Quanti soldi ha già perso chi ha investito $10.000 in azioni SpaceX

Flavia Provenzani

23 Giugno 2026 - 10:02

400 miliardi di market cap bruciati nella sola sessione di lunedì. Chi ha comprato azioni SpaceX ai massimi ha perso migliaia di dollari in pochi giorni.

Quanti soldi ha già perso chi ha investito $10.000 in azioni SpaceX

L’IPO più grande della storia, quella di SpaceX, il colosso dei razzi e dell’intelligenza artificiale di Elon Musk, ha regalato agli investitori della prima ora guadagni da capogiro, per poi quasi dimezzarli nel giro di una settimana. Ieri le azioni SPCX hanno chiuso a 154,60 dollari, il 31,5% in meno rispetto al massimo intraday di 225,64 dollari toccato poche sessioni prima, il 16 giugno. In una sola seduta il titolo ha lasciato sul campo il 16,4%, bruciando circa 400 miliardi di capitalizzazione - è la seconda perdita più grande mai registrata da una singola società in un giorno solo, secondo i dati Bloomberg.

Quanti soldi ha già perso chi ha investito $10.000 in azioni SpaceX

Con 10.000 dollari investiti al prezzo di collocamento di 135 dollari si sarebbero potute acquistare circa 74 azioni. Al massimo intraday del 16 giugno, quel portafoglio valeva oltre 16.700 dollari, quasi 6.700 dollari di guadagno in quattro giorni. Chi non ha venduto si ritrova oggi con circa 11.440 dollari, ancora in positivo di circa 1.440 dollari rispetto all’investimento iniziale, pari a un +14,4%, ma con più di 5.250 dollari di plusvalenze potenziali evaporate.

La chiusura del 12 giugno, primo giorno di negoziazioni su Nasdaq, è stata pari a 160,95 dollari, con il titolo che aveva già guadagnato oltre il 19% rispetto al prezzo di IPO. Chi ha comprato in quel momento, pagando 160,95 dollari per azione, si è portato a casa circa 62 titoli con 10.000 dollari e al momento quel portafoglio vale circa 9.585 dollari, per una perdita di circa 415 dollari, il 4,1%. Poca roba, in apparenza, ma va ricordato che una manciata di giorni dopo l’acquisto quegli stessi 62 titoli valevano quasi 14.000 dollari.

Più “doloroso” il calcolo per chi ha ceduto all’euforia e ha comprato il 16 giugno, quando SpaceX aveva già guadagnato il 67% dall’IPO e il titolo stava superando Amazon e Microsoft per capitalizzazione di mercato. Chi ha investito 10.000 dollari al massimo intraday di 225,64 dollari si è portato a casa circa 44 azioni, che valgono ora circa 6.850 dollari. Una perdita secca di oltre 3.150 dollari (il 31,5%) in meno di una settimana.

C’è però un rischio in tutto questo, quello di giudicare un’azienda come SpaceX guardando al rendimento di una manciata di sedute di Borsa. Per un investitore con un orizzonte di medio o lungo termine, la volatilità post-IPO è quasi sempre rumore di fondo e la storia dei mercati lo conferma. Alcune delle società che hanno generato i ritorni più straordinari negli ultimi 10 anni, da Amazon ad Apple, passando per Tesla, hanno attraversato crolli ben più profondi e prolungati prima di consegnare rendimenti che avrebbero cambiato la vita ai loro (pazienti) azionisti.

Ma chi investe oggi in SpaceX con una prospettiva a tre, cinque o dieci anni sta scommettendo sulla crescita esponenziale di Starlink, che ha già superato i 10,3 milioni di abbonati in 160 Paesi, come anche sul dominio nel mercato dei lanci commerciali con i razzi Falcon 9 e sul potenziale di Starship per il trasporto interplanetario.

Perché le azioni SpaceX sono crollate?

La Federal Reserve, guidata dal presidente Kevin Warsh, ha già segnalato di voler tenere duro sui tassi. Ben 9 dei 18 membri della banca centrale che hanno presentato le loro stime si aspettano ora un rialzo entro fine 2026. I mercati dei futures indicano già un possibile intervento a settembre e, in risposta, i rendimenti del Treasury a due anni hanno toccato il 4,23%, il livello più alto da oltre un anno. Per SpaceX, quotata a oltre 100 volte il suo fatturato del 2025, un rialzo sui tassi è veleno puro. Più i rendimenti dei titoli privi di rischio salgono, meno gli investitori sono disposti a pagare multipli astronomici per un’azienda che ancora perde miliardi.

La società sta per emettere fino a 20 miliardi di dollari in obbligazioni già questa settimana, per rimborsare un prestito ponte contratto a seguito della fusione con la società xAI, la startup di intelligenza artificiale di Musk, e X, il social network. Un’emissione di quella dimensione in un momento di rendimenti in rialzo ha un costo concreto, e il mercato lo sta scontando.

Poi c’è la scommessa sull’intelligenza artificiale ben lontana dal ROI, con la divisione AI del gruppo che ha perso 6,4 miliardi di dollari nel 2025. Ma l’intera valutazione del titolo poggia in larga parte sull’assunzione che il mercato potenziale dell’AI valga 26.500 miliardi di dollari, tesi che appare quantomai ambiziosa, soprattutto ora che Grok, il chatbot di xAI, fatica a tenere il passo di ChatGPT, Gemini e Claude.

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