Prezzi oro, il nuovo target price da urlo di Goldman Sachs

Laura Naka Antonelli

14/04/2025

Il nuovo target price di Goldman Sachs sui prezzi dell’oro è da urlo. Nuovi record in vista per il bene rifugio per eccellenza?

Prezzi oro, il nuovo target price da urlo di Goldman Sachs

Non solo, a dispetto del trend debole di oggi dei prezzi, la corsa all’oro è destinata a continuare, ma nuovi record per il futuro, ancora più ambiziosi di quelli previsti in precedenza, sono attesi dalla comunità degli analisti.

In evidenza il nuovo target price sui prezzi dell’oro annunciato dalla divisione di ricerca del colosso di Wall Street Goldman Sachs, che ha citato per la precisione due elementi a supporto delle quotazioni dell’oro. Elementi che hanno in comune, praticamente, la paura per le prossime decisioni di politica commerciale (leggi dazi) che il presidente americano Donald Trump annuncerà nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

In questi ultimi giorni, Trump ha detto tutto e il contrario di tutto, motivo per cui quella decisione di mettere in pausa i dazi non basta a calmare i nervi dei mercati, così come non basterà nel breve e medio termine la grande notizia annunciata nel fine settimana, ovvero quella relativa alla sospensione per ora anche delle tariffe sui computer e sugli smartphone. La pausa sarà d’altronde breve, come è emerso dalle stesse dichiarazioni rilasciate dal presidente americano, che ha sottolineato che l’annuncio dei dazi sui semiconduttori importati dagli Stati Uniti arriverà a giorni. La sensazione è che l’oro continuerà dunque a correre, e anche molto, come hanno previsto gli analisti di Goldman Sachs.

Prezzi oro verso nuovi record, maxi upgrade firmato Goldman Sachs. Il ruolo degli ETF

Le quotazioni dell’oro continueranno a puntare verso l’alto, secondo Goldman Sachs, a ritmi anche più elevati rispetto a quelli stimati in precedenza.

Il nuovo target price per la fine del 2025 previsto per i prezzi del metallo è stato rivisto al rialzo dai precedenti $3.300 l’oncia a quota $3.700, in media: per la precisione, a un range compreso tra i $3.650 e i $3.950 l’oncia, dunque a un livello di poco inferiore alla soglia psicologica di 4.000 dollari l’oncia.

Tra i motivi citati, la domanda di oro, più forte delle attese, che continuerà ad arrivare dalle banche centrali e i flussi in entrata negli ETF sull’oro che, secondo Goldman Sachs, si confermeranno più alti di quanto preventivato, a causa del rischio maggiore che il mondo finisca per cadere nelle reti della recessione, sulla scia delle conseguenze dei dazi di Trump.

Se ci dovesse essere una recessione, i flussi in entrata negli ETF potrebbero essere interessati da una ulteriore accelerazione, facendo salire i prezzi dell’oro a $3.880 l’oncia troy entro la fine dell’anno ”, si legge nella nota firmata da Goldman Sachs.

Gli analisti del gigante finanziario USA hanno anche rivisto al rialzo la domanda di oro da parte delle banche centrali da 70 tonnellate al mese a 80 tonnellate al mese.

Oggi il contratto spot sull’oro scambiato sul Comex di New York viaggia in lieve ribasso attorno a $3.232,45 l’oncia, dopo aver toccato un valore massimo assoluto di $3.245,42 nelle ultime ore.

Debole anche il trend dei futures sull’oro, che oscillano nei pressi di $3.248 l’oncia.

Intanto, una curiosità: a proposito di correlazione tra i dazi di Trump e il mercato delle commodities, occhio a quella materia prima che soffrirà di più a causa delle tariffe imposte dall’amministrazione degli Stati Uniti.

Febbre oro, prezzi +23% su base annua. A sostenere il rally anche la crisi del dollaro USA

Nelle ultime settimane i prezzi dell’oro hanno continuato a correre, balzando di oltre il 23% su base annua e salendo fino al massimo assoluto testato qualche ora fa, quando le quotazioni hanno superato la soglia psicologica di $3.200 per la prima volta nella storia.

I buy sono stati sostenuti dal DNA stesso dell’oro, considerato bene rifugio per eccellenza e dunque strumento da utilizzare alla stregua di hedge nei momenti di incertezza, se non di panico, come quelli che hanno travolto gli asset di rischio a seguito degli annunci ripetuti dell’amministrazione USA attinenti ai dazi.

A far volare i prezzi anche e soprattutto il tonfo continuo del dollaro USA, valuta in cui è espresso il valore delle commodities più importanti del mondo.

In generale, l’incognita su quello che sarà il vero danno che sarà inferto dai dazi di Trump all’economia del mondo e il conseguente spettro di una recessione che è apparso più volte sui mercati, hanno portato gli investitori impauriti a posizionarsi sull’oro.

Goldman Sachs non è sicuramente l’unica a continuare a essere bullish sul metallo. Lo è anche il responsabile della divisione di analisi di KCM Trade Tim Waterer, che ha fatto notare che “i continui drammi sul commercio e sui dazi hanno creato una volatilità più elevata e livelli di incertezza sui mercati finanziari, tali che, in questo contesto, il prezzo dell’oro potrebbe mettere nel mirino quota $3300 nel breve termine, nel caso in cui la debolezza del dollaro dovesse persistere”.