Proroga imposte sui redditi ma c’è la sovrattassa per le partite Iva

Nadia Pascale

25 Maggio 2026 - 09:34

Anche quest’anno arriva la proroga per i pagamenti delle imposte per le partite Iva, ma chi paga dal 21 luglio ha una maggiorazione importante.

Proroga imposte sui redditi ma c’è la sovrattassa per le partite Iva
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Nel Decreto Accise approvato il 22 maggio 2026 c’è la proroga del versamento delle imposte sui redditi per le partite Iva, ma c’è anche una sovrattassa, questa la vera novità del 2026: chi paga dal 21 luglio subisce la maggiorazione raddoppiata.

Il 30 giugno di ogni anno è una data cruciale per i titolari di partita Iva, scade il saldo delle imposte sui redditi per l’anno precedente, in questo caso il 2025, e deve essere versato l’acconto per l’anno in corso. L’acconto è pari alla metà del totale delle imposte versate per l’anno precedente. Nella maggior parte dei casi nella stessa data si concentrano anche altri versamenti, ad esempio i contributi previdenziali. Può essere quindi difficile far fronte ai diversi versamenti.

Il rinvio è stato chiesto dalle associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti.

Ecco quali sono i vantaggi per i titolari di partita Iva derivanti dallo slittamento dei termini di scadenza del versamento delle imposte dal 30 giugno al 20 luglio.

Proroga versamento imposte al 20 luglio: beneficiari

La proroga dei termini di pagamento generalmente ricadenti il 30 giugno non è una novità, già negli anni passati la proroga è stata concessa.
Il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel corso del convegno organizzato da Fondazione Centro Studi Commercialisti ha annunciato la proroga dei termini di versamento delle imposte per i titolari di partita Iva dal 30 giugno al 20 luglio. La proroga stessa è stata poi inserita nel Decreto Accise approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 maggio.

A determinare la necessità di provvedere a tale proroga è il rilascio tardivo, rispetto ai piani, del software per l’adesione al concordato preventivo biennale. Il ritardo nel rilascio del software rende difficile fare i calcoli per i versamenti necessari entro la scadenza ordinaria del 30 giugno.

La proroga si applica a tutti i titolari di partita Iva: soggetti ISA e titolari di partita Iva che hanno scelto il regime forfettario e che di conseguenza non sono interessati da tale ritardo.

Sovrattassa per chi paga dal 21 luglio

Quest’anno c’è un’importante novità perché evidentemente c’è bisogno di liquidità. I titolari di partita Iva possono beneficiare dello slittamento del termine di pagamento delle imposte dal 30 giugno al 20 luglio 2026. Il pagamento può avvenire in unica soluzione o a rate. Chi dedice di pagare a rate deve versare la seconda rata entro il 20 agosto.

Si intende però favorire in modo notevole chi decide di pagare in unica soluzione, infatti, per i pagamenti effettuati a partire dal 21 luglio si applica una maggiorazione. Gli anni passati la maggiorazione era dello 0,4%, quest’anno brutte notizie perché la maggiorazione è dello 0,80% è praticamente raddoppiata. Si tratta di una vera e propria sovrattassa. Il meccanismo dovrebbe indurre i titolari di partita Iva a pagare in unica soluzione e non rateizzare gli importi.

Decreto Fiscale: le novità che incidono sulla proroga del versamento delle imposte per le partite Iva

Le misure previste dal Decreto Accise si innestano su quelle previste in sede di conversione del Decreto Fiscale. In questo caso a incidere è il ritardo nel rilascio del software per l’adesione al concordato preventivo biennale.

Questo ha portato allo slittamento anche dei termini di adesione dal 30 settembre 2026 al 31 ottobre dello stesso anno e quindi in concomitanza con il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi con il modello Redditi. Termine che slitterebbe comunque al 2 novembre in quanto trattasi di festivi.

Dalle parole del Viceministro arriva anche la conferma dell’intenzione di approvare l’emendamento che consente anche ai concordatari di accedere ai benefici dell’iperammortamento.