Piazza Affari, investire ancora e come dopo i record? Gli esperti spiegano a Money.it dove trovare il vero valore

Laura Naka Antonelli

13 Luglio 2026 - 18:01

Gli analisti rispondono alle domande di Money.it. Qual è la view sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari?

Piazza Affari, investire ancora e come dopo i record? Gli esperti spiegano a Money.it dove trovare il vero valore

Piazza Affari: basta dare un’occhiata a un grafico dell’indice Ftse Mib per capire come il primo semestre del 2026 abbia dato soddisfazioni enormi a chi ha deciso di puntare sul mercato azionario italiano.

Oggi, lunedì 13 luglio 2026, è stata la stessa relazione della Consob a ricordare i record che sono stati testati dal listino benchmark della Borsa di Milano che, lo scorso 19 giugno, ha sfondato nei massimi intraday anche la soglia dei 53.000 punti, scattando fino a 53.188 punti punti: livelli mai visti prima.

Il valore di chiusura più alto della storia del Ftse Mib era stato toccato due sedute prima, il 17 giugno, a quota 52.595 punti circa.

YTD, ovvero dall’inizio del 2026, il Ftse Mib ha guadagnato più del 17%, dopo aver concluso il 2026 con un balzo del 31,5%, riportando il risultato migliore degli ultimi 20 anni.

Nelle ultime sedute, Piazza Affari ha ritracciato dai massimi, sulla scia del timori relativi all’evoluzione del quadro geopolitico, riaccesi ovunque sul mercato azionario globale, con la fine del cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran.

Sotto i riflettori anche l’ansia rinnovata per la sostenibilità del rally delle azioni AI.

Le interviste di Money.it per capire come muoversi a Piazza Affari dopo la grande corsa

Money.it ha intervistato alcuni esperti per capire se e come posizionarsi su Piazza Affari e anche quanto siano - o meglio se ci siano - ulteriori margini di rialzo per il Ftse Mib.

Tra le domande, anche quali saranno i fattori, oltre a quello geopolitico, che si confermeranno i principali market mover del listino.

Non sono infatti ’soltanto’ le tensioni geopolitiche a condizionare i singoli indici. Ci sono altri elementi, che attengono alle condizioni economiche e politiche in cui versano i rispettivi Paesi.

E ci sono poi considerazioni legate al fatto che la Borsa di Milano ha riportato già una solida corsa, in un momento storico in cui la costante è il senso di incertezza che permea i mercati.

Da non dimenticare ovviamente la stagione del risiko bancario, che ha preso di nuovo il via a Piazza Affari, mettendo al centro della scena le azioni MPS, così come quelle di Intesa SanPaolo, Banco BPM e UniCredit.

Il consulente UK su banche e difesa. Elogio a Leonardo: portafoglio ordini più interessante di quanto si dica

Paul Ferrara, consulente finanziario senior e Relationship Manager presso la società di gestione patrimoniale Avenue Investment Management, con sede a Toronto, ha risposto alle domande di Money.it, partendo proprio dalle banche: “Il consolidamento bancario sta forgiando il panorama del settore bancario italiano, e molti investitori non hanno ancora prezzato del tutto” quanto sta accadendo e quanto potrebbe accadere. Ovvero, che “un numero inferiore di partecipanti al mercato (dunque di banche) si traduce in un aumento dei margini e in rendimenti sui capitali più alti ma, anche, in un rischio legato alla concentrazione”.

Questo significa, secondo Ferrara, che “le banche che sapranno gestire al meglio questo processo sono quelle da tenere in portafoglio”, visto che “è nella fase successiva all’integrazione che i ritorni di capitale si consolidano, oppure si dissolvono”.

Il ragionamento si applica anche “direttamente al tema della difesa ”, ha aggiunto Ferrara, facendo il nome di Leonardo, e dando un consiglio a chi guarda in questo momento al Ftse Mib: “Il portafoglio ordini di Leonardo è più interessante di quanto il numero di citazioni ricevute lasci intendere” , in un mercato in cui “la questione non è se le aziende (italiane) siano buone, ma se il prezzo pagato sia equo rispetto al valore che offrono”.

Variabile più importante è trend tassi BCE. Ma i consulenti finanziari non dimenticano pericolo spread BTP-Bund

Detto questo, secondo il consulente finanziariola variabile più importante per i titoli italiani nel breve termine è il percorso dei tassi della BCE”.

Ferrara ha affrontato anche la relazione che esiste tra Piazza Affari e la politica made in Italy, riconoscendo da un lato i meriti del governo Meloni, nel sottolineare che la sua “disciplina fiscale ha sorpreso positivamente i mercati, contribuendo a mantenere sotto controllo la volatilità dello spread”. Dall’altro lato, ha detto, “l’Italia resta esposta al rischio che una crisi improvvisa possa manifestarsi sotto forma di turbolenze politiche”.

Di spread BTP-Bund ha parlato anche Steve Case, consulente ed esperto senior britannico nel settore dei servizi finanziari e assicurativi della piattaforma di brokeraggio UK Insurance Hero.

Case ha affermato di essere al momento piuttosto indeciso sull’Italia, confermandosi in ogni caso “lievemente overweight” su Piazza Affari:

Le valutazioni sono in linea con i fondamentali”, ha sottolineato, menzionando i progressi compiuti dal settore bancario: “Le banche italiane hanno ripulito i loro bilanci”. Inoltre la “stabilità politica, pur restando fragile, sta rafforzando la fiducia degli investitori esteri”.

D’altronde, ha aggiunto, “la coalizione (di governo) è rimasta al potere per un periodo più lungo delle attese ”.

“La stabilità del governo sta dando un falso senso di sicurezza. La minaccia più grande rimane quella politica”

Tuttavia, lo scetticismo si è rivelato palese laddove, rispondendo a Money.it, Case ha detto che la stabilità del governo “ha dato a tutti un falso senso di sicurezza ”, a fronte dello spettro dello spread BTP-Bund che il consulente non riesce a ignorare.

Guardando alla Borsa di Milano, in sostanza, “il rischio più grande in cui stanno incorrendo gli investitori stranieri è quello politico ”, mentre non va sottovalutata, neanche ora che viaggia al di sotto della soglia psicologica di 100 punti, la minaccia che porta il nome dello spread. E questo perché “se il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni e quelli tedeschi a 10 anni dovesse superare i 200 punti base, gli investitori istituzionali entrerebbero immediatamente in modalità di allerta”.

Interessante l’altra osservazione fatta dal consulente britannico: “La maggior parte degli investitori retail, invece, probabilmente neanche se ne accorgerebbe”.

Riguardo alle banche, Case ha fatto notare che “l’ondata di consolidamento sta procedendo più rapidamente di quanto si prevedesse”, ricordando che “le fasi iniziali delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) sono sempre molto frenetiche”, ma osservando anche che “le banche che hanno saputo cogliere l’opportunità di acquisire target a valutazioni convenienti, 3-5 anni fa, sono oggi quelle che registrano i più elevati rendimenti sul capitale proprio (ROE)”, così come è accaduto nel “settore dei servizi finanziari nel Regno Unito”.

Piazza Affari: “Il rally può continuare, ma sarei più selettivo che ampiamente bullish”

A dire la sua a Money.it anche Francisco Matilla Serrano, consulente indipendente di finanza e di tecnologia, che si focalizza sul trend, tra gli altri, dei mercati finanziari, sulla gestione del rischio e sull’interazione tra le narrative tecnologiche e i prezzi degli asset:

La mia view complessiva è che il rally dell’azionario italiano può continuare, ma che la parte facile del rerating probabilmente si è già manifestata”.

Dunque, “a partire da qui, sarei più selettivo che ampiamente bullish sull’intero indice” (Ftse Mib).

Nel ricordare che il listino “ha beneficiato da una combinazione molto specifica di fattori, ovvero della redditività delle banche, dei ritorni sul capitale, delle aspettative sul risiko, delle spese per la difesa, dell’esposizione verso le infrastrutture e di valutazioni relativamente appetibili rispetto ad altri mercati europei”, Serrano ha parlato di un mix potente.

E tuttavia, “è importante non confondere il momentum dell’indice con la trasformazione strutturale dell’economia italiana”, che continua a fare i conti con “un quadro macro che rimane di bassa crescita, con i paletti di natura fiscale e con la sensibilità ai rendimenti dei bond (BTP)”.

Di conseguenza, ha sottolineato l’esperto, “il mio scenario di base è che il mercato italiano può continuare a performare bene nel corso dei prossimi 12-24 mesi, ma con un’asimmetria al rialzo più bassa rispetto a quella che si è presentata di fronte agli investitori uno o due anni fa”.

Tutto ciò porta alla seguente conclusione:

“Se dovessi considerare l’Italia in termini di allocazione di portafoglio, assegnerei un rating tra il neutrale e il modestamente oveweight, ma in modo solo selettivo. Non opterei per un’ampia esposizione a tutto ciò che sta salendo. Preferirei aziende con utili visibili, con bilanci solidi, con disciplina nella remunerazione di capitale, e un’esposizione verso temi strutturali, come la difesa, le infrastrutture, la transizione energetica, il consolidamento bancario o l’automazione industriale”.

La filosofia di Serrano è, insomma, precisa: “Dopo un rally così forte, la selezione delle azioni conta più dell’esposizione al Paese”.

L’imprenditore Antonio Prigiobbo a Money.it: “Guardare all’Italia che innova e non comprare per patriottismo”

Money.it ha intervisto infine Antonio Prigiobbo, imprenditore, fondatore di NAStartUp, acceleratore civico e filantropico nato a Napoli, attivista digitale che ha ricevuto nel 2014 “Innovatore dell’Anno” dall’associazione Che Futuro!

Guardando ai fondamentali delle aziende quotate a Piazza Affari Prigiobbo, esperto di economia dell’innovazione, con un focus sulla raccolta di capitali, dal private equity al venture capital, ha ricordato che “Piazza Affari resta molto concentrata su banche, energia e utility, mentre conta ancora pochi grandi protagonisti tecnologici ”.

Detto questo, “l’Italia possiede filiere industriali e competenze che il mercato spesso non valorizza pienamente”.

In questo contesto, a suo avviso la Borsa Italiana “può ancora fare meglio del resto d’Europa, ma non in maniera generalizzata”.

Dunque, “dopo il forte recupero di alcuni comparti, serviranno più selezione e maggiore attenzione al prezzo”.

Ancora Prigiobbo, noto per essere anche business designer e giornalista dell’innovazione:

La mia tesi è guardare all’Italia che innova, esporta e costruisce tecnologie capaci di competere nel mondo. Il debutto di Bending Spoons al Nasdaq è un segnale importante: dimostra che anche dall’ecosistema italiano possono nascere aziende tech globali, capaci di attrarre capitali internazionali e misurarsi con i mercati più ambiziosi”.

Guardando in avanti, l’imprenditore ha identificato il più grande fattore catalizzatore positivo per l’azionario italiano in
un ritorno stabile dei capitali internazionali verso l’Europa, sostenuto dagli investimenti in industria, difesa e tecnologia”.

Il pericolo invece più marcato per Piazza Affari? “Il rischio maggiore”, ha avvertito Prigiobbo, “resta una combinazione di rallentamento economico, tensioni geopolitiche e peggioramento delle condizioni finanziarie”.

Non è mancato un altro attenti, rivolto soprattutto a tutti gli investitori e piccoli risparmiatori italiani che sono propensi ad allinearsi alla logica del comprare azioni italiane, così come anche Titoli di Stato di casa, per puro patriottismo. E invece no:

L’Italia non va comprata per patriottismo. Va studiata con attenzione, cercando valore nelle imprese capaci di unire industria, tecnologia e visione internazionale ”, ha concluso Antonio Prigiobbo.

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