Processo tributario ridotto a due gradi di giudizio: commercialisti e magistrati protestano

Il Premier Conte annuncia la riforma del processo tributario e la riduzione dei gradi di giudizio. La proposta però non piace ai commercialisti che rispondono con un comunicato di protesta. Ecco di dettagli.

Processo tributario ridotto a due gradi di giudizio: commercialisti e magistrati protestano

Il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato di voler riformare il processo tributario, riducendo i gradi di giudizio da tre a due. La proposta è stata manifestata nella conferenza stampa che ha chiuso il 2019, e non è passata affatto inosservata.

Sia l’Associazione magistrati tributari che l’ordine dei dottori commercialisti hanno subito manifestato il loro dissenso dato che la modifica proposta da Conte andrebbe a ridurre ingiustamente le garanzie per i contribuenti e non servirebbe ad accorciare le lungaggini processuali.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha risposto alla proposta di Conte con un comunicato stampa nel quale spiega i motivi dell’inutilità della riforma, che anzi potrebbe creare un forte squilibrio nei rapporti tra Fisco e contribuenti, a svantaggio di questi ultimi.

Per garantire il giusto processo in ambito tributario, secondo i sostenitori del comunicato, serve innanzitutto ridefinire ruolo e compiti del giudice tributario, assicurarne la continuità professionale e definire un piano di aggiornamento sulle tematiche tributarie. Vedremo se il Governo deciderà di accogliere queste osservazioni o di procedere ugualmente. Intanto vediamo nel dettaglio quali sono i punti contestati e cosa propongono i commercialisti per migliorare il processo tributario.

Riforma processo tributario: i commercialisti insorgono

Non piace affatto ai commercialisti il progetto di riforma del processo tributario annunciato dal Premier Conte come obiettivo per il 2020. Nucleo centrale della riforma riguarderebbe la riduzione dei gradi di giudizio, che diventerebbero solamente due. Questo secondo il Presidente del Consiglio servirà a ridurre i tempi del processo e quindi ad assicurare l’adempimento degli obblighi tributari.

Tra i contrari non ci sono solo i commercialisti ma anche i membri dell’Associazione magistrati tributari, la cui presidente Daniela Gobbi ha dichiarato che la riforma di Conte ridurrebbe enormemente le garanzie processuali dei comuni cittadini.

I dottori commercialisti hanno risposto alle dichiarazioni di Conte con un lungo comunicato (in allegato) in cui elencano i problemi della riforma e spiegano quali modifiche, secondo loro, sono necessarie a garantire il corretto svolgimento del processo tributario.

Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili, comunicato stampa 02/01/2020
Clicca qui per aprire il comunicato sulla riforma del processo tributario

Dunque, nel comunicato si sottolinea che l’eliminazione di un grado di giudizio avrebbe l’effetto dannoso di ledere il diritto di difesa dei contribuenti nei confronti dell’amministrazione finanziaria, provocando un ingiusto sbilanciamento delle rispettive posizioni processuali.

Invece si dovrebbe intervenire sulla ridefinizione dei requisiti professionali dei giudici tributari e sulla specializzazione e aggiornamento in materia di Fisco.

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