto delle imposte.
Per contestualizzare: il ct più pagato dalla FIGC della storia azzurra resta Roberto Mancini, arrivato a 3 milioni netti a stagione dopo la vittoria di Euro 2020. E il budget FIGC per il 2026 era stato costruito sul contratto di Gennaro Gattuso (oggi allenatore della Lazio), ordine di grandezza ancora inferiore.
L’unica via per colmare il divario passa dagli sponsor. Il precedente esiste ed è quello di Antonio Conte nel 2014, quando un marchio coprì circa la metà dei 4,1 milioni richiesti dall’allenatore. Oggi la leva sarebbe Puma, brand legato tanto alla Nazionale quanto allo stesso Guardiola, di cui è global ambassador.
Quanto ha guadagnato Guardiola: da Barcellona al Manchester City
Per farsi un’idea della grandezza del personaggio, conviene ripercorrere i tre grandi cicli da allenatore.
Al Barcellona, promosso dalla squadra B alla prima squadra nel 2008, Guardiola partì con un ingaggio relativamente contenuto per un club di quelle dimensioni, ma il sestete del 2009 fece scattare bonus e adeguamenti. Al momento dell’addio, nel 2012, viaggiava intorno ai 10 milioni di euro l’anno: il totale lordo delle quattro stagioni blaugrana è stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro.
Al Bayern Monaco, dal 2013 al 2016, il contratto triennale lo rese l’allenatore più pagato al mondo: le stime oscillano tra i 15 e i 18 milioni di sterline a stagione, per un totale compreso tra i 45 e i 54 milioni di sterline nel triennio tedesco, vale a dire una cifra che ruota tra 55 e 60 milioni di euro complessivi.
Al Manchester City, infine, il salto definitivo. Ingaggio iniziale intorno ai 15 milioni di sterline annui nel 2016, poi cresciuto di rinnovo in rinnovo fino a sfiorare i 26 milioni. Al cambio, in un decennio i soli stipendi base avrebbero superato i 230 milioni di euro, bonus per titoli e Champions esclusi.
Sommando i tre cicli, le stime collocano i guadagni lordi da allenatore di Guardiola fino a 350 milioni di euro.
Una cifra che ridimensiona di molto quanto incassato in campo: i suoi 16 anni da calciatore - undici al Barcellona, poi Brescia, Roma, Al-Ahli in Qatar e Dorados de Sinaloa in Messico - valgono una stima complessiva tra i 15 e i 20 milioni di euro lordi, in un’epoca in cui gli stipendi erano una frazione di quelli odierni.
Il patrimonio di Pep Guardiola
Qui le stime si dividono nettamente, ed è bene dirlo. Prendendo come esempio Celebrity Net Worth, noto aggregatore online di patrimoni e stipendi di celebrità, ci si spinge fino a 160 milioni di dollari (circa 140 milioni di euro). Va detto che, però, non si tratta di una fonte ufficiale ma solo di un calcolo attendibile.
Più solido è il ragionamento sulle voci che compongono quel patrimonio. La prima resta ovviamente quella contrattuale: come anticipato, considerando stipendi da allenatore, contratti da calciatore, bonus e ricavi legati al calcio, i guadagni lordi di carriera supererebbero i 350 milioni di euro al lordo di tasse e spese.
A questa si aggiunge il capitolo sponsorizzazioni. Guardiola è global ambassador di Puma - accordo siglato nel 2019 - ed è stato negli anni testimonial di brand come Dsquared2 e Gore-Tex. Un portafoglio di partnership che, nel caso della trattativa azzurra, rischia paradossalmente di diventare parte della soluzione economica più che una voce accessoria.
Resta, però, il punto di partenza: a 55 anni, dopo un decennio a Manchester, Guardiola è uno degli allenatori più ricchi della storia del calcio e, per sua stessa ammissione, non ha bisogno di lavorare. «Voglio scoprire cosa ha da offrire la vita al di là del calcio», avrebbe detto a Maldini e Leonardo. Che è, per la FIGC, il vero problema: non quanto costa Guardiola, ma quanto poco gli interessi il prezzo. E il livello attuale del calcio italiano, ai suoi minimi storici, di certo non aiuta.