Migliaia di anni fa Archimede di Siracusa pronunciò la celebre frase “datemi una leva e vi solleverò il mondo”. Come a dire che uno strumento può essere solo tale, un oggetto e stop, oppure un trampolino di lancio verso altri traguardi. A nostro avviso la frase di Archimede si presta bene ai capitali disponibili presenti qua e là su libretti e c/c. Il classico gruzzoletto può essere un semplice “mucchio di risparmi” e stop, o uno strumento con cui provare a generare altro reddito. Un sogno di tanti che nei fatti può seguire mille sentieri differenti a seconda dei tempi, gli obiettivi, la preparazione personale, le strategie, i prodotti, etc. Tra le migliaia di alternative, ecco quanto fruttano 35.000 euro in 15 mesi sul reddito fisso attraverso 5 prodotti a confronto.
Annullare il rischio di mercato: il conto deposito
Per chi pone alla base delle proprie strategie il rischio zero di mercato, cioè certezza del capitale anche prima del termine, ecco il conto deposito (CD). Tuttavia, se il CD è vincolato è tutto da dimostrare che il rischio zero sia preferibile all’indisponibilità dei propri soldi fino alla scadenza del deposito. Questioni soggettive e personali.
Veniamo ai ritorni mediamente pagati dal mercato. La durata a 15 mesi non è tra le più gettonate tra i CD vincolati che di solito coprono il 12 o il 18 mesi.
Il problema sparisce in parte sui CD liberi, per natura plasmabili a (relativo) proprio piacimento. Spesso sono offerti da banche digitali con tassi promozionali che nella migliore delle ipotesi non vanno oltre il 3%, spesso tra l’1,5% e il 2,5% annuo lordo. Concretamente, però, i tassi medio-alti sono in genere a tempo che difficilmente coprono i 15 mesi con un solo tasso. Cioè il più delle volte si legge “tasso X fino al XY/XY/XY” a cui ne segue un altro decisamente inferiore. In simili contesti è difficile fare calcoli generali sui possibili guadagni a scadenza, dato che tutto dipende da conto a conto.
Elevata liquidità e rendimento: il fondo monetario
Un’alternativa sia al conto deposito che al conto corrente è data dal fondo monetario, che qui ipotizziamo di matrice passiva, cioè l’ETF. Se il conto titoli è già attivo e si dispone di discreta dimestichezza dei mercati finanziari, il prodotto unisce flessibilità di gestione, bassi costi e rendimenti in linea di mercato.
In tal caso il guadagno dipenderà dall’andamento futuro dei tassi BCE: al loro rialzo salirà il rendimento dell’ETF e viceversa a trend invertito. Neanche stavolta possiamo calcolare i guadagni con certezza, ma stimarli sì. Immaginiamo tre scenari differenti e che il tasso medio ponderato BCE nei prossimi 1,25 anni (15 mesi) si attesti al 2,25%, al 2,45% e al 2,60% annuo. Bene, i rispettivi introiti netti sarebbero di circa 735, 800 e 850 € su un ipotetico capitale di 35mila. Tra i costi abbiamo il TER del fondo, l’imposta di bollo del 2X1.000 (87-88 € nel nostro esempio) e le trattenute sugli interessi.
Qui abbiamo applicato l’aliquota agevolata al 12,50% ipotizzando che l’ETF prescelto investa in bond sovrani white list.
Un altro punto di forza dello strumento è che all’occorrenza (del capitale prima del termine) si può liquidare in parte e lasciar fruttare il resto del fondo fino al termine. In tal caso è importante scegliere un ETF con elevata massa gestita per essere sicuri in termini di facile liquidabilità delle quote.
Il BTP del Tesoro in scadenza il 1° dicembre
Tra i titoli di Stato, invece, una prima opzione potrebbe darla il BTP del Tesoro in scadenza tra 15 di mesi, appunto. Al riguardo abbiamo già analizzato i punti di forza e di debolezza del BTP Tf 2,65% Dc27, per cui se ne rimanda la lettura nell’articolo che segue.
Il titolo di Stato privo di cedola
Andando oltre ecco il Bund Tf 0% con matricola ISIN DE0001102523 e scadenza al 15 novembre del 2027. Sotto certi aspetti è molto simile a un BOT privo di cedola il cui rendimento è dato dallo scarto di prezzi: di acquisto, oggi, e di rimborso a scadenza o data di rivendita. La quotazione attuale è 96,74 centesimi per un effettivo a scadenza del 2,74% (tassazione al 12,50). In pratica il bond promette di guadagno netto finale di un quasi 150 € in meno rispetto al BTP Tf 2,65% Dc27.
Di contro il Bund gode di elevata stabilità dei prezzi, con duration modificata all’1,22% e prezzi min-max YTD a 95,51 e 96,90. Un prodotto molto più stabile del pari durata MEF, quindi, ma con volumi di scambi sul MOT che stavolta premiano il BTP rispetto al titolo tedesco.
Quanto fruttano 35.000 euro in 15 mesi sul reddito fisso? 5 prodotti a confronto
In ultimo presentiamo il Romania Tf 5,25% denominato in $ USA e con matricola ISIN XS2485248806. Diciamo subito che è il prodotto per super esperti e navigati sui mercati finanziari, che cercano il potenziale elevato rendimento a fronte di rischi altrettanto consistenti. A seconda delle dinamiche future dell’USD sull’EUR, il ritorno può azzerarsi o diventare negativo, restare “neutro”, aumentare fino a raddoppiarsi o andare oltre.
La base-certezza è data dal coupon del 5,25% annuo lordo (periodicità cedola: semestrale) che quasi coincide con l’effettivo a scadenza. L’obbligazione scade il 25/11/’27 e prezza 100,28 Usd per uno yield del 5,07% lordo. Venerdì 7 agosto lo si acquistava anche alla pari, mentre i prezzi min-max ’26 sono stati 99,11 e 102,09.
Sull’EuroMOT è un titolo quasi illiquido, un grosso problema che sparisce solo per chi è sicuro di portarlo al termine. Grazie alla modesta durata residua, il rischio mercato è assai contenuto con duration modificata all’1,17%. I rischi più seri, quindi, si giocano tutti intorno al futuro cross €/$. Solo se il biglietto verde avrà la forza di apprezzarsi a scadenza, o alla propria data di rivendita, allora i guadagni saliranno anche per la componente valutaria. Se invece il cross resterà più o meno inchiodato sul rapporto attuale a 1,1701 il peso dell’USD sarà “neutro” sull’economia del trade. Si rivelerà una zavorra, infine, in caso di deprezzamento sull’eurovaluta, e nei casi peggiori rendere la scelta perdente in termini di ritorni finali complessivi.