Petrolio, l’OPEC+ affonda i prezzi ai minimi da 2021. Cosa succede ora?

Laura Naka Antonelli

06/05/2025

Le nuove previsioni sul trend dei prezzi del petrolio WTI e Brent dopo la mossa dell’OPEC+, che ha spiazzato i mercati (e gli economisti).

Petrolio, l’OPEC+ affonda i prezzi ai minimi da 2021. Cosa succede ora?

Prezzi del petrolio WTI e Brent in rimonta nella giornata di oggi, dopo il dietrofront della vigilia, che ha fatto scendere i futures sul Brent crude a $60,23 al barile (-1,7%), e le quotazioni del contratto WTI a $57,13 al barile (-2%). In entrambi i casi, i prezzi sono capitolati al valore più basso dal febbraio del 2021, ovvero in più di quattro anni.

A scatenare il dietrofront è stato l’annuncio dell’OPEC+, associazione che comprende i paesi OPEC come l’Arabia Saudita e non OPEC come la Russia, relativo alla decisione di incrementare l’offerta di petrolio crude per il secondo mese consecutivo, portando la produzione di giugno a salire di altri 411.000 barili al giorno, dopo l’aumento a sorpresa per il mese di maggio, comunicato il mese scorso, pari alla stessa quantità di barili.

L’incremento dell’output pianificato per il mese di giugno annunciato dall’OPEC+, deciso in particolare da otto paesi produttori, inclusa l’Arabia Saudita, ha spiazzato ancora di più i mercati, in quanto è risultato decisamente più alto rispetto a quanto preventivato. Basti pensare che il rialzo (di 411.000 barili al giorno) è pari a quasi tre volte l’aumento dell’offerta di 140.000 barili al giorno che era stato pronosticato inizialmente dalla divisione di ricerca di Goldman Sachs. La domanda è dunque d’obbligo: cosa accadrà in questo contesto ai prezzi del petrolio, se si considera anche l’effetto recessivo che sulla richiesta mondiale di barili produrranno i dazi dell’amministrazione USA di Donald Trump, nel momento in cui diventeranno operativi?

Verdetto OPEC+, le previsioni di Goldman Sachs e Morgan Stanley sui prezzi del petrolio WTI e Brent

Il verdetto annunciato dall’OPEC+ significa che, in totale, gli aumenti della produzione concordati per i mesi di aprile, maggio e giugno si tradurranno in una offerta ulteriore di crude pari a +960.000 barili al giorno: cifra che, stando ai calcoli di Reuters, significa che l’OPEC+ avrà ritirato a giugno il 44% di quei tagli complessivi, pari a 2,2 milioni di barili al giorno, che aveva avviato, a partire dal 2022.

Come reagiranno in questo cambio evidente di regime i prezzi del petrolio, già affossati dalle perdite di aprile, che si sono confermate le peggiori su base mensile dal 2021?

Daan Struyven, responsabile della divisione di ricerca sul petrolio di Goldman Sachs, ha risposto a questi interrogativi, scrivendo in una nota di continuare a ritenere che “l’elevata capacità di riserva e l’alto rischio di recessione implichino rischi al ribasso per i prezzi, nonostante i fondamentalisegnalino una condizione di “relativa scarsità della materia prima.

La divisione di ricerca di Goldman Sachs ha così tagliato le previsioni sui prezzi del petrolio USA, dunque del WTI, a $56 al barile per il 2025, rispetto ai $59 attesi in precedenza.

Le previsioni per i prezzi del Brent crude nel 2025 sono invece di un valore medio di $60 al barile, rispetto ai $63 attesi in precedenza.

Per il 2026, Goldman Sachs stima un valore medio del Brent in ulteriore discesa, a $56 al barile, rispetto ai precedenti $58 al barile precedentemente attesi, e un contratto WTI in flessione fino a $52, rispetto ai $55 al barile messi in conto nell’outlook che era stato appena diffuso alla metà di aprile.

Downgrade anche da parte degli analisti di Morgan Stanley, che hanno rivisto al ribasso le previsioni per i prezzi del Brent a $62,50 al barile per il terzo e quarto trimestre di quest’anno, valore inferiore di $5 dollari al barile rispetto alle stime precedenti.

Petrolio, i nuovi outlook di Barclays e ING con mix OPEC & dazi Trump

L’emorragia dei prezzi del petrolio sembra essere destinata dunque a continuare, a dispetto del recupero di oggi.

Basti pensare che la scorsa settimana i prezzi del Brent sono scivolati dell’8,3%, mentre il contratto WTI ha ceduto il 7,5%, dopo le dichiarazioni arrivate dall’Arabia Saudita, che si è detta fiduciosa verso la propria capacità di fronteggiare un periodo lungo di prezzi del petrolio più bassi.

Quelle frasi, ha spiegato l’analista di Saxo Bank Ole Hansen, hanno più che compensato la ventata di ottimismo che era stata scatenata dalla circolazione di alcuni rumor, relativi alla possibilità di un avvio delle trattative sui dazi tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Cina di Xi Jinping.

Considerando tutti i vari elementi bearish, oltre a Goldman Sachs e a Morgan Stanley, anche gli analisti di Barclays hanno rivisto così al ribasso le loro stime sui prezzi del petrolio, annunciando un downgrade sulle previsioni del Brent di $4 al barile, a $66 al barile per il 2025 e sforbiciando contestualmente l’outlook stilato per il 2026 di $2, a $60 al barile, citando come motivazione la scelta dell’OPEC+, ma non solo.

In una nota ad hoc gli esperti di Barclays hanno menzionato di fatto sia “gli sviluppi legati ai dazi” di Trump, che continuano “certamente a rappresentare un freno” per i prezzi, che “la svolta dell’OPEC+, che si sta confermando anch’essa un fattore significativo nel far scendere i prezzi del petrolio”.

Downgrade sui prezzi del petrolio anche da parte degli analisti di ING, che hanno annunciato di avere tagliato le previsioni sul Brent dai $70 al barile precedentemente attesi, a quota $65, per quest’anno.

A dispetto della rimonta di oggi, il quadro futuro per i prezzi del petrolio rimane dunque piuttosto fosco: vale la pena intanto di ricordare, per avere un quadro più chiaro della situazione che, fino alla seduta di ieri, le quotazioni del petrolio hanno segnato un tonfo superiore al 10% in sei sedute consecutive, affondando in tutto di oltre il 20% dal mese di aprile, quando il presidente americano Donald Trump ha fatto l’annuncio shock sui dazi, portando così diversi economisti ad aumentare le speculazioni sull’arrivo di una recessione e dunque su un rallentamento della domanda di petrolio. A discapito dei prezzi.