Permessi per votare alle elezioni: come funzionano e retribuzione

Chi lavora lontano dal Comune di residenza può tornare in occasione delle elezioni e del referendum chiedendo un permesso elettorale. Tuttavia vi sono delle differenze tra dipendenti pubblici e privati. Ecco cosa dice la legge.

Permessi per votare alle elezioni: come funzionano e retribuzione

Per i dipendenti pubblici la legge prevede permessi retribuiti per recarsi al Comune di origine ed esercitare il diritto di voto. Questo perché molti lavoratori hanno la residenza nel luogo in cui sono nati e non in quello in cui sono impiegati.

Le cose stanno diversamente per chi lavora in aziende private; in tal caso si può soltanto usufruire degli sconti sui trasporti per tornare a casa in occasione delle elezioni.

La normativa di riferimento per le assenze dal lavoro dovute alle elezioni è contenuta nella Legge n.29 del 29 gennaio 1992, nella Legge n.53 del 21 marzo 1990, e nel D.P.R. n.361 del 30 marzo 1957.

In questo articolo andremo ad approfondire a quanti giorni di permesso hanno diritto i dipendenti pubblici, come fare domanda e le tempistiche da rispettare in vista delle prossime elezioni amministrative e del referendum sul taglio dei parlamentari del 20 e 21 settembre 2020.

Permessi per andare a votare

Il diritto di voto è previsto dalla Costituzione e per incentivare i cittadini a votare la legge prevede permessi retribuiti per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Nel dettaglio il permesso per andare a votare spetta a:

  • dipendenti pubblici che votano in un Comune differente da quello di servizio;
  • chi è stato trasferito in prossimità della data delle elezioni;
  • ha chiesto il trasferimento della residenza ma la pratica del Comune non è stata ancora ultimata.

Il numero di giorni di permesso dipende da quanto è distante il Comune di residenza, precisamente:

  • 1 giorno di permesso per distanze comprese tra 350 e 700 chilometri;
  • 2 giorni di permesso per distanze superiori ai 700 chilometri e per i spostamenti da e per le isole.

Chi non lavora nella Pubblica amministrazione, invece, formalmente non ha diritto ad alcun permesso retribuito per votare e quindi dovrà usufruire delle ore di permesso o delle ferie a sua disposizione.

E chi fa lo scrutatore?

Chi è stato scelto come scrutatore alle elezioni ha sempre diritto ad un’assenza retribuita, a prescindere che lavori in un’azienda privata che nel settore pubblico. L’attività degli scrutatori, dei segretari e dei presidenti di seggio, infatti, è considerata a tutti gli effetti lavorativa e come tale va retribuita e dà diritto al riposo compensativo (due giorni in caso di settimana di lavoro corta e un giorno in caso di settimana di lavoro lunga).

Chi deve fare lo scrutatore deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro - verosimilmente appena si ha notizia della nomina - e consegnare il certificato dell’Ufficio elettorale del Comune di residenza dove risulta l’incarico appena ricevuto. Al rientro in ufficio il dipendente deve consegnare il certificato elettorale timbrato e sottoscritto dal presidente di seggio.

Possono usufruirne le seguenti figure:

  • presidente del seggio elettorale;
  • segretario del seggio elettorale;
  • scrutatore del seggio elettorale;
  • rappresentanti di lista;
  • rappresentanti dei promotori del referendum.

Agevolazioni per gli elettori pendolari

Anche se i lavoratori del settore privato non hanno diritto a dei giorni di permesso retribuiti per le elezioni possono comunque beneficiare - così come gli statali - di agevolazioni per le spese di viaggio sostenute. Si tratta di tariffe agevolate per chi prende treni, navi o aerei per andare nel Comune di residenza nel periodo delle elezioni.

Per usufruire di queste agevolazioni è necessario presentare la tessera elettorale o in alternativa si può firmare un’autocertificazione. L’importante è che una volta adempiuto al proprio dovere di elettore venga presentata nuovamente la tessera elettorale che naturalmente sarà timbrata con il sigillo della sezione presso la quale si è votato.

Per ulteriori informazioni sulle agevolazioni e sugli importi delle tariffe ridotte vi consigliamo di consultare il sito della compagnia di trasporti che utilizzerete per spostarvi.

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