Primo maggio: Conte chiede scusa e promette ascolto della rabbia dei lavoratori

Giuseppe Conte ha diffuso un messaggio nella giornata dedicata al lavoro, il primo maggio. Il Presidente del Consiglio non ha nascosto le difficoltà del momento, lanciando nuove sfide e chiedendo scusa.

Primo maggio particolare questo del 2020. La festa dei lavoratori arriva in uno dei momenti più difficili per il nostro Paese.

Giuseppe Conte ne è consapevole, chiamato in primis a dare risposte concrete ai tanti occupati e disoccupati italiani in grave crisi a causa della pandemia.

Dopo l’intensa giornata di ieri, che ha visto il Presidente del Consiglio affrontare un Parlamento avverso e critico verso la sua strategia economica, oggi, primo maggio, Conte ha voluto diffondere un messaggio di speranza e di impegno ai lavoratori.

Chiede scusa e promette ascolto dei lavoratori pieni di rabbia nel pieno della crisi da coronavirus Giuseppe Conte, in un logo post scritto su facebook.

Primo maggio: Conte si scusa con i lavoratori

La festa del lavoro è davvero amara in questo primo maggio 2020. Lo stesso Presidente del Consiglio ha lasciato sui social un messaggio di speranza, ma anche di consapevolezza della durezza del momento.

Così Conte ha esordito su facebook:

“Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio. Molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali.”

La minaccia sanitaria ed economica che sta colpendo l’Italia da ormai tre mesi è senza precedenti, ha evidenziato il primo ministro. Le ricadute sono ora più disastrose che mai proprio sul mondo del lavoro. Per questo Conte ha affermato che: “Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni”.

Eppure, le difficoltà non sembrano essere state risolte del tutto, soprattutto nell’erogazione di aiuti economici fondamentali per alcune categorie di lavoratori.

Il Presidente del Consiglio non vuole ignorare il problema: “ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto”.

Una promessa che è stata affiancata a quella di un nuovo provvedimento in esame, per offrire misure specifiche in sostegno di una ripartenza economica più veloce ed efficace.

Conte: “rabbia dei lavoratori non cadrà nel vuoto”

Nel suo lungo messaggio su facebook, Conte ha riportato le storie di alcuni lavoratori in profonda difficoltà durante la crisi da coronavirus.

Sono ristoratori, addetti nei centri estetici, barbieri e parrucchieri, tra i più colpiti dal lockdown e che dovranno ancora attendere per far ripartire le loro attività.

Il Presidente del Consiglio si è detto attento alle loro parole e, soprattutto, ai suggerimenti offerti per riaprire in sicurezza.

Il primo ministro ha ricordato che: “Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento.”

Una promessa simbolica quella di Conte, proprio nel giorno del primo maggio, quando il “festeggiato” lavoro appare sempre più incerto e fonte di povertà.

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