Piano Casa 2026 in Gazzetta, ecco quali misure prevede e cosa cambia

Patrizia Del Pidio

8 Maggio 2026 - 10:27

Il Decreto legge numero 66/2026 (Piano Casa) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Cosa cambia per proprietari e inquilini?

Piano Casa 2026 in Gazzetta, ecco quali misure prevede e cosa cambia
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Il Piano Casa (decreto legge numero 66 del 2026) è approdato in Gazzetta Ufficiale con il testo definitivo che è stato leggermente modificato rispetto a quello che è stato proposto al Consiglio dei Ministri. Il nuovo testo, infatti, ha inglobato le modifiche che riguardano il ruolo delle soprintendenze (che nel primo testo erano state ridimensionate) per la gestione degli investimenti.

La modifica fa in modo che il commissario per le procedure autorizzative per gli immobili da riqualificare decida, ma lasci la possibilità di opporsi alle amministrazioni a cui compete la tutela dei beni culturali. Si tratta di una modifica non di poco conto, visto che a rallentare le procedure è proprio la burocrazia che serve per le autorizzazioni edilizie. In ogni caso, lato semplificazioni, resta la norma che non richiede il permesso di costruire per ristrutturazioni urbanistiche, demolizione e ricostruzione che saranno consentiti con la Scia.

Il provvedimento era stato annunciato dalla premier Giorgia Meloni, dal palco del Meeting di Rimini, la scorsa estate come un progetto ambizioso che ha lo scopo di risolvere in modo definitivo il disagio abitativo prevedendo: mutui garantiti, affitti calmierati e rilancio del social housing.

Lo scopo ultimo è quello di garantire il diritto di avere un’abitazione alle giovani coppie e alle famiglie che rientrano nelle fasce economicamente svantaggiate.

Piano Casa 2026

L’obiettivo primario è quello di rendere la casa più accessibile alle giovani coppie per favorire la formazione delle famiglie e favorire, di conseguenza, nuove nascite.

I primi passi verso il Piano casa si sono visti già con la Legge di Bilancio 2025 che ha esteso i mutui a garanzia statale fino al 31 dicembre 2027. La garanzia copre fino all’80% della quota capitale dei mutui richiesti per l’acquisto dell’abitazione principale di:

  • giovani coppie;
  • under 36 anni;
  • nuclei familiari numerosi nel rispetto di precisi limiti Isee (la garanzia sale al 90% per nuclei familiari con almeno cinque figli e Isee entro i 50.000 euro);
  • conduttori di alloggi popolari.

A chi è destinato il Piano Casa?

A individuare i destinatari del Piano Casa è l’articolo 1 del decreto:

  • giovani;
  • studenti universitari;
  • lavoratori fuori sede;
  • giovani coppie;
  • genitori separati.

Il cuore del decreto, in ogni caso, riguarda gli alloggi a prezzi calmierati. Si incentiveranno gli investimenti dei privati per la realizzazione di alloggi a prezzi accessibili. I programmi devono rispettare una condizione rigorosa: il 70% dell’edilizia realizzata dovrà essere destinata alla locazione o alla vendita di prime case, residenze per studenti universitari fuori sede, alloggi per i lavoratori del settore privato a prezzi calmierati.

Anche se i prezzi dei canoni calmierati dovranno essere stabiliti di concerto con i Comuni interessati, dovrà essere garantita la riduzione di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. L’accesso ai canoni calmierati sarà consentito ai soggetti con Isee non superiore a quello previsto per accedere al programma di edilizia sovvenzionata (che solitamente ha valori che non superano i 20.000 euro).

Rifinanziato il fondo morosità incolpevole

Il decreto interviene anche a supporto degli inquilini in difficoltà rifinanziando il Fondo morosità incolpevole con 22 milioni per il 2026 e con ulteriori 2 milioni per il 2027. Il fondo serve a sostenere gli inquilini che si trovano nell’impossibilità di pagare l’affitto per cause che esulano dalla loro volontà.

Viene, inoltre, riconosciuta la possibilità agli inquilini in regola con i pagamenti e che non possiedono altri immobili, di esercitare un’opzione di acquisto per gli alloggi pubblici che occupano.

Si prevede e si incentiva anche la possibilità per gli assegnatari in locazione di lunga durata di poter progressivamente riscattare, secondo scadenze definite, gli immobili in cui risiedono se rispettano elevati standard di efficienza energetica e rispetto ambientale.

Edilizia popolare e housing sociale

Il primo pilastro del Piano Casa 2026 è l’edilizia popolare residenziale. Sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro per rimettere sul mercato 60mila immobili inutilizzati entro un anno dall’approvazione del decreto.

Lo scopo è quello di recuperare in parte il patrimonio immobiliare esistente con la ristrutturazione di ex caserme, scuole e immobili pubblici. Inoltre per riattivare migliaia di abitazioni fatiscenti e inutilizzate è prevista la ristrutturazione degli alloggi popolari da finanziare con apposito Fondo.

Sulle difficoltà delle famiglie di accedere attualmente a un’abitazione la premier ha commentato:

Sappiamo tutti che la casa è un bene primario e il problema dell’accesso alla casa riguarda una fetta purtroppo significativa della popolazione, più ampia di quella che conosciamo per essere la parte più fragile e vulnerabile.

Il secondo pilastro è rappresentato dal rilancio del social housing con affitti a canone calmierato che possono prevedere anche il co-housing. La premier chiarisce che:

All’interno del fondo saranno creati comparti specifici per le singole regioni per garantire che le risorse vengano assegnate a quei territori.

Sul fronte dell’edilizia sociale il Piano Casa promuove la formula del rent to buy che consente di pagare un affitto per poter riscattare l’immobile.

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