Permessi 104 e ferie si possono attaccare? Ecco quando e come

Isabella Policarpio

26 Novembre 2020 - 12:41

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Ferie e permessi 104 si possono attaccare per assistere un disabile e mai per prolungare le vacanze. Cosa dice la legge e quando scatta l’abuso.

Permessi 104 e ferie si possono attaccare? Ecco quando e come

Non è vietato attaccare i permessi della legge 104 alle ferie, prima o dopo l’inizio della vacanza programmata. Infatti non è la data della richiesta che conta, ma l’effettivo bisogno di assistere il parente disabile.

Gli abusi sono puniti molto duramente: chi chiede il permesso al solo scopo di prolungare le ferie rischia il licenziamento e, talvolta, anche conseguenze penali.

Permessi 104: quanti giorni spettano e a chi

La Legge 104/1992, all’articolo 33, comma 3, riconosce il diritto di usufruire di 3 giorni di assenza (retribuiti) al mese, frazionabili anche in ore, ai seguenti lavoratori:

  • disabili gravi;
  • genitore - anche adottivi o affidatari - di figli disabili gravi;
  • coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in condizioni di gravità.

I permessi della legge 104 spettano anche ai parenti e affini di 3° quando:

  • genitori o coniuge della persona disabile grave hanno compiuto 65 anni di età;
  • parenti e affini di 3° grado sono anch’essi affetti da patologie invalidanti, deceduti o mancanti (così la legge 183/2010).

Si possono attaccare i permessi 104 alle ferie?

In linea teorica nessuna norma vieta di attaccare i giorni di ferie con i permessi per assistere parenti disabili. Quindi, chi ne ha la necessità, può chiedere un giorno intero o ore di permesso retribuiti prima o dopo l’astensione dal lavoro per le ferie.

La condizione per attaccare ferie e permessi 104 è che questi ultimi servano effettivamente ad assistere la persona disabile e non a prolungare il periodo di vacanza del beneficiario.

In caso contrario, la Corte di cassazione ha precisato più volte che chi abusa dei permessi per scopi personali - come viaggi e vacanze - rischia il licenziamento per giusta causa (ordinanze n. 18293/18 e dell’11.07.2018).

Che succede se permessi e ferie coincidono?

Può accadere che durante le vacanze si abbia la necessità di assistere il parente disabile, in questo caso i permessi 104 si perdono?

La questione è stata affrontata dal Ministero del Lavoro in un’apposita istanza tesa a chiarire quale deve essere il comportamento del datore di lavoro quando la fruizione dei permessi 104 combaciano con il periodo programmato delle ferie o durante la chiusura aziendale.

Ai sensi dell’articolo 2109 del Codice civile, il datore di lavoro può stabilire le ferie annuali e il fermo produttivo secondo le proprie esigenze, tuttavia non può negare l’utilizzo dei permessi ex Legge 104/92 se combaciano con le ferie già programmate.

In conclusione, se ferie e necessità di utilizzare i permessi coincidono prevalgono questi ultimi. Ciò significa che le ferie non godute potranno essere fruite in un altro periodo, previo accordo con l’azienda. In ogni caso il datore di lavoro può verificare l’effettiva indifferibilità dell’assistenza al disabile.

Abuso 104 è reato e si rischia il licenziamento

Chi “abusa” dei permessi violando lo scopo per cui sono stati creati rischia da una parte il licenziamento per giusta causa (quindi senza obbligo di preavviso) dall’altra la condanna per Indebita percezione di contributi a danno dello Stato (articolo 316 ter del Codice penale) punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

I giorni di permesso, infatti, sono pienamente retribuiti: il datore di lavoro li anticipa in busta paga e in seguito li recupera dall’INPS, e nel caso di abuso si configura una truffa.

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# Ferie

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