Pignoramento presso terzi: cos’è, disciplina e cosa può fare il terzo pignorato

Cosa si intende per pignoramento presso terzi, quando è necessario e cosa deve fare il terzo pignorato? Vediamolo in questa guida.

Pignoramento presso terzi: cos'è, disciplina e cosa può fare il terzo pignorato

Il pignoramento presso terzi è la procedura con cui il creditore procede all’esecuzione forzata dei beni del debitore che si trovano in possesso di un soggetto terzo al rapporto creditorio. È una delle diverse forme di pignoramento previste dall’articolo 543 del Codice di procedura civile.

Il pignoramento presso terzi può indicare due situazioni distinte:

  • pignoramento dei beni del debitore in possesso di un terzo;
  • pignoramento dei crediti che il debitore vanta nei confronti di un terzo.

La legge impone dei limiti alla pignorabilità di alcuni crediti, precisamente quelli alimentari, i sussidi di grazia, maternità, malattia o per il sostentamento di persone in gravi difficoltà economiche.

In questo articolo guida vedremo in maniera dettagliata come funziona la procedura di pignoramento presso terzi, quando viene attuata e quali sono gli obblighi del terzo che viene pignorato. Per maggiori informazioni sul pignoramento in generale, sia per quello mobiliare che immobiliare, vi consigliamo di approfondire con la nostra guida dedicata.

Come funziona il pignoramento presso terzi?

Grazie al pignoramento presso terzi il creditore ha più possibilità di soddisfare le proprie pretese nei confronti di un debitore. La notifica dell’atto di pignoramento, infatti, avviene non solo al debitore, ma anche a quello che a sua volta ne è debitore.

Si parla quindi di “debitore del debitore” o di “terzo pignorato”.

Nell’atto si intima il terzo pignorato a consegnare il suo debito nei confronti del debitore direttamente al creditore. Di conseguenza il debitore pignorato non potrà più pretendere le somme dovute dal proprio debitore.

La procedura del pignoramento presso terzi è la seguente:

  • il creditore notifica l’atto di precetto al debitore;
  • dopo il 10° giorno, ed entro il 90°, da questa notifica può notificare l’atto di pignoramento sia al debitore che al terzo pignorato;
  • il terzo pignorato deve dare comunicazione di tutti i debiti che ha nei confronti del debitore principale;
  • in mancanza di una comunicazione, il giudice fissa un’udienza alla quale il terzo pignorato deve comparire per chiarire se è davvero debitore del debitore principale;
  • qualora non compaia neppure davanti all’udienza il giudice emette in automatico l’ordine con il quale lo intima al pagamento delle somme pignorate al creditore.

Ci sono però dei requisiti che l’atto di pignoramento deve soddisfare per essere valido. Vediamo quali sono.

Requisiti atto pignoramento presso terzi

L’atto del pignoramento che viene notificato al terzo e al debitore per essere valido deve contenere le seguenti informazioni:

  • ingiunzione a non compiere atti dispositivi su quei beni e crediti per i quali è stato disposto il pignoramento;
  • indicazione delle cose e delle somme dovute;
  • indirizzo PEC del creditore procedente;
  • data dell’udienza con citazione del debitore a comparire davanti al giudice.

Come vi abbiamo anticipato nel precedente paragrafo, dopo la notifica dell’atto di pignoramento il terzo pignorato deve inviare al creditore procedente una dichiarazione, che andrà fatta per mezzo di raccomandata a/r o tramite PEC, nella quale deve indicare:

  • le somme o i beni del debitore in suo possesso;
  • data nella quale deve eseguirne il pagamento o la consegna;
  • eventuali sequestri precedentemente eseguiti e cessioni già notificate e accettate.

Tutti i crediti sono pignorabili?

Come abbiamo già visto ci sono dei crediti che sono impignorabili, come quelli di tipo alimentare.

Ce ne sono altri che invece sono solo parzialmente pignorabili.

Pensiamo ad esempio al datore di lavoro che deve versare lo stipendio o altre indennità relative al rapporto lavorativo al debitore; in questo caso il d.l.n. n°83 del 2015 ha stabilito che queste somme, tra le quali sono comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura stabilita dal Presidente del Tribunale o dal giudice autorizzato.

I tributi dovuti allo Stato o agli altri enti locali possono essere pignorati nella misura di un quinto.

Per la pensione o per gli altri assegni di quiescenza è stato stabilito che non può essere pignorato l’ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

L’importo eccedente è pignorabile applicando la stessa regola che vale per il salario e per le altre indennità lavorative.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pignoramento

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \