Premi di produttività: istruzioni detassazione, limiti e beneficiari

Claudia Cervi

25/11/2022

25/11/2022 - 08:57

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La Manovra 2023 taglia le tasse sui premi di produttività e interviene sui limiti per il diritto alla detassazione, a vantaggio di lavoratori e aziende. Ecco come funziona l’agevolazione potenziata.

Premi di produttività: istruzioni detassazione, limiti e beneficiari

Premi di produttività più convenienti per lavoratori e imprese e nuove regole su detassazione e decontribuzione degli importi erogati come incentivi al raggiungimento di un determinato risultato di produzione a partire dal 2023.

Queste le novità contenute nella legge di Bilancio 2023 che taglia l’aliquota per i premi di produttività fino a 3.000 euro dal 10% al 5% e rilancia le agevolazioni sui premi di produttività per compensare l’inflazione record.

Le istruzioni attualmente seguite per la detassazione dei premi di produttività sono contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n.5/E del 29 marzo 2018, che definisce chi sono i beneficiari e fissa i limiti di applicazione dell’aliquota sostitutiva.

Di seguito ci soffermeremo sulle regole per la detassazione Irpef dei premi di risultato in sostituzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e per la decontribuzione delle somme erogate come incentivo alla produzione da parte dei datori di lavoro.

Cosa sono i premi di produttività

Prima di passare in rassegna le novità che entreranno in vigore nel 2023 vediamo di seguito cosa sono i premi di produzione o produttività.

I premi di produttività vengono corrisposti ai lavoratori a seguito dell’incremento o miglioramento della produttività, ovvero aumento di qualità, di organizzazione e innovazione.

Al raggiungimento di particolari obiettivi al lavoratore è erogata una somma in busta paga sulla quale è dovuta un’imposta sostitutiva dell’Irpef e, nel rispetto di determinate condizioni, è agevolata anche dal punto di vista contributivo.

In alternativa, possono essere concesse particolari forme di agevolazioni e benefit aziendali (fringe benefit) che sono completamente detassate entro i 600 euro (limite aumentato a 3.000 euro per il solo 2022 dal decreto Aiuti quater).

Le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2023 riguardano solo i premi di produttività (e non i fringe benefit): a beneficiare della detassazione con imposta sostitutiva al 5% per tutto il 2023 dal 10% i lavoratori dipendenti che, nell’anno precedente, siano titolari di reddito non superiore ad 80.000 euro.

Il bonus di produttività può essere erogato in diverse forme:

  • come maggiorazione variabile sullo stipendio legata a parametri misurabili oggettivamente (come aumento delle vendite ecc..);
  • oppure come somma erogata a titolo di partecipazione agli utili di impresa;
  • l’importo del premio può essere riconvertito in voucher per servizi di welfare aziendale (fringe benefit).

Regole e importo premi di produttività agevolati

La Legge di Bilancio 2023 introduce importanti novità, a partire dall’aliquota sostitutiva da applicare sui premi di produttività come sopra chiarito.

A partire dalle somme erogate nel 2023 la tassazione sostitutiva del premio di produttività scende dal 10% al 5% per importi fino a 3.000 euro. Oltre questa soglia si continuerà ad applicare l’aliquota del 10%.

Nei casi di premio di produttività erogato in favore di lavoratori coinvolti pariteticamente dal datore di lavoro, l’importo del premio assoggettabile a tassazione sostitutiva è di 4.000 euro, ma solo per contratti collettivi aziendali o territoriali stipulati fino al 24 aprile 2017, come stabilito dalla circolare n.5/E dell’Agenzia delle Entrate.

Per i contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017, il limite resta di 3.000 euro, ma il Dl n. 50/2017 ha previsto una riduzione di venti punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime relativo all’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti su una quota di premio agevolabile non superiore ad euro 800.

Proprio sulla detassazione e sulla decontribuzione dei premi di produttività sono stati pubblicati successivamente due importanti chiarimenti dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate. Vediamoli di seguito.

Detassazione premi di produttività solo se c’è incremento risultato

Per beneficiare della tassazione con imposta sostitutiva Irpef del 5% sulle somme erogate come premio di produzione, è necessario che sia stato raggiunto un incremento di produttività o redditività.

I criteri per la verifica nonché l’obiettivo incrementale da raggiungere devono essere stabiliti dal contratto collettivo e territoriale depositato dall’azienda ai fini della fruizione della detassazione dei premi di produttività presso l’ITL o DTL entro il termine dei 30 giorni dalla data di sottoscrizione.

A sottolineare il legame tra detassazione del premio e incremento del risultato è l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.36/E del 26 giugno 2020.

Se al termine del periodo congruo non sia raggiunto alcun incremento, sarà necessario per il datore di lavoro recuperare le imposte non versate in relazione alle somme erogate a titolo di premio di risultato applicando l’aliquota sostitutiva Irpef del 5 per cento.

Decontribuzione premi di produttività: le istruzioni Inps

In merito alla decontribuzione dei premi di produttività si deve fare riferimento alla circolare Inps n. 104 del 18 ottobre 2018, nella quale sono fornite le regole per datori di lavoro e dipendenti.

Lo sgravio contributivo si applica su una quota di premio non superiore ad 800 euro, in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione di lavoro. L’agevolazione consiste in una riduzione percentuale per l’azienda e nell’esonero totale per il dipendente, secondo le seguenti regole:

  • riduzione, pari a venti punti percentuali, dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore di lavoro;
  • esclusione di ogni contribuzione a carico del dipendente;
  • corrispondente riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo del trattamento pensionistico.

Anche ai fini della decontribuzione delle somme erogate come premio di produzione il lavoratore dipendente non dovrà superare il reddito annuo di 80.000 euro.

Premi di risultato e misure di welfare aziendale: la normativa

Abbiamo visto che a introdurre il sistema di tassazione agevolato per i lavoratori più produttivi, con un’aliquota sostitutiva dell’Irpef, è stata la legge di Stabilità 2016 (legge n.208/2015).

Successivamente, l’art. 55 del Dl n. 50/2017 ha introdotto la possibilità, a determinate condizioni, di applicare una decontribuzione sui premi di produttività.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato poi il 29 marzo 2018 la circolare n. 5/E, con tutte le regole per l’applicazione della tassazione sostitutiva sui premi di risultato e sulle misure di welfare aziendale.

Tra i vari punti affrontati nella circolare, l’Agenzia delle Entrate ricorda che il lavoratore, qualora previsto dal contratto aziendale o territoriale, può scegliere di convertire l’importo del premio aziendale anche con i benefit indicati dal TUIR (art. 51, comma 4), in particolare nella forma di utilizzo dell’auto aziendale, di prestiti concessi da parte del datore di lavoro e della fruizione dell’alloggio.

Si mette di seguito a disposizione la circolare dell’Agenzia delle Entrate con tutti i dettagli:

Agenzia delle Entrate - circolare n. 5/E/2018
Scarica tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sul regime di agevolazioni fiscali per premi di risultato e misure di welfare aziendale

Da ultimo, la legge di Bilancio 2023 ha abbassato l’aliquota sostitutiva sui premi di risultato dal 10% al 5%, mentre il decreto Aiuti Quater è intervenuto in materia di welfare aziendale, permettendo all’azienda di erogare rimborsi sotto forma di fringe benefit fino a 3.000 euro per le spese sostenute dal lavoratore per il pagamento di utenze domestiche di luce, acqua e gas (solo per il 2022).

Cosa sono i benefit di welfare aziendale

I lavoratori hanno la possibilità di convertire i premi di produttività in benefit di welfare aziendale, come previsto dal comma 4 dell’art. 51 del Tuir, ovvero in beni o servizi.

I piani di welfare aziendale sono stati rafforzati dal decreto Aiuti Quater per mitigare gli effetti negativi dell’inflazione sulle retribuzioni dei lavoratori. Vediamo di seguito come cambiano le regole (per il 2022):

  • retribuzioni premiali erogate a richiesta del lavoratore e purché previsto dalla contrattazione di secondo livello, sotto forma di benefit, intendendosi tali le prestazioni, opere, servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi finalità che è possibile definire, sinteticamente, di rilevanza sociale. I benefit non sono assoggettati ad alcuna imposizione entro i limiti dell’importo del premio agevolabile (fissato a 3.000 euro per il 2022);
  • retribuzioni convertite, a scelta del lavoratore, nella forma di auto aziendali, prestiti, alloggi o fabbricati concessi in uso o comodato o servizi di trasporto ferroviario di persone. Il valore di tali benefit, determinato ai sensi dell’art. 51, comma 4 del Tuir, è assoggettato a imposizione ordinaria, non è possibile assoggettarli a tassazione sostitutiva.

Inoltre, beni e servizi erogati nella forma di premi di produttività potranno essere estesi anche al nucleo familiare.

Regole e adempimenti per le imprese

Precondizione necessaria per usufruire della detassazione dei premi di produttività è che siano stati stipulati dei contratti aziendali o territoriali, sottoscritti dalle principali associazioni sindacali o dalle rappresentanze sindacali aziendali.

Il datore di lavoro deve presentare il modello per l’agevolazione fiscale del premio di produttività esclusivamente per via telematica. Allo stesso, si ricorda, è importante allegare il contratto aziendale in .pdf, depositato tassativamente 30 giorni antecedenti la richiesta. Gli ispettori del lavoro procederanno con la verifica del rispetto dei tempi stabiliti.
Il modello deve essere compilato con i dati relativi al datore di lavoro e quelli dei lavoratori beneficiari del premio di produttività a fiscalità agevolata, compreso l’obiettivo raggiunto - produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

I premi di produttività si sono dimostrati ad oggi un importante incentivo all’efficienza aziendale e secondo i dati pubblicati dal Ministero del Lavoro alla data del 15 novembre 2022, sono state compilate 77.819 dichiarazioni di conformità.

L’obiettivo delle novità su importo e regole di tassazione del premio di produttività è quello di incentivare la produttività aziendale.

La misura sarà un’importante vantaggio per i dipendenti, incentivati a migliorare le proprie prestazioni e ad aumentare la produttività aziendale per poter beneficiare di aumenti sullo stipendio, senza il rischio di un paradossale aumento della tassazione sui ricavi aggiunti.

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