Chi è Mark Rutte, il primo ministro dell’Olanda?

Elezioni Olanda 2017: chi è il liberale Mark Rutte, l’uomo confermato Primo Ministro olandese che ha sconfitto il pupulismo di Geert Wilders.

Elezioni Olanda 2017: Mark Rutte confermato primo ministro. Questo è il risultato delle elezioni in Olanda 2017, dove il Vvd, il partito liberale di destra del premier Mark Rutte, ha conquistato 33 seggi.

Un risultato che fa tirare un sospiro di sollievo all’Europa, dal momento che una vittoria dei populisti islamofobi e anti UE di Geert Wilders avrebbe significato l’uscita dell’Olanda dall’Unione Europea.

Scongiurata quindi una Nexit, nonostante in questi mesi il partito di Geert Wilders era stato dato avanti nei sondaggi, salvo una rimonta nell’ultimo mese da parte del Vvd di Rutte.

L’Olanda ha detto no al populismo”, così Rutte ha commentato la sua vittoria alle elezioni olandesi. Quali effetti ci saranno in Europa con la vittoria di Rutte? Per scoprirlo dobbiamo analizzare quello che è il suo programma politico.

Ecco allora chi è Mark Rutte, il primo ministro che ha conquistato il terzo mandato consecutivo fermando l’avanzata populista in Europa.

Chi è Mark Rutte, primo ministro in Olanda 2017

Mark Rutte, classe 1967, è nato il 14 febbraio a L’Aia, città sede del governo olandese pur non essendo capitale del Paese. Diplomato in Arte nel 1985 e laureatosi in Storia nel 1992 presso l’Università di Leida, si è avvicinato molto presto al mondo della politica.

Ancora studente, infatti, Mark Rutte entrò a far parte dell’Organizzazione Giovanile per la Libertà e la Democrazia, ovvero il gruppo giovanile del VVD, di cui fu presidente dal 1988 al 1991. Svolgendo contemporaneamente l’attività di manager per la Unilever, tra il 1993 e il 1997 fu membro della presidenza nazionale del VVD.

Rutte fece anche parte del comitato dei candidati del VVD per le elezioni legislative del 2002. Nello stesso anno venne nominato Segretario di Stato per gli Affari Sociali e l’Occupazione nel primo governo di Jan Peter Balkenende, occupandosi dal 2003 anche della gestione dei settori della sicurezza sul lavoro e del welfare.

Nominato Segretario di Stato per l’Istruzione Superiore e la Scienza nel 2004, Mark Rutte ha mostrato una particolare attenzione sul tema, cercando di migliorare il sistema scolastico superiore olandese rendendolo più competitivo e agevolando gli studenti nell’inserimento nel mercato internazionale dell’istruzione.

In seguito alla sconfitta del VVD alle elezioni municipali del 2006 e alle conseguenti dimissioni del leader del partito Jozias van Aartsen, il successivo 31 maggio Rutte diventa la nuova guida del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, eletto con il 51,5% dei voti dei membri del partito.

Dopo alcuni anni turbolenti a causa di scontri interni con altri membri del partito, il 14 ottobre 2010 succede a Jan Peter Balkenende come Primo Ministro, divenendo il 1° Primo Ministro liberale dopo Pieter Cort van der Linden che aveva rivestito l’incarico dal 1913 al 1918.

Attraverso un accordo di colazione con il CDA (Appello Cristiano Democratico) e un’alleanza parlamentare con il Partito della Libertà (PVD) di Geert Wilders, Rutte è riuscito a portare avanti il suo governo. Nel 2012, tuttavia, è stato costretto alle dimissioni, insieme al governo, a causa del fallimento dei negoziati sulla riduzione del deficit pubblico.

Alle successive elezioni politiche, nel 2014, Mark Rutte è riuscito comunque a riconquistare il ruolo di Primo Ministro, formando così il governo Rutte II attraverso una coalizione con il Partito del Lavoro. Grazie al risultato ottenuto alle elezioni in Olanda, quindi, Mark Rutte è pronto per il suo terzo mandato come Primo Ministro.

Elezioni Olanda 2017: la campagna elettorale di Mark Rutte

Mark Rutte, come guida del VVD, ha reso elementi fondamentali della sua campagna elettorale la battaglia all’estremismo e all’islamofobia, la soluzione al problema dell’immigrazione attraverso investimenti per istruzione e prospettive lavorative nei Paesi coinvolti, al fine di evitare che i migranti cerchino di raggiungere l’Europa. Con il suo partito, inoltre, ha più volte dato il suo sostegno all’eutanasia e al matrimonio omosessuale.

Il Primo Ministro è anche un forte oppositore dell’ipotesi della «Nexit», in quanto l’uscita dall’UE comporterebbe secondo lui delle gravi conseguenze per l’economia dell’Olanda. Da sempre sostenitore del liberalismo economico, è convinto di poter assicurare ai cittadini un elevato livello di welfare e la difesa dei valori tradizionali del Paese. In questo contesto, la formazione e la creazione di opportunità lavorative per i più giovani sono per Rutte una priorità assoluta.

Nel corso del Governo Rutte II, il Primo Ministro ha attuato varie riforme che hanno portato ad una nuova crescita dell’economia del Paese dopo un periodo di profonda recessione economica. Ciò nonostante una buona parte degli olandesi sembra non essere soddisfatta dei risultati ottenuti ed essere, anzi, preoccupata. Nei Paesi Bassi, infatti, uno degli Stati europei in cui l’euroscetticismo è più diffuso, le principali preoccupazioni riguardano appunto l’immigrazione, il sistema sanitario e le pensioni. Proprio a causa di questo diffuso «malcontento», sempre un maggior numero di persone ha iniziato a guardare con un certo interesse ai partiti di estrema destra.

Data la sempre più minacciosa ascesa populista, il leader liberale Mark Rutte sembra aver attuato un sorta di moderato avvicinamento ai «valori» del suo principale avversario, Geert Wilders. Lo scorso 23 gennaio, infatti, Rutte ha lanciato un messaggio forte attraverso le pagine delle principali testate nazionali, sostenendo che la presenza di immigrati e richiedenti asilo all’interno del Paese costituisca una minaccia ai valori tradizionali dei Paesi Bassi.

«Se i nostri valori non vi piacciono, avete un’opzione: andarvene».

L’ex partito conservatore, sembra quindi attuare una brusca «radicalizzazione», finalizzata a rubare consensi al PVV, in costante crescita nei sondaggi. Pur non arrivando alle proposte di Wilders riguardo la deportazione degli immigrati, quindi, Mark Rutte ha tentato il tutto per tutto attraverso un’inaspettata virata verso alcuni atteggiamenti populisti che potrebbero aver costituito la carta vincente per diventare Primo Ministro olandese per la terza volta.

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