Prezzo del petrolio, le previsioni 2027. L’AIE vede un surplus record di 5 milioni di barili

Claudia Cervi

24 Giugno 2026 - 17:12

Surplus record di 5 milioni di barili nel 2027. Goldman Sachs, Citi ed EIA divergono sulle stime del Brent.

Prezzo del petrolio, le previsioni 2027. L’AIE vede un surplus record di 5 milioni di barili

Tre mesi fa alcune banche d’affari simulavano uno scenario da incubo: Stretto di Hormuz chiuso, scorte globali in rapido esaurimento e petrolio fino a 150 dollari al barile. Ora il prezzo è tornato sotto gli 80 dollari e le previsioni sul petrolio per il 2027 sono cambiate.

La prospettiva di una normalizzazione dei flussi energetici dal Golfo Persico e il possibile ritorno dell’export iraniano sul mercato hanno spinto diversi istituti a rivedere al ribasso le proprie stime sul greggio. Goldman Sachs vede il Brent a 75 dollari nel 2027, mentre altri analisti ritengono che i prezzi potrebbero restare più vicini ai 90-100 dollari.

Non tutti però sono convinti che la strada sia così semplice: il Medio Oriente sta davvero tornando alla normalità oppure il mercato sta sottovalutando il rischio che le tensioni riemergano nei prossimi mesi?

Banca/Istituto Brent 2027 (media) Scenario implicito
Goldman Sachs 75 $ Hormuz aperto e ritorno relativamente rapido delle esportazioni del Golfo
Citigroup 65 $ Normalizzazione più rapida dei flussi energetici e surplus di offerta più ampio
EIA 79 $ Recupero produttivo più graduale e ritorno completo dell’offerta solo nel 2027
BCA Research 90-100 $ Accordo USA-Iran fragile e premio geopolitico ancora incorporato nei prezzi

L’EIA prevede un surplus di offerta

La novità più importante arriva dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. L’EIA prevede una domanda globale di petrolio pari a 105,3 milioni di barili al giorno e un’offerta di circa 110 milioni nel 2027.

Fino a qualche settimana fa, un surplus di offerta di oltre 5 milioni di barili al giorno sarebbe sembrato incompatibile con il contesto geopolitico. Dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran le scorte di petrolio si sono ridotte in media di 3,8 milioni di barili al giorno e solo nel mese di maggio il prelievo netto ha raggiunto 143 milioni di barili. Le riserve dei Paesi OCSE sono scese ai livelli più bassi dal dicembre 1990.

Secondo l’EIA, però, il quadro potrebbe ribaltarsi nel giro di pochi trimestri. La domanda mondiale è attesa in crescita ma a ritmi contenuti. L’offerta invece dovrebbe molto più rapidamente grazie alla normalizzazione della produzione.

Se questo scenario si concretizzasse, il 2027 potrebbe trasformarsi nell’anno della ricostruzione delle scorte strategiche consumate durante la crisi. Sulla base di ciò, l’EIA stima un Brent medio di 79 dollari nel 2027, considerando che il recupero produttivo proceda con maggiore gradualità e che alcune delle produzioni oggi bloccate tornino operative soltanto nel corso del prossimo anno.

Goldman Sachs, Citi e BCA Research vedono tre prezzi diversi

Se sull’offerta futura c’è un consenso condiviso, sul prezzo del petrolio le divergenze restano profonde.

Il 16 giugno, Goldman Sachs ha ridotto le proprie stime sul Brent 2027 da 80 a 75 dollari al barile, ipotizzando che le esportazioni dal Golfo tornino ai livelli precedenti alla guerra già entro la fine di luglio.

Più aggressiva Citi, che vede il Brent a 65 dollari nel 2027. La banca ritiene probabile una normalizzazione quasi completa dei flussi energetici entro la seconda metà dell’estate e considera il ritorno dell’offerta il fattore dominante per il mercato.

Secondo BCA Research, l’accordo tra Stati Uniti e Iran è un passo avanti ma non può ancora essere considerato definitivo. Restano aperte diverse incognite, dalla piena riapertura dello Stretto di Hormuz all’attuazione degli impegni assunti da Teheran sul fronte energetico e nucleare. Per questo motivo la società ritiene che il petrolio possa restare più vicino all’area 90-100 dollari che ai 60-70 dollari indicati dagli scenari più ribassisti.

Cosa stanno indicando i futures sul petrolio

Per capire quale scenario ritenga più probabile il mercato basta guardare la curva dei futures sul Brent.

Il contratto di dicembre 2026 tratta intorno ai 77 dollari. Sulle successive scadenze la curva scende gradualmente fino a stabilizzarsi tra 73 e 74 dollari per la seconda metà del 2027: una struttura in backwardation che si sta appiattendo e che implica una media annua 2027 vicina ai 74 dollari, in linea con la stima di Goldman.

Curva forward future Brent Curva forward future Brent Fonte Isimarket.com

I futures oggi stanno scommettendo sullo scenario più favorevole: un graduale ritorno alla normalità dei flussi energetici dal Golfo Persico e su un aumento dell’offerta sufficiente a riportare il settore in surplus.

Le stesse banche e l’EIA considerano ancora sbilanciati verso l’alto i rischi per il mercato petrolifero. Nello scenario negativo di Goldman Sachs, con lo Stretto di Hormuz ancora soggetto a interruzioni fino al 2027, il Brent potrebbe superare i 130 dollari al barile alla fine del 2026 e mantenere una media di circa 105 dollari nel 2027. All’estremo opposto, una normalizzazione più rapida delle esportazioni, un’offerta globale più abbondante e una domanda meno dinamica potrebbero spingere il prezzo anche sotto i 60 dollari nel 2027.

Scenario Brent
Ripresa anticipata delle esportazioni, domanda debole e offerta abbondante <60 $ nel 2027
Scenario base Goldman Sachs 75 $ nel 2027
Hormuz soggetto a nuove interruzioni fino al 2027 105 $ media 2027
Fine 2026 nello scenario peggiore oltre 130 $
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