Ponte Genova: Governo pensa a CDP-Fincantieri al fianco di Autostrade

L’ipotesi del governo garantirebbe la presenza pubblica nei lavori di ricostruzione. E piace ai mercati.

Ponte Genova: Governo pensa a CDP-Fincantieri al fianco di Autostrade

Atlantia e Fincantieri brillano a Piazza Affari. Al momento della scrittura, le azioni della prima vengono scambiate a 18,68 euro con un rialzo dello 0,27%, mentre il titolo della seconda sale dello 0,71% a 1,27 euro.

La performance positiva si registra dopo la notizia di un eventuale decisione del governo di affiancare Autostrada per l’Italia da Cassa Depositi e Prestiti, attraverso il gruppo industriale guidato da Giuseppe Bono nella ricostruzione del viadotto sul Polcevera di Genova, crollato il 14 agosto scorso.

Con Fincantieri, d’altronde, il governo potrebbe garantire la presenza pubblica nei lavori dopo la tragedia del capoluogo ligure e allo stesso tempo si affiderebbe a una società con indiscutibili esperienza e competenza nel settore.

Cdp al fianco di Autostrade per l’Italia

A seguito del crollo del ponte Morandi, Cdp si è già attivata per fornire il suo contributo alla città di Genova. La Cassa, infatti, ha messo a disposizione una quarantina di alloggi per ospitare una parte degli sfollati, ma ha anche dato la propria disponibilità per finanziare interventi sul fronte della mobilità urbana e per sospendere fino a due anni le rate dei mutui del Comune.

Il governo, però, nell’ottica di assicurare una presenza maggiore dello Stato nel post tragedia, vorrebbe che Cdp affiancasse Autostrade per l’Italia, che si è detta pronta a ricostruire a breve il viadotto crollato.

Per realizzare il progetto, dunque, a Palazzo Chigi si starebbe valutando l’ipotesi di un coinvolgimento di Fincantieri, gruppo industriale a partecipazione pubblica, controllato proprio dalla Cassa.

Un consorzio per la ricostruzione

Ma come entrerebbe in gioco Cdp, attraverso Fincantieri? La soluzione potrebbe essere la costituzione di un’Ati, associazione temporanea di imprese, che dovrebbe affiancare Autostrade nei lavori sul ponte.

La decisione spetta al commissario alla ricostruzione, ma i tempi non dovranno essere troppo lunghi. La città è divisa in due, con conseguenti difficoltà per la circolazione di mezzi, merci e persone: i danni sociali ed economici del crollo sono molto elevati.

Bisogna fare presto e per questo, per la costituzione dell’eventuale consorzio in cui far confluire Fincantieri, si potrebbe non ricorrere a un tradizionale bando di gara, che comporterebbe una inopportuna dilatazione dei tempi. Anche con un intervento ad hoc del governo, comunque, la soluzione non si prospetta poi così vicina.

Perché Fincantieri

Come detto, il coinvolgimento di Fincantieri nelle opere di ricostruzione a Genova soddisferebbe l’esigenza del governo di garantire una presenza terza e soprattutto pubblica nei lavori che Autostrade, dopo le polemiche sulla revoca delle concessioni e sulla nazionalizzazione dei tratti autostradali italiani, dovrà effettuare nel capoluogo ligure.

Cruciale sarà anche il progetto che sarà presentato, ma per molti, la controllata di Cdp è garanzia di competenze ed esperienza nel settore.

Tra l’altro, proprio nelle scorse ore, l’ad di Fincantieri, Bono, non aveva nascosto il desiderio di far parte della ricostruzione del Morandi:

“Noi abbiamo le capacità, il know-how e le tecnologie per ricostruire il ponte, ma nessuno fino a questo momento ce lo ha domandato”

ha detto durante la visita allo stabilimento di Ansaldo Energia, aggiungendo che di opere del genere il gruppo italiano ne sta costruendo 4 in Belgio.

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