Il ponte sullo stretto è fattibile? Cosa dicono i vari studi

Ilena D’Errico

22/10/2022

22/10/2022 - 21:21

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Il ponte sullo stretto di Messina sarebbe un enorme progresso per l’economia ma è davvero fattibile? Ecco cosa dicono i vari studi sulla sicurezza e l’ingegneria.

Il ponte sullo stretto è fattibile? Cosa dicono i vari studi

Matteo Salvini, ufficialmente nuovo ministro delle Infrastrutture, ha dichiarato che fra i suoi obiettivi principali c’è la realizzazione del ponte dello Stretto di Messina, fortemente desiderato anche da Silvio Berlusconi, che durante il suo governo aveva avviato anche una gara d’appalto per la sua costruzione.

Quest’ultima gara fu vinta nel 2005 da Webuild, il quale ha stimato che l’avviamento di questo progetto consentirebbe la creazione di circa 118 mila posti di lavoro. Si tratterebbe quindi di un passo gigantesco per l’economia del paese e l’incremento dell’occupazione.

La realizzazione del ponte, nonostante ciò, è andata incontro a continui fermi e rallentamenti, per lo più per ragioni di sicurezza. A preoccupare è principalmente l’area fortemente sismica, come evidenziato dai numerosi rapporti tecnici. Nel 2021, tuttavia, le Ferrovie dello Stato hanno avviato un nuovo studio sotto indicazione del governo Draghi.

Ponte dello stretto, l’ultimo studio sulla fattibilità

Durante la scorsa estate il gruppo di lavoro ha presentato al governo la relazione richiesta, contenente tutti gli studi effettuati sul ponte a campata unica e sul ponte a tre campate. Il parere finale è che la creazione di un sistema di attraversamento permanente sia del tutto giustificata e motivata, in particolar modo se supportata dal previsto collegamento dinamico, il quale servirebbe alla riqualificazione dei fondali marini.

La riqualificazione dei fondali è un aspetto essenziale per la fattibilità del ponte, in quanto questi andrebbero a ospitare i pilastri di sostegno della struttura, ma al momento non possono garantire sufficiente stabilità.

La commissione incaricata ha varato tutte le opzioni possibili, rivalutando soprattutto i precedenti progetti in merito. Dopo l’approvazione del ponte a campata unica, il programma è stato nuovamente modificato, in favore del ponte a tre campate. Quest’ultimo avrebbe infatti un costo ridotto, sia a livello ambientale che economico.

Una delle ipotesi contenute nella relazione prevede una soluzione già prevista negli anni ‘90 ma a lungo dibattuta a causa delle carenze finanziarie e dell’impatto ambientale. Ad oggi sembrano esserci i presupposti per il rinnovo di questa soluzione, che prevede la realizzazione di due antenne sui fondali marini dello stretto, che rimane quindi una delle proposte consegnate nelle mani del nuovo governo.

Il ponte dello Stretto è sicuro?

Le maggiori perplessità dei tecnici riguardo al collegamento fra la Sicilia e la penisola italiana è dovuta alla particolare conformazione morfologica del terreno nell’area terrena e marina contenuta tra la Sicilia e la Calabria. Tra le due regioni, infatti, scorre la faglia indicata come probabile causa del terremoto del 1908.

Il terremoto del 1908 rappresenta senza ombra di dubbio la più grave tragedia sismica a livello europeo, con una magnitudo di 7,1 e un totale di 120 mila vittime. La spaccatura in questione può essere rilevata a circa 3 km dall’isola siciliana, dove vira verso Est all’altezza di Messina. Quest’ultimo tratto, proprio per la sua posizione, può originare potenzialmente un terremoto di magnitudo 6,9, dunque molto vicina a quella del secolo scorso.

Questi dati sono stati analizzati in maniera approfondita dallo studio più recente in materia, risalente al 2021 e reso possibile dalla collaborazione fra l’Università di Catania, l’Osservatorio etneo e l’Università tedesca di Kiel.

Secondo la relazione dei tecnici questi aspetti devono essere analizzati in concomitanza degli ulteriori lavori da effettuare nell’area, i quali permetterebbero di minimizzare i rischi e ottimizzare la funzionalità del ponte, con risultanti effetti drastici sul traffico locale.

La questione del ponte è quindi ancora dibattuta, in ragione dei numerosi aspetti da considerare come la produttività e l’efficienza, ma anche l’alto costo di produzione. La spesa pubblica, infatti, sarebbe così ingente da non poter essere compensata dai pedaggi, i quali andrebbero soltanto a incidere negativamente sull’effettivo beneficio socio-economico.

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