La prima vittima della Brexit? Il Prosecco

Calo del 7% nell’export di Prosecco in Gran Bretagna, pesa la Brexit. Ma i dati sono ancora forti

La prima vittima della Brexit? Il Prosecco

È il Prosecco la prima vittima della Brexit.
L’apprezzata bevanda italiana fa registrare una storica inversione di tendenza, segnando per la prima volta un calo dell’export pari al 7%, dopo più di 10 anni di crescita.

Il dato arriva da un’analisi della Coldiretti, che esamina le ricadute sul Prosecco in arrivo dall’abbandono dell’UE da parte della Gran Bretagna. Riferito ai primi sei mesi del 2018, sembra confermare in pieno l’influenza del ’leave’ ma soprattutto dei riverberi di un possibile mancato accordo prima dell’uscita ufficiale, prevista per il 29 marzo.

Malgrado lo storico record negativo, tuttavia, la quantità di bottiglie contenenti le preziose bollicine esportate in UK è ancora molto elevata; tanto che - fa notare la Coldiretti - più di una bottiglia di Prosecco su quattro consumata all’estero viene stappata in Gran Bretagna, che rappresenta il maggior consumatore davanti agli Stati Uniti.

Prosecco: record negativo ma dati ancora forti in UK

La Coldiretti sottolinea come l’ottimismo dei produttori di Prosecco resti forte, alimentato anche dall’importante dato relativo alle vendite complessive sul mercato estero, che con un +5% segna un altro record storico, stavolta in positivo però; pesano sulla mossa al rialzo soprattutto le ottime performance sui mercati di Stati Uniti e Germania.

Va notato inoltre come sul calo in UK abbiano influito, oltre al fattore Brexit, anche l’andamento dei tassi di cambio e alcune notizie false molto diffuse nei mesi passati, secondo cui la bevanda prodotta nel Belpaese sarebbe in grado di deteriorare lo smalto dei denti.

Simili elementi - nota la Confederazione - sembrano aver avuto effetto sugli scambi commerciali, anche se la vendemmia si prospetta in crescita dal 10% al 20% rispetto al 2017, lasciando presagire un output di 700 milioni di bottiglie (delle quali due su tre sono di Prosecco).

Resta preoccupazione, e tanta, per via del mancato raggiungimento di un accordo su riconoscimento e tutela dei prodotti agroalimentari a denominazioni d’origine in UK, specie in vista di una possibile ’hard Brexit’:

“A preoccupare è il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane, come l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi, e che boccia ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop)”.

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