Su un mutuo da 126.000 euro, la rata può salire da 550 a oltre 600 euro. Ecco quanto incidono i rialzi BCE tra scenario base e caso peggiore.
La rata del mutuo variabile rischia di tornare a salire nei prossimi mesi, anche di 50 o 100 euro.
Già nella riunione del 30 aprile 2026 la BCE potrebbe muoversi, soprattutto se i prezzi dell’energia dovessero risalire con l’escalation in Medio Oriente.
JP Morgan prevede un rialzo già ad aprile e un secondo a luglio. Goldman Sachs è ancora più aggressiva: fino a tre aumenti nel 2026, con il primo tra aprile e giugno. Intanto l’Euribor a 3 mesi è già salito del 5% nell’ultimo mese, segno che il mercato si sta muovendo prima della BCE, con effetti immediati sulle rate dei mutui.
Ma di quanto può aumentare davvero la rata? Ecco dagli scenari.
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Quanto può aumentare davvero la rata del mutuo nei prossimi mesi
Le rate dei mutui variabili stanno già salendo. E non di poco: da inizio 2026 l’aumento medio è di alcune decine di euro al mese.
Su un mutuo variabile a 25–30 anni (circa 126 mila euro), anche pochi decimi di punto in più sui tassi Euribor e sullo spread si sono tradotti in rincari di 10–20 euro a rata rispetto a fine 2025, con differenze tra banca e banca.
I mutui variabili non seguono direttamente le decisioni ufficiali della banca centrale, ma l’andamento dell’Euribor, che si muove in anticipo quando aumentano inflazione e incertezza, come sta accadendo ora con la guerra tra Stati Uniti e Iran.
Guardando ai prossimi mesi, sempre considerando un mutuo da 126.000 euro a 25 anni (LTV 70%), una rata oggi intorno ai 550 euro può salire di circa 25 euro con i primi rialzi, ma può arrivare fino a 100 euro in più al mese negli scenari peggiori. In media, ogni aumento di 0,25% sui tassi si traduce in circa 15-20 euro in più al mese, sebbene l’impatto reale può cambiare da mutuo a mutuo.
| Scenario rialzi BCE | Euribor stimato | Rata mensile | Aumento |
|---|---|---|---|
| Nessun rialzo | 2,17% | 550 € | — |
| +25 pb | 2,42% | 565–570 € | +15 / +20 € |
| +50 pb | 2,67% | 580–585 € | +30 / +35 € |
| +75 pb | 2,92% | 595–600 € | +45 / +50 € |
| Scenario stress (+100 pb) | oltre il 3,0% | 620–650 € | +80 / +100 € |
I rialzi non avranno l’effetto shock del 2022-2023, ma possono comunque farsi sentire sulla rata, soprattutto se arrivano tutti insieme.
Due rialzi ravvicinati: perché la rata può salire più velocemente
Quando i rialzi arrivano a distanza di pochi mesi, l’Euribor si adegua rapidamente e la rata incorpora quasi subito l’intero aumento. Il risultato è un impatto più brusco sul budget familiare.
In questo scenario, anche la finestra per bloccare il tasso con una surroga si riduce: le offerte delle banche tendono ad adeguarsi rapidamente, rendendo più difficile fissare condizioni vantaggiose.
| Scenario | Euribor stimato | Rata mensile | Aumento |
|---|---|---|---|
| Oggi | 2,17% | 550 € | — |
| Dopo 1° rialzo (+25 pb) | 2,42% | 565–570 € | +15 / +20 € |
| Dopo 2° rialzo (+50 pb tot.) | 2,67% | 580–585 € | +30 / +35 € |
La rata potrebbe passare velocemente da 550 euro attuali a 585 euro al mese.
Se i rialzi arrivano più lentamente, cosa cambia davvero per la rata
Se invece la BCE si muove con più gradualità, anche l’Euribor sale in modo progressivo. La rata aumenta comunque, ma in modo più diluito e quindi più gestibile.
Ed è proprio quello che sta iniziando a succedere: con lo scoppio del conflitto in Iran, l’Euribor è passato dal 2,01% di fine febbraio al 2,17% attuale. Ma il segnale più importante arriva dalle scadenze più lunghe, che riflettono le aspettative dei mercati: l’Euribor a 6 oltre il 2,50% e il 12 mesi al 2,86% indicano che gli investitori si aspettano nuovi rialzi della BCE nei prossimi mesi. In altre parole, il mercato sta già prezzando almeno due o tre aumenti dei tassi da qui a un anno.
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