Prezzo del petrolio debole, OPEC+ senza accordo: che succede?

Violetta Silvestri

1 Dicembre 2020 - 15:47

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Il prezzo del petrolio attende le decisioni OPEC, in ritardo a causa di divergenze tra i produttori. Le quotazioni sono deboli, cosa aspettarsi?

Prezzo del petrolio debole, OPEC+ senza accordo: che succede?

OPEC+ diviso e prezzo del petrolio in bilico.

Queste le novità in arrivo dall’atteso vertice del cartello che ha il compito di decidere se continuare o no con i tagli alla produzione dinanzi a un mercato petrolifero in crisi.

Tensioni insolite tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - sostenitori di lunga data dell’OPEC e stretti alleati - hanno impedito quello che era valutato come un accordo di routine per ritardare un aumento dell’estrazione di greggio previsto per gennaio.

Cosa aspettarsi sul prezzo del petrolio in attesa di una decisione condivisa?

OPEC+ non decide e si spacca: petrolio in bilico?

Martedì i prezzi del petrolio sono sostanzialmente stabili, con tendenza al ribasso considerando la frustrazione di una mancata intesa sul prolungamento dei tagli alla produzione.

Il greggio Brent è sceso di 1 cent a $ 47,87 al barile e il West Texas Intermediate è diminuito di 9 cent a $ 45,25 intorno alle ore 12.00 di oggi, 1 dicembre.

Al momento in cui si scrive le quotazioni sono in leggero calo, con i future Brent che perdono lo 0,42% e quelli WTI lo 0,71%.

Entrambi i contratti sono aumentati di circa il 27% a novembre, spinti dalla speranza che i vaccini diano la giusta spinta all’economia globale e alla domanda di carburante e aiutati dalle aspettative che i produttori di petrolio avrebbero tenuto a freno la produzione in mezzo a una nuova ondata di contagi.

Il sentiment, invece, è di attesa e, in parte, preoccupazione visto il nulla di fatto di un vertice che appariva scontato e che si protrarrà almeno fino a giovedì.

A quanto si apprende dai delegati, gli Emirati Arabi Uniti non si sono apertamente opposti alla proposta di estendere i tagli alla produzione dell’OPEC + per tre mesi, invece di aumentarla a gennaio. Piuttosto, starebbero bloccando un accordo cercando di allegare condizioni che sono quasi impossibili da soddisfare.

In particolare, sembra che il ministro dell’Energia Suhail Al-Mazrouei pretenda che i Paesi che non hanno rispettato esattamente al 100% la riduzione dell’offerta promessa, debbano impegnarsi in specifici tagli di compensazione nei prossimi mesi.

Di fondo, c’è una frustrazione arretrata negli Emirati Arabi Uniti. Già in estate, infatti, lo Stato, sempre più impaziente di utilizzare la sua nuova capacità produttiva, aveva messo da parte la sua solita obbedienza alla disciplina dei cartelli e iniziato a pompare più greggio di quanto consentisse la sua quota.

Tornato sui suoi passi dinanzi all’ira dell’Arabia Saudita, ha comunque mantenuto un atteggiamento di irritazione per il prolungamento dei tagli.

L’OPEC+ si dice fiducioso sul raggiungimento di un accordo, anche se con qualche giorno in più. Il prezzo del petrolio non aspetta altro che un’intesa su una produzione ancora controllata.

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