La classifica aggiornata degli allenatori più pagati al mondo: ecco chi sono i Paperoni della panchina, con un “italiano d’Arabia” davanti a tutti
Chi sono gli allenatori più pagati al mondo nella stagione 2026/2027? In un calcio ormai sempre più business, la domanda è più che lecita, visto che i mister possono contare su contratti faraonici, con stipendi che in diversi casi si avvicinano a quelli dei top player mondiali.
Del resto, gli allenatori sono diventati in molti casi autentici manager, soprattutto in Inghilterra, gestendo non solo lo spogliatoio ma anche gli aspetti dirigenziali e quelli relativi al calciomercato. Il risultato è che i più quotati incassano stipendi che in alcuni casi valgono quanto il monte ingaggi totale di alcune squadre della nostra Serie A.
L’entrata a gamba tesa dell’Arabia Saudita nel calcio, per non parlare delle follie della Premier League, ha allargato ancora di più il giro di denaro che gravita attorno al mondo del pallone, con calciatori e allenatori che nella penisola araba hanno trovato il loro Eldorado. L’estate 2026 ha poi fatto saltare il banco: l’addio di Pep Guardiola al Manchester City, passato a un ruolo di ambasciatore globale nel City Football Group, ha escluso dalla graduatoria uno dei tecnici più pagati al mondo degli ultimi anni, mentre il ritorno di José Mourinho al Real Madrid e la girandola di panchine in Premier League hanno riscritto la classifica dall’alto verso il basso.
Ma chi sono i più pagati in assoluto? Ecco nel dettaglio gli allenatori di calcio più pagati al mondo 2026/2027, una top 30 che comprende sia tecnici di club sia commissari tecnici di nazionali e che vede protagonisti anche tanti mister italiani.
Gli allenatori più pagati al mondo 2026/2027, la classifica completa
Se pensate che i calciatori siano troppo pagati, allora potrebbe scioccarvi leggere la classifica dei 30 allenatori di calcio al momento più pagati al mondo, elaborata da GiveMeSport e integrata con i riscontri di Tribuna.com e con i dati Transfermarkt per quanto riguarda la Serie A.
Prima dei numeri, una nota metodologica indispensabile. Gli ingaggi degli allenatori non sono dati contabili comunicati ufficialmente dai club: le cifre che circolano derivano da indiscrezioni giornalistiche, database salariali e stime, e a seconda della fonte possono comprendere o escludere bonus, premi e altre componenti contrattuali. Tutti gli importi che seguono vanno quindi letti come compensi annui lordi stimati e non come stipendi certi.
Ecco dunque la classifica degli allenatori più pagati al mondo per la stagione 2026/2027.
| Posizione | Allenatore | Squadra | Paese | Ingaggio lordo annuo stimato |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Simone Inzaghi | Al Hilal | Arabia Saudita | 26 milioni di euro |
| 2 | Diego Simeone | Atletico Madrid | Spagna | 23,4 milioni di euro |
| 3 | Luis Enrique | PSG | Francia | circa 20 milioni di euro* |
| 4 | Mikel Arteta | Arsenal | Inghilterra | 17,5 milioni di euro* |
| 5 | Oliver Glasner | Nottingham Forest | Inghilterra | 15,2 milioni di euro* |
| 6 | Xabi Alonso | Chelsea | Inghilterra | 13,4 milioni di euro |
| 7 | José Mourinho | Real Madrid | Spagna | 12 milioni di euro |
| 8 | Ange Postecoglou | Al-Nassr | Arabia Saudita | 11,7 milioni di euro |
| 9 | Andoni Iraola | Liverpool | Inghilterra | 11,7 milioni di euro |
| 10 | Enzo Maresca | Manchester City | Inghilterra | 11,7 milioni di euro* |
| 11 | Carlo Ancelotti | Brasile | Brasile | 9,4 milioni di euro |
| 12 | Roberto De Zerbi | Tottenham | Inghilterra | 9,3 milioni di euro |
| 13 | Unai Emery | Aston Villa | Inghilterra | 9,3 milioni di euro |
| 14 | Gian Piero Gasperini | Roma | Italia | 9 milioni di euro |
| 15 | Luciano Spalletti | Juventus | Italia | 9 milioni di euro |
| 16 | Massimiliano Allegri | Napoli | Italia | 8,3 milioni di euro |
| 17 | Hansi Flick | Barcellona | Spagna | 7,5 milioni di euro |
| 18 | Matthias Jaissle | Newcastle | Inghilterra | 7 milioni di euro |
| 19 | Vincent Kompany | Bayern Monaco | Germania | 7 milioni di euro |
| 20 | Rúben Amorim | Milan | Italia | 6,5 milioni di euro |
| 21 | Maurizio Sarri | Atalanta | Italia | 6,5 milioni di euro |
| 22 | Manuel Pellegrini | Real Betis | Spagna | 5,9 milioni di euro |
| 23 | Mauricio Pochettino | Stati Uniti | Stati Uniti | 5,9 milioni di euro |
| 24 | Frank Lampard | Coventry City | Inghilterra | 5,8 milioni di euro |
| 25 | Michael Carrick | Manchester United | Inghilterra | 5,8 milioni di euro |
| 26 | David Moyes | Everton | Inghilterra | 5,8 milioni di euro |
| 27 | Thomas Tuchel | Inghilterra | Inghilterra | 5,8 milioni di euro |
| 28 | Cristian Chivu | Inter | Italia | 5,6 milioni di euro |
| 29 | Nuno Espirito Santo | West Ham | Inghilterra | 5,2 milioni di euro |
| 30 | Okan Buruk | Galatasaray | Turchia | 4,9 milioni di euro |
*Fonti: GiveMeSport e Tribuna.com per gli ingaggi internazionali, Transfermarkt per la Serie A. Conversione in euro al cambio BCE del 14 settembre 2026.|
Va fatta una precisazione sulle fonti disponibili, che non sono uniformi riguardo all’inclusione dei bonus (anche perché in diversi casi si parla di stime e non di cifre ufficiali). Per Arteta la base indicata è di 15 milioni di sterline, con premi che possono spingere il compenso complessivo fino a 18 milioni. Per Glasner si parla di una base di 11,5 milioni di sterline, pari a circa 13,4 milioni di euro, e di un massimo di 13 milioni con i bonus. Per Maresca la base è di 10 milioni di sterline, con bonus che possono arrivare a 12 milioni. Stesso discorso di discrepanza di fonti si può fare con Luis Enrique.
Il numero uno di questa lista è italiano e si tratta di Simone Inzaghi, che dopo la pesante sconfitta dell’Inter nella finale di Champions League 2025 ha firmato con l’Al Hilal un accordo stimato intorno ai 26 milioni di euro annui, valido fino al 2027.
Alle sue spalle Diego Simeone, per anni dominatore incontrastato di questa graduatoria e oggi secondo: il Cholo è accreditato di un ingaggio di circa 23,5 milioni di euro lordi a stagione con l’Atletico Madrid, con bonus che secondo alcune ricostruzioni possono aumentare sensibilmente il compenso complessivo. Il contratto scade il 30 giugno 2027, dopo un rinnovo firmato a condizioni economiche riviste al ribasso rispetto al passato.
Completa il podio Luis Enrique, premiato dal PSG con un nuovo accordo dopo il secondo trionfo consecutivo in Champions League: le stime si aggirano intorno ai 20 milioni di euro annui, anche se le fonti non sono uniformi sulla distinzione tra lordo, netto e bonus.
Da segnalare il ritorno di José Mourinho al Real Madrid, settimo con un ingaggio stimato in 12 milioni di euro lordi e un contratto ufficiale fino al 30 giugno 2029.
Carlo Ancelotti, invece, resta secondo le stime disponibili il commissario tecnico più pagato al mondo, davanti a Pochettino (Stati Uniti) e Tuchel (Inghilterra). Il tecnico di Reggiolo ha prolungato con la Confederazione brasiliana fino al 2030.
Perché è difficile uniformare lo stipendio netto?
C’è un motivo per cui tutte le classifiche di settore sono calcolate sul lordo ed è tecnico: un’aliquota marginale massima non equivale alla percentuale di stipendio che resta in tasca. Tutti i sistemi fiscali coinvolti sono progressivi e prevedono detrazioni, contributi, addizionali locali e regimi specifici per i redditi elevati. Nel Regno Unito all’imposta sul reddito si sommano i contributi National Insurance; in Spagna il prelievo cambia da comunità autonoma a comunità autonoma; negli Stati Uniti all’imposta federale si aggiungono quelle statali, con regimi molto diversi tra loro; in Francia i redditi alti scontano prelievi ulteriori; in Germania incide il contributo di solidarietà. A ciò si aggiunge la variabile della residenza fiscale, che per allenatori che cambiano Paese a stagione può modificare radicalmente il quadro.
In sintesi: il netto effettivamente percepito non è confrontabile in modo omogeneo, perché dipende dalla fiscalità individuale, dalla residenza fiscale, dai contributi e dalle caratteristiche del contratto.
Un’eccezione parziale riguarda l’Arabia Saudita, dove non è prevista un’imposta personale sul reddito da lavoro: per Inzaghi e Postecoglou, a parità di altre condizioni, la differenza tra lordo e netto è molto più contenuta rispetto ai principali Paesi europei. È anche il motivo per cui la Saudi Pro League riesce a risultare competitiva offrendo cifre lorde persino inferiori a quelle di alcuni club europei.
L’unico campionato per il quale disponiamo di una stima di netto costruita su basi solide è la Serie A: sulle retribuzioni di questa fascia, quasi interamente collocate nello scaglione Irpef più alto al 43% a cui si sommano addizionali regionali e comunali, il prelievo effettivo si aggira intorno al 45%. Il netto dei nostri tecnici è quindi stimabile, in via prudenziale, in poco più della metà dell’importo lordo.
Nazionalità, campionati e il confronto con i calciatori
Diamo subito un dato lampante della nostra classifica.
Gli italiani sono la nazionalità più rappresentata: otto tecnici su trenta sono nati in Italia, ovvero Inzaghi, Ancelotti, De Zerbi, Gasperini, Spalletti, Allegri, Maresca e Sarri.
Seguono gli spagnoli con cinque (Luis Enrique, Arteta, Xabi Alonso, Iraola, Emery), poi portoghesi e tedeschi a quota tre. Vale la pena notare che, secondo queste stime, sia l’allenatore più pagato del mondo sia il commissario tecnico più pagato del mondo sono italiani.
Ma è la Premier League il campionato più rappresentato. Dodici dei trenta tecnici guidano un club di Premier League: Arteta, Glasner, Xabi Alonso, Iraola, Maresca, De Zerbi, Emery, Jaissle, Carrick, Moyes, Lampard e Nuno Espirito Santo. Seguono la Serie A con sei rappresentanti e la Liga con quattro, mentre la Saudi Pro League ne conta due. Completano il quadro un tecnico di Ligue 1, uno di Bundesliga, uno di Süper Lig e tre commissari tecnici di nazionali
La Serie A è davvero così povera? Il divario con l’Inghilterra esiste ed è evidente in cima alla piramide: il tecnico meglio pagato del nostro campionato si ferma a 9 milioni lordi stimati, poco più della metà di quanto è accreditato ad Arteta. Ma il dato sulla profondità racconta un’altra storia. All’interno di questa top 30 la Serie A è il secondo campionato più rappresentato, con sei allenatori, dietro alla sola Premier League e davanti a Liga, Bundesliga e Ligue 1. La differenza sta semmai nella distribuzione: in Inghilterra raggiungono questi livelli anche i tecnici di club di media classifica come West Ham ed Everton, mentre in Italia l’accesso a quella fascia resta riservato alle prime della classe.
C’è poi un confronto che ridimensiona l’intera questione: gli allenatori restano molto meno pagati dei calciatori. Anche ai vertici della graduatoria, i compensi dei tecnici restano generalmente molto lontani dagli ingaggi dei calciatori più pagati, tanto nella Saudi Pro League quanto nei grandi campionati europei.
Vale infine la pena ricordare che la forbice interna al nostro campionato è enorme: tra il primo e l’ultimo della classifica degli stipendi di Serie A corrono oltre 8 milioni lordi. Un divario che fotografa, più di qualsiasi confronto internazionale, la reale distanza tra i budget dei grandi club e quelli delle realtà medio-piccole.