Quali sono le lauree migliori in Italia per trovare lavoro?

Giacomo Astaldi

25 Giugno 2026 - 15:56

Quali sono i corsi di laurea con maggiori sbocchi lavorativi oggi? Ecco i dati aggiornati al 2026.

Quali sono le lauree migliori in Italia per trovare lavoro?

Nonostante il dibattito sull’effettiva utilità del titolo accademico, la laurea rimane un passaporto chiave per il mondo del lavoro qualificato. Il XXVIII Rapporto AlmaLaurea, presentato l’11 giugno 2026 all’Università degli Studi della Basilicata, lo conferma con i dati più aggiornati disponibili: a un anno dalla laurea lavora l’81,2% di chi ha conseguito un titolo di primo livello e l’80,8% di chi ha una magistrale, rispettivamente due e due punti e mezzo in più rispetto alla rilevazione precedente. A cinque anni dal titolo si supera il 90%: 91,7% nel primo livello, 94,4% nel secondo.

Il titolo universitario mantiene un margine misurabile sul diploma, nella fascia 25-64 anni il tasso di occupazione dei laureati è dell’84,7% contro il 74,0% dei diplomati. PMI.it

Le lauree con più sbocchi: la classifica per stipendio e occupazione

Non tutte le aree disciplinari si equivalgono. A parità di condizioni, rispetto ai laureati del gruppo politico-sociale e comunicazione, percepiscono retribuzioni significativamente superiori i laureati dei gruppi medico-sanitario e farmaceutico (+305 euro mensili netti) e ingegneria industriale e dell’informazione (+218 euro). A cinque anni dal titolo, le retribuzioni più consistenti restano associate ai gruppi informatica e ingegneria industriale, con valori intorno o superiori ai 2.000 euro.

In termini di tasso di occupazione a cinque anni, i dati AlmaLaurea 2025-2026 indicano: area medico-sanitaria e farmaceutica al 96,8%; ingegneria industriale e dell’informazione al 96%; informatica e tecnologie ICT al 94,8%; architettura e ingegneria civile al 93,7%; area economico-statistica al 91,6%.

Le migliori performance occupazionali si registrano anche per i percorsi di educazione e formazione. Al contrario, meno favoriti risultano i laureati dei gruppi disciplinari psicologico, giuridico e letterario-umanistico, così come arte e design.

Quali lauree cercheranno le aziende fino al 2028?

Secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere e Ministero del Lavoro), tra il 2024 e il 2028 in Italia serviranno tra 3,4 e 3,9 milioni di nuovi lavoratori. Circa il 35% dovrà avere una laurea, parliamo di 230.000-260.000 neolaureati richiesti ogni anno.

Secondo le stime Excelsior, è l’area economico-statistica a registrare il maggiore fabbisogno occupazionale, con circa 193.000 inserimenti previsti nel quinquennio. Seguono le lauree in ingegneria, con oltre 127.000 assunzioni stimate, e i percorsi legati all’insegnamento e alla formazione, che superano quota 117.000.

Nell’ICT servono 13-14.000 esperti ogni anno, le università ne formano circa 9.000. Oltre 4.000 posti restano scoperti, spesso con contratti a tempo indeterminato e stipendi di ingresso sopra la media. Buone opportunità emergono anche per i laureati dell’area agraria, forestale e veterinaria, sostenuti dalla crescente attenzione verso sostenibilità, sicurezza alimentare e innovazione nel settore agroalimentare.

Quanto guadagna un laureato? I dati aggiornati al 2026

Ancora secondo il Rapporto AlmaLaurea, a un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta è in media di 1.491 euro nel primo livello e 1.495 nel secondo. Al netto dell’inflazione, le retribuzioni reali risultano in lieve calo nell’ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo cinque anni però il quadro migliora: la retribuzione mensile netta è pari a 1.796 euro per i laureati di primo livello e a 1.903 euro per quelli di secondo livello.

Gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più di essere occupati delle donne e una retribuzione superiore in media di 67 euro netti mensili. Chi lavora al Nord percepisce in media 68 euro netti in più al mese rispetto a chi è occupato nel Sud. Chi sceglie di lavorare all’estero, invece, arriva a guadagnare in media il 60% in più.