Preoccupa (ancora) l’inflazione: cosa aspettarsi nel 2023?

Tommaso Scarpellini

25 Gennaio 2023 - 16:17

Nonostante le borse si mantengano complessivamente positive, alcuni esperti si mostrano preoccupati riguardo il futuro andamento economico globale, specialmente a causa dell’inflazione.

Preoccupa (ancora) l’inflazione: cosa aspettarsi nel 2023?

Sebbene il trend complessivo del tasso d’inflazione nelle economie occidentali risulti orientativamente da mesi decrescente , non tutti gli esperti si mostrano sicuri che nel 2023 le banche centrali riusciranno a raggiungere i propri obiettivi di politica monetaria.

Inflazione: quali previsioni per il 2023?

Alcuni dei più grandi gestori patrimoniali come BlackRock, Fidelity Investments e Carmignac sostengono che i mercati stiano sottovalutando sia l’inflazione che il picco massimo dei tassi statunitensi. Gli analisti dell’Investment Institute di BlackRock si aspettano infatti un’inflazione mantenuta su livelli tendenzialmente superiori agli obiettivi delle banche centrali per almeno tutto il 2023.

Nell’edizione speciale per Davos preparata dall’Investment Institute, si nota una marcata preoccupazione riguardo l’inizio di una recessione globale. BlackRock si aspetta una contrazione economica di circa l’1%, sia in USA che in Europa. A far paura agli analisti è il fatto che la preoccupazione principale delle banche centrali sia esclusivamente l’inflazione e che continuerà ad essere tale anche qualora iniziasse una recessione.

Anche Peter Schiff, in un’intervista esclusiva di Euro Pacific Capital, afferma che l’inflazione non si stia realmente attenuando. Secondo la sua opinione, entro la fine dell’anno l’inflazione sarà di nuovo al rialzo, addirittura potrebbe superare il massimo dal 2022. L’economista sostiene che non ci sarà un soft landing ma piuttosto un’altra crisi finanziaria.

L’inflazione potrebbe quindi perdurare più del previsto: le banche centrali potrebbero avere difficoltà a ridurre la componente dell’inflazione duratura, mentre i mercati rischiano di commettere un errore a entusiasmarsi eccessivamente di fronte all’apparente linearità con cui l’indice dei prezzi al consumo sta calando.

C’è chi punta su un’inflazione negativa nel 2023

Le analisi di consensus previsionali indicano che le aspettative nei confronti dell’inflazione per il resto dell’anno sono prevalentemente concordi con il raggiungimento dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve. Inoltre, a giudicare dall’andamento dei mercati monetari, sembra proprio che gli operatori di borsa stiano scommettono sulla riduzione dei tassi da parte della banca centrale già per il 2023.

Arrivano infine notizie incoraggianti anche da alcuni rinomati investitori e fondi d’investimento. Cathie Wood, CEO di Ark Invest e nota investitrice statunitense, si mostra più preoccupata delle conseguenze derivanti l’eccessiva riduzione del tasso d’inflazione. La sua prospettiva è quella di una contrazione sino al raggiungimento dell’obiettivo della Fed del 2% ma si mostra preoccupata riguardo la possibilità che l’inflazione possa scendere anche al di sotto di questo livello, persino in territorio negativo. Alle banche centrali non sembra interessare neanche questo scenario e dalle recenti dichiarazioni pare che l’unico imperativo obiettivo sia la diminuzione del tasso d’inflazione.