Prezzo petrolio ai massimi di un anno: i motivi del ritorno ai livelli pre-Covid

Pierandrea Ferrari

8 Febbraio 2021 - 15:12

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Il prezzo del petrolio Brent ha toccato i livelli più alti dell’ultimo anno: 60 dollari al barile. Avanza anche il Wt.

Prezzo petrolio ai massimi di un anno: i motivi del ritorno ai livelli pre-Covid

Il prezzo del petrolio Brent ha superato i livelli di un anno fa, quando la pandemia non aveva ancora iniziato a sortire i suoi effetti sul mercato petrolifero: oggi – lunedì 8 febbraio – il benchmark internazionale ha toccato quota 60,05 dollari al barile.

Avanza anche il Wti, greggio texano, ora a quota 57,55 dollari al barile, anch’esso ai massimi degli ultimi dodici mesi.

Prezzo del petrolio ai livelli pre-pandemia

Il prezzo del petrolio è ormai ai livelli pre-pandemia” ha sottolineato Norbert Rucker, analista di Julius Bear, banca svizzera. Cosa sta succedendo? A dettare l’ultimo allungo del Brent, ma anche del Wti, il taglio extra alla produzione di petrolio promesso dall’Arabia Saudita tra febbraio e marzo.

Incoraggianti, inoltre, le premesse del round di stimoli fiscali presentato alla stampa dal nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, nel mese di gennaio. Si tratta, nello specifico, di 1.900 miliardi di dollari che si riverseranno nell’economia americana, favorendo un graduale ritorno alle abitudini di consumo pre-pandemia.

Il pacchetto, oltretutto, andrà a combinarsi agli stimoli fiscali già approvati dal Congresso prima delle ultime feste natalizie: allora furono 900 i miliardi di dollari che il consenso bipartisan permise di iniettare nel sistema USA.

Anche i rapporti USA-Iran dietro la corsa del prezzo del petrolio

Un’altra chiave di lettura per comprendere appieno gli ultimi movimenti in ambito petrolifero è data dagli scenari geopolitici. O, più precisamente, dai rapporti che Joe Biden sta tessendo con l’Iran, l’influente Stato mediorientale fonte di notevoli grattacapi per la diplomazia statunitense.

La decisione maturata dal Governo di Tehran di continuare ad arricchire l’uranio nel suo sito sotterraneo di Fordo, infatti, ha indotto il nuovo inquilino della Casa Bianca a riconfermare le sanzioni nei confronti dell’Iran, suscitando la reazione ostile dell’Ayatollah Ali Khamenei.

Fintanto che la morsa degli Stati Uniti sulle riserve dell’Iran si manterrà stretta, il petrolio potrà continuare la sua corsa verso nuove vette. Del resto, Tehran è un key player in campo petrolifero, e l’escalation delle tensioni con Washington preclude al greggio iraniano di tornare sul mercato internazionale, favorendo così la risalita dei prezzi. E gli investitori, per ora, gongolano.

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