Quanto guadagna un bagnino, lo stipendio per l’estate 2026

Simone Micocci

10 Giugno 2026 - 15:41

Quanto guadagnano i bagnini in Italia? Ecco gli importi lordi del Ccnl di categoria e le informazioni su vitto e alloggio.

Quanto guadagna un bagnino, lo stipendio per l’estate 2026

Il bagnino, o meglio l’operatore di salvataggio, è uno dei lavori che offrono le migliori opportunità di guadagno durante l’estate. D’altronde, stiamo parlando di un ruolo di responsabilità, ed è per questo motivo che è giusto che lo stipendio di un bagnino sia tra i più alti rispetto a quello previsto per altre professioni estive.

Un lavoro che, tuttavia, richiede anche tanti sacrifici, come ad esempio orari impegnativi e, in alcuni casi, la necessità di trasferirsi a chilometri di distanza da casa per ricoprire l’impiego, beneficiando perlomeno di vitto e alloggio gratuiti.

Ma nel dettaglio, quanto guadagnano i bagnini questa estate? La risposta dipende, visto che non per tutti gli operatori di salvataggio è previsto lo stesso stipendio: molto dipende, ad esempio, dal livello di inquadramento, così come dal contratto di categoria applicato.

Quello più rappresentativo è sicuramente il contratto firmato da Confesercenti, rinnovato il 5 giugno 2024 e con scadenza al 31 dicembre 2027, per il quale il prossimo aumento di stipendio è previsto a novembre 2026.

Vediamo quindi qual è lo stipendio lordo e netto di un bagnino in caso di applicazione di questo Ccnl, al quale, secondo le regole definite dal concetto di “salario giusto” fissato dal governo Meloni, dovranno adeguarsi anche gli altri.

Quanto guadagna un bagnino

Come anticipato, per rispondere alla domanda su quanto guadagna un bagnino in Italia bisogna partire dal Contratto collettivo nazionale del settore Turismo, nel quale è inserito anche l’inquadramento salariale del bagnino di salvataggio. Può sembrare insolito che una figura con compiti di soccorso rientri nel comparto turismo, ma è proprio questo il contratto di riferimento.

Nel dettaglio, il Ccnl distingue quattro livelli di inquadramento, dal sesto livello, che rappresenta quello d’ingresso, fino al terzo livello, il più elevato, dove a maggiori competenze, funzioni e responsabilità corrisponde anche una retribuzione più alta.

Nel dettaglio:

  • livello terzo: capo assistente ai bagnanti;
  • livello quarto: istruttore di nuoto con brevetto;
  • livello quinto: assistente ai bagnanti;
  • livello sesto: inserviente di stabilimento, di cabina o capanna, oppure addetto agli spogliatoi. Si tratta della figura che comunemente viene chiamata bagnino, ma che in realtà svolge soprattutto mansioni di assistenza alla clientela e solitamente non possiede il brevetto di salvataggio.

Più è elevata la specializzazione, maggiore sarà lo stipendio riconosciuto. A guadagnare di più è quindi, come prevedibile, il capo assistente ai bagnanti, ruolo che generalmente si raggiunge dopo anni di esperienza.

Va poi precisato che lo stipendio può variare anche in base alla struttura presso cui si lavora. Per esempio, negli stabilimenti balneari la tabella del Ccnl Turismo prevede le seguenti retribuzioni lorde mensili:

  • terzo livello: 1.757,14 euro;
  • quarto livello: 1.652,69 euro;
  • quinto livello: 1.543,86 euro;
  • sesto livello: 1.458,31 euro.

Per campeggi, villaggi turistici e alberghi, invece, le retribuzioni lorde sono pari a:

  • terzo livello: 1.797,04 euro;
  • quarto livello: 1.695,69 euro;
  • quinto livello: 1.590,27 euro;
  • sesto livello: 1.507,45 euro.

Si tratta, appunto, di importi lordi, ai quali va applicata la tassazione prevista per il lavoro dipendente. Ecco perché, nella pratica, lo stipendio netto di un bagnino tende generalmente a collocarsi in una fascia compresa tra 1.000 e 1.500 euro al mese, soprattutto se si considerano anche le eventuali voci accessorie.

Va inoltre ricordato che in diverse zone d’Italia le organizzazioni sindacali hanno negoziato condizioni migliorative rispetto a quelle minime previste dal contratto nazionale, con trattamenti economici più favorevoli a livello territoriale. Un esempio è rappresentato da alcuni accordi locali applicati in aree a forte vocazione turistica, come la Versilia.

Le voci accessorie

Alla retribuzione tabellare si aggiungono altre voci, come gli straordinari, che da contratto devono essere compensati con la retribuzione ragguagliata a ore e maggiorata del 30% per i servizi diurni e del 60% per quelli notturni, la tredicesima, il TFR e gli altri istituti previsti dal contratto.

Dal Ccnl, invece, non risulta alcun obbligo per il datore di lavoro di offrire vitto e alloggio, anche se, vista la tipologia di lavoro, che spesso porta a spostarsi in località turistiche per accettare l’impiego, questa resta una condizione preferibile, specialmente quando si tratta di alberghi, campeggi e villaggi turistici.

Per quante ore si lavora?

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il Ccnl suddetto stabilisce che per il personale non impiegatizio questo è pari a 44 ore settimanali, distribuite su 6 giornate.

Solitamente, quindi, la settimana di lavoro di un bagnino si compone di 6 giorni, con un orario di circa 7 ore e mezza al giorno.

Ogni ora di lavoro in più dovrà essere retribuita come straordinario, con una maggiorazione del 30% in caso di servizio diurno. Il tutto nel rispetto delle regole sull’orario di lavoro, che vietano di svolgere straordinari oltre un determinato limite, pari a 260 ore all’anno.