Quanto costa un commercialista oggi? Tariffe e parcelle

Patrizia Del Pidio

13 Agosto 2026 - 17:00

Scopri le tariffe medie del commercialista per partite IVA, società e modelli 730. Come leggere il preventivo obbligatorio ed evitare spese impreviste.

Quanto costa un commercialista oggi? Tariffe e parcelle

Autonomi con partita IVA, società e contribuenti che devono presentare il 730 spesso affidano le incombenze del Fisco al commercialista.

Quanto costa un commercialista nel 2026? La risposta a questa domanda potrebbe essere più complicata di quel che si possa immaginare visto che le tariffe variano in base al regime fiscale scelto (forfettario o ordinario per le partite Iva) e al fatto che si tratti di una ditta individuale o una società.

Oltre al costo preventivato con il professionista, inoltre, si devono mettere in conto anche alcuni costi extra frequenti che possono far lievitare l’importo annuo corrisposto. Se da un lato, quindi, è importante trovare un professionista di fiducia per tutelare il proprio business, dall’altro è altrettanto importante preventivare le voci di spesa che si andranno a pagare nel corso dell’anno.

Per sapere più nel dettaglio a quale spesa si va incontro rivolgendosi al commercialista è quindi importante avere chiaro quali saranno le attività che questa figura professionale andrà a svolgere per noi.

C’è da aggiungere che esiste un prontuario di costi minimi e massimi per il commercialista che l’Associazione Nazionale dei Commercialisti consiglia di applicare, nel quale sono indicate le soglie di importo per ogni tipo di attività svolta. Ogni commercialista, però, è libero di impostare le sue tariffe. È quindi necessario sapere cosa influenza il prezzo per comprendere quanto costa un commercialista.

Quanto costa un commercialista? I fattori da considerare

Il costo di un commercialista al mese o all’anno non è uguale per tutti. Ogni cliente, infatti, è diverso dall’altro in base al tipo di professione svolta e alle incombenze burocratiche e fiscali richieste.

Per orientarsi sul prezzo delle prestazioni di un commercialista occorre infatti valutare diversi fattori che ne influenzano il costo.

La parcella, per esempio, varia in base alla mole di lavoro presentata, al tempo richiesto per svolgerla, ma anche alla zona in cui ci si trova (le grandi città di solito sono più care), all’esperienza del commercialista o dello studio a cui ci si rivolge, alla prestazione che si desidera e alla specializzazione su un determinato argomento.

A seconda che si tratti di una prestazione una tantum (come la dichiarazione dei redditi, che avviene annualmente) o prolungata nel tempo, il prezzo cambia.

Per i lavoratori autonomi con partita IVA o per chi possiede una società, per esempio, determinante è la quantità di fatture emesse all’anno, con l’aumento di lavoro - e quindi di prezzo - nel caso di una rilevante fatturazione.

In sintesi, nel momento in cui si valuta il costo di un commercialista i criteri di cui tenere conto sono:

  • tipologia del servizio offerto;
  • la frequenza d’intervento;
  • il regime del cliente;
  • il tipo di assistenza, se online, telefonica, di persona, ibrida;
  • la complessità del lavoro richiesto.

Quanto costa un commercialista per le partite Iva?

I lavoratori autonomi con partita Iva si dividono in due categorie, quelli con un regime forfettario e i professionisti con regime ordinario.

Poiché la legge stabilisce obblighi fiscali e burocratici differenti per le due tipologie di partita IVA, il costo del commercialista cambia. Vediamo nel dettaglio il prezzo per le prestazioni di clienti a regime forfettario e a regime ordinario.

Partita IVA regime forfettario

Chi lavora in regime fiscale forfettario paga solitamente un prezzo più basso per le prestazioni del commercialista, che sono minori rispetto a quelle richieste con un regime ordinario.

Elaborare la dichiarazione dei redditi, predisporre i pagamenti delle tasse e dei contributi previdenziali e fornire eventuale consulenza o servizi extra una tantum (come il calcolo di bonus stabiliti dalla legge) sono le principali operazioni eseguite dal commercialista per le partite IVA forfettarie.

Per la gestione di questi servizi, un autonomo con partita IVA forfettaria può pagare il commercialista tra i 500 e i 1.500 euro all’anno.

Partita IVA regime ordinario

La partita IVA ordinaria è il regime fiscale adottato da società di capitali, da imprenditori individuali, da liberi professionisti che non rientrano nei requisiti per il regime forfettario.

Il commercialista offre assistenza amministrativa, contabile e tributaria, con obblighi fiscali e burocratici maggiori rispetto a chi aderisce al regime forfettario.

I servizi comprendono la gestione e il pagamento dell’IVA, la definizione delle spese scaricabili, la compilazione dei modelli F24 per il pagamento della ritenuta d’acconto, l’elaborazione della dichiarazione dei redditi, la predisposizione dei versamenti dei contributi previdenziali.

In questo caso il prezzo da pagare per il commercialista varia tra i 1.000 e i 2.400 euro.

Quanto costa un commercialista per una società

Che sia una Società in nome collettivo (Snc), una Società in accomandita semplice (Sas), un’attività professionale gestita tramite questo regime fiscale necessita di servizi specifici da parte del commercialista.

Dagli adempimenti fiscali e contabili periodici, al versamento delle imposte fino al deposito del bilancio e a consulenze per fatturazione e altri accorgimenti sul fisco, i servizi erogati da un commercialista a una società possono costare dai 1.200 ai 3.900 euro l’anno.

Per chi ha una Società a responsabilità limitata (Srl) il commercialista può costare dai 2.000 ai 5.000 euro l’anno.

Quanto costa un commercialista per il 730?

La compilazione del 730 spetta ai lavoratori dipendenti. Se ci si rivolge a un commercialista solitamente si spende di più rispetto allo stesso servizio offerto da un Caf.

Il prezzo di un commercialista si aggira sui 100-120 euro per le dichiarazioni più semplici; il prezzo può salire anche a 150-250 euro se la pratica è più complicata (presenza di più CU, terreni, fabbricati e quadri aggiuntivi, numerosi oneri detraibili e deducibili). In alcuni casi gli studi dei commercialisti applicano onorari crescenti in base al reddito complessivo del contribuente.

Quanto costa un commercialista al mese e all’anno?

Per quantificare la spesa mensile e annuale da destinare al commercialista, è necessario avere chiari sia il tipo di regime fiscale al quale si aderisce (partita Iva o società, per esempio) sia i servizi e le attività periodiche e occasionali richieste.

Facendo una sintesi, si può affermare che il costo del commercialista al mese è valutato da circa 40 euro a qualche centinaia di euro al mese (almeno 300-400 euro).

In un anno, il prezzo da pagare per un commercialista è compreso tra 500 e 5.000 euro.

Obbligo di preventivo scritto

Per i commercialisti dall’agosto 2017 è in vigore l’obbligo di preventivo scritto, previsto dalla Legge sulla Concorrenza (legge 124 del 2017). Il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) ha risposto a questa novità rilasciando “Mandato 2.0”, un software gratuito per redigere lettere di incarico e preventivi conformi.

L’obbligo per i commercialisti prevede che il compenso venga pattuito in forma scritta al momento del conferimento dell’incarico. Nel preventivo deve essere chiaro il compenso, il grado di complessità dell’incarico, gli oneri che possono essere ipotizzati e i dati della polizza assicurativa del professionista.

L’obbligo può essere escluso solo nei casi di urgenza e in caso di prestazioni rese nell’immediatezza. Saper leggere il preventivo di un commercialista significa essere in grado di verificare quali sono i servizi inclusi nel compenso e quali rappresentano costi extra. Per legge il preventivo deve essere chiaro e dettagliato, indicando i singoli onorari, il contributo della cassa professionale, l’Iva e le spese vive.