Quali sono i 4 Paesi frugali e perché sono “contro” l’Italia

Chi sono i Paesi frugali che si sono schierati “contro” l’Italia e il Recovery Fund? Ecco perché non vogliono i finanziamenti a fondo perduto e chiedono un ridimensionamento degli aiuti di Bruxelles.

Quali sono i 4 Paesi frugali e perché sono “contro” l'Italia

Quali sono i Paesi frugali e perché sono contro l’Italia? Il Recovery Fund ha causato una scissione all’interno dell’Europa: da un lato c’è chi lo appoggia e lo caldeggia, e dall’altro chi invece non è convinto. Nello specifico si tratta del fronte degli Stati del Sud, dove in prima linea troviamo anche l’Italia, favorevoli al Recovery e il fronte dei Paesi frugali, ossia Austria, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, che si sono dichiarati contrari al fondo pensato per far ripartire l’economia degli Stati Membri dopo il brutto arresto causato dalla pandemia. Il Recovery Fund prevederebbe lo stanziamento di 750 miliardi di euro, di cui 500 a fondo perduto, mentre 250 sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli.

Negli scorsi giorni il Premier Conte ha iniziato un tour in Europa per dibattere della questione con i leader politici, al fine di ottenere delle trattative preliminari e non rischiare di dover accettare delle proposte a ribasso durante il prossimo Consiglio europeo del 17 e 18 luglio.

La prima tappa di Conte è stata in Spagna, seguita poi dal Portogallo; i due incontri hanno fatto nascere quello che è già stato definito l’asse Italia-Spagna-Portogallo. Per il momento il cammino del premier è stato in discesa, l’incontro più difficile è previsto per la giornata di venerdì 10 luglio, quando incontrerà Mark Rutte, il premier dell’Olanda, uno degli Stati contrari al Recovery.

Paesi frugali: chi sono e cosa vogliono

I Paesi Frugali sono 4 Paesi dell’UE che non sono completamente convinti del Recovery Fund, ma preferirebbero delle misure più morigerate e rigoriste. Sarebbero dunque il versante più parsimonioso, il loro obiettivo infatti sarebbe quello di abbassare il valore totale dei fondi stanziati da Bruxelles, oltre che a opporsi anche a una imponente raccolta di soldi sul mercato e all’introduzione di nuove forme di tassazione. Ecco quali sono i Paesi frugali e cosa vogliono:

  • Paesi Bassi, guidati dal Premier Mark Rutte, di stampo liberal conservatore appoggiato da un maggioranza di stampo liberale conservatore, democristiana e liberale di sinistra. I Paesi Bassi non sono favorevoli al Recovery Fund, ma preferirebbero che venisse attuato un sistema di soli prestiti piuttosto che di sovvenzioni. Inoltre l’Olanda ha anche espressamente richiesto che l’utilizzo delle risorse sia “condizionato all’effettiva attuazione delle riforme strutturali”.
  • Austria, governata dal giovane cancelliere Sebastian Kurz, di stampo cristiano democratico, che gode anche del supporto dei verdi, si è più volte dichiarato scettico nei confronti del Recovery Fund, ma ha mostrato anche solidarietà agli stati membri, soprattutto a quelli più colpiti dalla crisi sanitaria ed economica, ma come i Paesi Bassi preferirebbe un programma basato su prestiti e non su sovvenzioni.
  • Danimarca, con il premier Mette Frederiksen, di provenienza socialista appoggiata da altri partiti di sinistra. La Danimarca sta mantenendo il pugno di ferro sul negoziato, sostenendo che la priorità sarà quella di mantenere lo sconto sul bilancio, ritenendo di minoritaria importanza tutte le altre questioni.
  • Svezia, con a capo il socialista Stefan Lofven, che può contare sul supporto dei socialisti, oltre che dei versi, anche se è un governo di minoranza. Il Paese scandinavo non si è mai dichiarato assolutamente contrario al Recovery Fund, ma come ha ribadito anche la ministra degli Esteri, Anna Linde, sono necessarie delle garanzie sui prestiti. Lo stesso premier aveva affermato di aver “presentato una serie di requisiti per il fondo. Ad esempio, dovrà riguardare i prestiti, con rigide modalità di rimborso”.

Le condizioni dei Paesi frugali per accettare il Recovery Fund

Per accettare il Recovery Fund i 4 Stati avrebbero imposto due condizioni, la prima concerne quelli che sono definiti rebate, ossia degli sconti che alcuni Stati ottengono ogni anno, poiché hanno versano più soldi nel budget UE rispetto a quelli che hanno preso. Per il momento a godere di questo privilegio è unicamente la Danimarca, la Svezia e i Paesi Bassi, l’Austria invece ne ha goduto fino al 2016.

La seconda condizione degli Stati Frugali invece prevede che il bilancio 2021-2027 venga finanziato con solamente l’1% del reddito nazionale lordo di tutti gli Stati membri, senza aggiungere altro denaro.

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