Ponte Morandi: in Borsa voglia di rimbalzo ma per Altantia conto supera 5 miliardi

La tragedia di Genova e ancor più le tensioni con il Governo hanno causato un violento sell-off del titolo a Piazza Affari. Gli investitori si interrogano sul futuro ma intanto già 5 miliardi di capitalizzazione sono andati in fumo

Ponte Morandi: in Borsa voglia di rimbalzo ma per Altantia conto supera 5 miliardi

Prove di rimbalzo a Piazza Affari per Atlantia, con le quotazioni della concessionaria autostradale che al momento fanno segnare un progresso del 5,19% a 19,25 euro. Nel corso della prima ora di contrattazione le azioni hanno toccato un massimo intraday a 19,00 euro, +3,83% rispetto ai 18,59 euro del close di ieri.

Nella settimana del crollo del ponte Morandi di Genova il saldo per gli azionisti di Atlantia è tuttavia decisamente negativo, con gli investitori internazionali che hanno presentato il primo conto del disastro. A penalizzare il titolo sono state in particolare le dure parole espresse da alcuni dei ministri più influenti del Governo Conte, a riguardo redarguito da Consob per gli effetti di Borsa cui hanno esposto il titolo.

Ma quanto è costato finora il disastro e chi ha pagato il dazio maggiore? Lunedì 13 agosto, il giorno antecedente al crollo del ponte, Atlantia aveva chiuso le contrattazioni di Borsa a 24,88 euro per azione, con una capitalizzazione di mercato di 20,546 miliardi di euro. Le prime vendite scattate subito dopo l’incidente avevano fatto perdere al titolo il 5,39% del suo valore, con una market cap scesa di 1,107 miliardi di euro a 19,439 miliardi.

I ribassi maggiori però sono quelli che si sono registrati ieri, con il titolo incapace di fare prezzo nella prima ora per eccesso di ribasso. Al termine delle contrattazioni il valore delle azioni è sceso a 18,3 euro (-22,26%), minimi da metà dicembre del 2014. Con una capitalizzazione di mercato arrivata a 15,112 miliardi di euro, il bilancio e il costo economico dell’incidente è così salito in due giorni a 5,434 miliardi di euro.

Andando a vedere quelli che sono i soci che maggiormente hanno pagato il conto, in prima posizione la famiglia Benetton. Attraverso Sintonia Spa detiene il 30,25% del capitale di Atlantia, con una perdita pro-quota che dunque è di circa 1,644 miliardi di euro.

In seconda posizione il fondo sovrano di Singapore GIC Private Limited, che con una quota dell’8,14% del capitale in questi giorni ha visto andare in fumo 442 milioni di euro. Altri azionisti di rilievo sono Investco Italiana Hld (8,05% del capitale), Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (5,06%) e TCI Fund Management (5,05%). Per loro le perdite sono state pari rispettivamente a 437,44 milioni di euro, 274,96 milioni e 2274,42 milioni.

I rating sotto osservazione peseranno sui progetti di Altantia?

Oltre alla perdita di capitalizzazione registrata negli ultimi giorni, vi sono tuttavia ulteriori elementi che potrebbero aumentare il costo indiretto di questo disastro: quello legato alla solidità finanziaria di Atlantia e alla prosecuzione del piano di espansione internazionale.

A settembre il management di Atlantia, che il prossimo 22 agosto terrà un CdA legato proprio al crollo di Genova, inizierà a pieno regime l’integrazione di Abertis. Controllata al 50% più 1 azione del capitale dalla società italiana, con i suoi 8.600 km di concessioni autostradali in 15 Paesi renderà Atlantia il principale operatore autostradale mondiale. L’operazione promossa congiuntamente alla spagnola Acs (30%) e alla tedesca Hochtief (20% meno un’azione) è costata 18,2 miliardi di euro.

Per finanziare l’operazione, ad aprile Acs e Atlantia hanno siglato un contratto per un prestito da 10 miliardi di euro e come evidenziato dagli analisti di Banca Akros “il considerevole aumento della leva legata all’affare Abertis rende le incertezze derivanti dal crollo del ponte a Genova più rischiose”.

Rischi che a questo punto potrebbero riverberarsi anche sui bond di Atlantia, con le agenzie di rating pronte a tagliare il merito creditizio della concessionaria. Standard & Poor’s ha già posto in negative watch il rating BBB+ di Atlantia in quanto teme gli effetti negativi di potenziali azioni legali e probabili multe per danni (o persino alla fine delle concessioni) derivanti dal crollo del Ponte Morandi.

Più cauta per il momento Fitch. L’agenzia di rating ritiene ancora prematuro valutare gli effetti del disastro sul merito di credito di Atlantia (BBB+/RWN) e della controllata (ne possiede l’88%) Autostrade per l’Italia (A-/RWN).

In una nota, Fitch ha evidenziato come continuerà a monitorare da vicino la situazione per valutare gli effetti in quanto a i profili finanziari di Atlantia potrebbero subire conseguenze di vario livello in seguito al crollo.

Non vanno infine scordate le implicazioni negative legate al puro business. Inizialmente interessata alla vendita del 50,6% del capitale del gruppo Aeroports de Paris, che controlla gli scali di Charles de Gaulle e Orly, prevista per dal Governo Macron per il 2019, il progetto di espansione potrebbe ora arenarsi.

Si tratta infatti di un deal da circa 10 miliardi di euro che però ora secondo banchieri e analisti potrebbe vedere Atlantia fare un passo indietro in quanto potrebbero mancare i fondi per la partita se il Governo italiano dovesse imporre misure punitive contro la controllata Autostrade per l’Italia e il management del gruppo potrebbe essere troppo impegnato a gestire le conseguenze del crollo del ponte rispetto che a gestire nuove «distrazioni».

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Atlantia Italia

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