Quotazioni petrolio: Russia frena su riduzione output, tornano le vendite

Tornano a scendere i prezzi del greggio. A raffreddare l’entusiasmo in vista del prossimo vertice Opec è stato il ministro dell’energia russo.

Quotazioni petrolio: Russia frena su riduzione output, tornano le vendite

Seduta a due velocità per le quotazioni del greggio. Quando sembrava che quella odierna dovesse essere la quarta seduta consecutiva all’insegna dei guadagni, è arrivata la doccia fredda.

Negli ultimi giorni a sostenere i prezzi è statal’ipotesi di nuovi tagli alla produzione da parte dell’Opec Plus, di cui fanno parte i Paesi aderenti al cartello e i maggiori produttori. Se inizialmente il ministro saudita Khalid Al Falih aveva paventato la possibilità di ridurre il petrolio estratto di mezzo milione di barili giornalieri, che in sede Opec Plus sarebbe diventato un milione, la scorsa settimana a spingere i prezzi ci ha pensato l’indiscrezione secondo cui il Cartello allargato potrebbe decidere di potrebbe decidere di diminuire le estrazioni di 1,4 milioni di barili.

In attesa del meeting del board Opec, che si riunirà a Vienna il prossimo 6 dicembre, il Brent, che nel corso della prima parte si è spinto fino a 67,64$/barile, ora passa di mano a 66,3$, -0,72% rispetto al dato precedente (minimo intraday a 65,27$). Il saldo delle ultime cinque sedute segna così un -6,1% e quello mensile un -17%.

Prudenza sul fronte russo

L’inversione di rotta è stata innescata dalle dichiarazioni rese dal ministro russo dell’energia, secondo cui qualsiasi decisione dovrà essere presa valutando attentamente l’evoluzione del mercato. “Dobbiamo valutare l’evolversi della situazione a novembre e nella prima parte di dicembre per capire meglio sia le condizioni attuali che le prospettive invernali", ha detto Alexander Novak.

Al di là dell’emotività, “abbiamo bisogno –continua Novak - di prendere una decisione equilibrata, e finora non ci sono elementi per farlo ".

IEA: forniture sono ok, non serve tagliare

Contrarietà dal n.1 dell’Agenzia internazionale dell’Energia, visto che una riduzione dell’offerta potrebbe avere implicazioni negative per il mercato. “Al momento il mercato è ben rifornito e non dovremmo dimenticare che la capacità inutilizzata in Arabia Saudita è molto ridotta e quindi, oggi, un taglio della produzione significativo da parte di uno dei maggiori produttori potrebbe avere alcune implicazioni negative”, ha rilevato Fatih Birol nel corso di una conferenza a Bratislava. “Il mio appello a tutti i produttori e consumatori nel mondo in questi giorni difficili - ha proseguito Birol – è di avere buonsenso”.

Prezzi attesi stabili fino al meeting Opec

Sembrerebbe che il mercato stia dando per scontato il taglio dell’output. Vedremo se avrà visto giusto dopo il prossimo meeting dell’Opec del 6 dicembre”, ha detto Tamas Varga, strategist di PVM Oil. “Credo che da qui al meeting Opec sia ragionevole attendersi un certo grado di stabilità dei prezzi”.

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